Infezioni

Herpes labiale nei bambini, sintomi e cure

Di Valentina Murelli Angela Bisceglia
herpes_bambini
19 Febbraio 2019
L’herpes labiale (febbre sul labbro) è un’infezione abbastanza diffusa tra i bambini, causata dal virus herpes simplex. Servono però anche una predisposizione genetica e, nel caso di recidive, fattori esterni scatenanti. Ecco come si presenta, come affrontarla e come prevenirla
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In questo articolo si approfondisce:

  • che cos'è l'herpes labiale e come si manifesta;
  • le recidive dell'infezione;
  • l'herpes nei neonati;
  • che cosa causa l'infezione;
  • herpes e sistema immunitario;
  • come si trasmette e come prevenire la trasmissione;
  • l'auto contagio;
  • come si cura l'herpes labiale;
  • i rimedi della nonna;
  • rapporto tra herpes e impetigine;
  • quando consultare il medico.

 

Prima un leggero pizzicore, come un formicolio sul labbro, poi l'arrossamento e il bruciore, infine la comparsa di vescichette dolorose, singole o a grappolo, su un punto del labbro. Sono i sintomi inconfondibili dell'herpes labiale – detto anche “febbre sul labbro” – un'infezione da parte del virus herpes simplex piuttosto frequente nei bambini tra uno e cinque anni d'età. (Leggi anche: l'herpes neonatale)

 

Herpes labiale: che cos'è e come si manifesta


L'herpes labiale è un'infezione che, come dice il nome, interessa prevalentemente l'area delle labbra e dell'interno della bocca, anche se a volte le vescicole caratteristiche della malattia possono interessare anche mento, guance (anche all'interno), naso e gola.

 

L'infezione è provocata da un virus chiamato herpes simplex, appartenente alla stessa famiglia alla quale appartiene anche il virus responsabile della varicella. Esistono in realtà due tipi di herpes simplex: il tipo1, responsabile dell'herpes labiale, e il tipo 2, responsabile dell'herpes genitale che interessa più tipicamente pene e vagina. Va detto però che entrambi i tipi di virus possono provocare la comparsa di vescichette in qualunque parte del corpo.

 

La prima volta che si incontra il virus e scatta l'infezione, oltre alle vescichette possono comparire altri sintomi tra i quali: mal di gola, ingrossamento delle ghiandole (i linfonodi) del collo, febbre alta e malessere generale. Questi sintomi possono durare nel complesso anche 10-14 giorni e si parla di stomatite erpetica primaria.

 

La comparsa di recidive


Dopo la prima volta, l'infezione può tornare a presentarsi anche più volte durante l'infanzia e in generale nel corso della vita: questo accade perché il virus non viene definitivamente debellato dal sistema immunitario, ma rimane in forma latente “nascosto” all'interno di gangli nervosi. In alcuni soggetti geneticamente predisposti, l'infezione può poi riattivarsi in momenti di particolare debolezza del sistema immunitario, come per esempio dopo una malattia o un forte stress o a seguito di un'intensa esposizione ai raggi solari.

 

Nelle recidive in genere compaiono solo le vescichette, tipicamente sulle labbra e in forma più lieve e meno duratura, mentre gli altri sintomi non si presentano più.

 

A volte, chi soffre di herpes labiale può “sentire” che sta tornando, avvertendo una sensazione di prurito, pizzicore o bruciore sul labbro, circa un giorno prima della comparsa delle vescichette.

 

L'herpes nei neonati


L'infezione da herpes simplex – tipo 1 o tipo 2 – può interessare anche i neonati e i lattanti, ed essere in questo caso particolarmente pericolosa, perché c'è il rischio di arrivare a un coinvolgimento del sistema nervoso e di altri organi, con conseguenze a lungo termine per la salute del bambino o addirittura con rischio di morte.

Si tratta di situazioni rare, ma se il neonato sviluppa vescicole sulla pelle e febbre, anche lieve, è bene consultare subito il medico. Come strumento di prevenzione, è ovviamente opportuno evitare di baciare o toccare bambini piccoli quando si ha in corso un'infezione da herpes simplex.

 

Herpes labiale nei bambini, le cause scatenanti


Come abbiamo detto, l'herpes labiale è una malattia infettiva di origine virale causata dall'herpes simplex virus. “All’origine della malattia c'è però anche una predisposizione genetica alla stessa, per cui ci sono bambini più predisposti di altri a contrarre l'infezione” spiega la dermatologa May El Hachem, responsabile dell'Unità di dermatologia dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma.

 

A questa predisposizione si aggiungono dei fattori scatenanti che possono favorire l’infezione primaria o la comparsa di recidive. Per esempio:

  • dermatite atopica. I bambini che ne soffrono sono più soggetti all'herpes, e i sintomi sono più evidenti e fastidiosi;
  • esposizione al sole. Il sole rappresenta un’aggressione per la pelle, soprattutto se si tratta della prima esposizione. Quindi è importante prendere le giuste precauzioni, cioè esporre il bambino gradualmente, sempre applicando la crema solare protettiva;
  • pelle irritata dal raffreddore. Un bambino raffreddato si soffia spesso il naso irritando la zona sotto le narici, il che favorisce la comparsa di herpes;
  • stress, inteso come stato di affaticamento generale. Lo stress può infatti abbassare le difese immunitarie, rendendo i bambini più vulnerabili all'herpes;
  • malattie precedenti, come un'influenza;
  • importanti carenze nutrizionali;
  • ormoni della pubertà. La pubertà è la fascia di età in cui si è più soggetti all'herpes labiale a causa degli sbalzi ormonali. E particolarmente predisposte al virus sono le ragazze durante il periodo premestruale;
  • infezione da HIV. Sono maggiormente soggetti all'herpes i soggetti che si trovano in uno stato di immunodeficienza dovuto al virus dell'HIV;
  • particolari trattamenti farmacologici. Cortisonici o terapie chemioterapiche abbassano le difese immunitarie, favorendo la comparsa dell'herpes.

