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Febbre nei bambini: le risposte agli 8 dubbi più comuni delle mamme

Di Valentina Murelli
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30 Marzo 2016 | Aggiornato il 28 Dicembre 2017
Qual è il modo migliore per misurare la temperatura? Quando si può considerare febbre? Vediamo le risposte ai dubbi più diffusi sulla febbre nei bambini, seguendo le indicazioni delle Linee guida della Società italiana di pediatra sulla febbre nei bambini e con l'aiuto di Maurizio de Martino, celebre pediatra.

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La temperatura del piccolo sale, ed è subito panico. La febbre è una delle ragioni più frequenti che spingono i genitori a chiedere una visita pediatrica e una delle condizioni che li spaventa di più. Vediamo allora come rispondere ai dubbi più diffusi, seguendo le indicazioni delle Linee guida della Società italiana di pediatra sulla febbre nei bambini e con l'aiuto di Maurizio de Martino, celebre pediatra.

 

 1. Qual è il modo migliore per misurare la temperatura?

 

A casa, la febbre si misura sotto l'ascella con un termometro digitale. Da evitare la misurazione orale e quella rettale (invasiva e fastidiosa). Sconsigliati anche termometri frontali e a ciuccio, meno precisi.

 

2. Capita che mia figlia abbia una temperatura di 37,2-37,4 °C

 

Per me è febbre, per mio marito non lo è. Chi ha ragione? Il papà. Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità si parla di febbre solo sopra i 37,5 °C e sarebbero da evitare termini come febbricola o febbriciattola per temperature al di sotto di questa soglia. Bisogna anche considerare che la temperatura del corpo varia in modo regolare nelle 24 ore: più bassa all'alba, più alta intorno alle 17, quando può superare i 37 °C.

 

3. Quali sono le cause principali della febbre nei bambini?

 

Le infezioni, virali o batteriche. In effetti, la febbre può essere considerata un fenomeno fisiologico di difesa contro le infezioni, perché ad alte temperature funzionano meglio i meccanismi immunologici, mentre virus e batteri fanno più fatica a moltiplicarsi.

 

4. Il mio piccolo di 7 mesi ha la febbre alta. Potrebbero essere i dentini in eruzione?

 

Non ci sono prove scientifiche che dimostrino con sicurezza una relazione tra eruzione dei denti e febbre alta. Gli studi condotti hanno evidenziato al massimo un lieve rialzo di temperatura e solo in una minoranza di bambini. L'arrivo dei dentini può dare invece irrequietezza e salivazione intensa.

 

5. La mia bambina ha la febbre a 39 °C: sono opportune delle spugnature fredde?

 

No: in caso di febbre, i mezzi fisici come spugnature, esposizione a correnti fresche, applicazione di borse del ghiaccio vanno evitati. Non solo non servono, ma possono essere fastidiosi o controproducenti: raffreddando troppo le estremità, costringono l'organismo a produrre più calore e la temperatura sale.

 

6. Cosa fare quando il bimbo ha la febbre?

 

La prima indicazione è rimanere calmi e consultare il pediatra, che in genere invita a un'osservazione vigile, per vedere come evolve la situazione. I farmaci antipiretici vanno dati "solo quando alla febbre si associ un quadro di malessere generale": se anche la temperatura è alta ma il bambino è vivace si possono evitare. Se proprio serve un farmaco, quello d'elezione è il paracetamolo, da somministrare preferibilmente per bocca, con un dosaggio che dipende dal peso del bambino: 10-15 mg/kg ogni 4-6 ore, fino a un massimo di 60-80 mg/kg al giorno. In alternativa si può usare l'ibuprofene (ma attenzione: o l'uno o l'altro, mai combinati o alternati). Da evitare acido acetilsalicilico e i farmaci cortisonici. Si ricorda che i farmaci antipiretici non servono per prevenire il rischio di convulsioni.

 

7. Oltre agli antipiretici, è opportuno somministrare anche antibiotici?

 

No: l'antibiotico va dato solo se c'è il fondato sospetto di un'infezione di origine batterica e naturalmente è solo il medico a poterlo stabilire. Di sicuro, l'antibiotico non va dato in caso di influenza o rinite, che sono causate da virus.

 

8. Il mio bambino stamattina si è svegliato con 38,5 di febbre. Gli ho dato il paracetamolo, ma a sera la febbre non si è ancora abbassata. Devo portarlo al pronto soccorso?

 

Per rispondere con precisione alla domanda bisognerebbe conoscere l'età del bambino. Se il piccolo con la febbre ha meno di 28 giorni va portato al pronto soccorso e se ha tra uno e 12 mesi va fatto visitare in giornata (al pronto soccorso o dal proprio pediatra). In questi casi, infatti, è abbastanza significativo il rischio di una grave infezione batterica. Se invece il bimbo è più grande non bisogna allarmarsi troppo: una febbre anche alta può durare quattro o cinque giorni e in generale non è un indice della gravità della malattia. Solo se si accompagna a un rapido peggioramento delle condizioni generali (vomito, mal di testa, alterazioni della respirazione, pallore estremo, scarsa reattività) o se dura da giorni senza una causa apparente occorre consultare il medico.

 

Guarda anche il video sulla febbre nei bambini