 

Herpes e difese immunitarie


Anche se è vero che difese immunitarie basse possono rendere i bambini più vulnerabili all'herpes, non è vero il contrario. Non è vero, cioè, che avere l'herpes significa per forza avere difese immunitarie basse.

“Un bambino sano, che ha spesso l’herpes ma non ha altre infezioni ricorrenti, non è necessariamente un bambino immunodepresso, ma semplicemente un bambino che ha la recettività a quel virus. Per questo non è necessario fare analisi, cure o trattamenti ricostituenti” spiega El Hachem. “Non solo: chi ha herpes ricorrenti, a mano a mano formerà anticorpi contro il virus, che gradualmente gli darà sempre meno episodi infettivi”.

 

Come si trasmette e come prevenire la trasmissione


Il virus responsabile dell'herpes labiale si trasmette facilmente da persona a persona, per esempio attraverso baci o altri contatti molto stretti, o attraverso la condivisione di oggetti personali come spazzolini da denti, dentifricio, posate, bicchieri.

 

“L’herpes, comunque, è contagioso soltanto per i soggetti che hanno già una predisposizione all’infezione” ricorda El Hachem. “Questo spiega perché in una stessa famiglia, nonostante i contatti ravvicinati, c’è chi prende l’herpes e chi non lo prende mai”.
 

Per prevenire la trasmissione del virus è opportuno che, durante la fase acuta dell'infezione – cioè quando sono visibili i sintomi – il bambino colpito non condivida con altri nessun oggetto che potrebbe veicolare il virus (bicchieri, asciugamani, spazzolini da denti o dentifricio). In generale non è richiesto che rimanga a casa dall'asilo o da scuola, ma il pediatra potrebbe suggerire di tenerlo a casa per qualche giorno se si tratta di un bambino piccolo che sbava molto, oltre che, ovviamente, se è in corso una stomatite erpetica primaria.

 

Auto contagio: l'herpes può passare da una zona all’altra del corpo?


Si, può succedere che, toccando e grattando la zona con le vescicole, il bambino si provochi un'auto-inoculazione del virus sulle dita e, da qui, in altre parti del corpo, come naso e occhi. Per questo è importante chiedere al bambino di non grattarsi, e invitarlo a lavarsi spesso le mani.  

 

Come si cura l'herpes labiale


L’herpes labiale guarisce da solo nel giro di 7-10 giorni. Per accelerare la guarigione o ridurre i fastidi si può applicare ai primissimi sintomi di formicolio, bruciore e prurito, una pomata a base di antivirale (per esempio aciclovir), per 4-5 volte al giorno. Ma attenzione: se l’herpes è già ‘esploso’, le pomate antivirali praticamente non servono più a nulla.

 

Se il dolore provocato dalle vesciche è molto intenso e tale da impedire una normale alimentazione, il pediatra potrà consigliare la somministrazione di un antidolorifico come ibuprofene.

 

I rimedi della nonna? Non sono provati scientificamente


Il passaparola e il web suggeriscono diversi rimedi della nonna per liberarsi velocemente delle fastidiose vescicole. Tra questi, per esempio, l’applicazione del dentifricio. Ma attenzione: non c'è alcuna prova che servano davvero, anche perché – ricorda la dermatologa – “ questi rimedi non hanno alla base alcun fondamento scientifico”.

 

Per attenuare il fastidio o il dolore senza ricorrere ai farmaci si può comunque tentare qualche piccolo rimedio fai da te, come applicare pezzuoline molto fredde o tiepide alle vescichette, far succhiare cubetti di ghiaccio o ghiaccioli e, naturalmente, evitare cibi e bevande molto acidi (limone, agrumi, pomodoro), che potrebbero irritare ulteriormente.

 

 

Rapporto tra herpes e impetigine


Talvolta, le vescicole provocate dall'herpes labiale possono infettarsi dando origine a una sovrainfezione batterica, che prende il nome di impetigine. In questi casi la zona interessata dall'infezione si gonfia ulteriormente e compare anche del pus.
 

“Allora è opportuno applicare una pomata antibiotica a base per esempio di acido fusidico o mupirocina, due volte al giorno per cinque giorni” consiglia la dermatologa.

 

Quando consultare il pediatra


Le situazioni nelle quali è opportuno sentire il medico, secondo il sito healthychildren.org, gestito dall'Associazione pediatri americani:

  • durante il primo episodio di infezione ( stomatite erpetica primaria);
  • se le vescichette compaiono in un neonato, perché potrebbe trattarsi di un sintomo di herpes neonatale;
  • se le vescicole interessano l'area intorno agli occhi, per scongiurare il rischio di infezioni della cornea;
  • se l'infezione si accompagna a mal di testa, stato confusionale o convulsioni (potrebbe esserci il rischio di infezioni del sistema nervoso come meningite o encefalite);
  • se le manifestazioni non passano nel giro di 10-14 giorni, o se tendono ad aggravarsi, perché potrebbe essere segno di un'infezione batterica secondaria;
  • se il bambino va incontro a molte recidive durante l'anno (più di cinque o sei episodi), perché il medico potrebbe valutare l'opportunità di un trattamento antivirale preventivo.

Altre fonti per questo articolo: materiale informativo dal sito dell'Ospedale pediatrico Meyer di Firenze; materiale informativo di Healthy children, sito per genitori dei pediatri americani; materiale informativo del database di informazioni mediche per specialisti Up to Date.