Salute bambini

In Usa è allarme influenza: arriverà anche da noi?

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15 Gennaio 2013
Dagli Stati Uniti arrivano notizie sull’influenza che allarmano i genitori. Ma di che influenza si tratta? Dobbiamo preoccuparci?
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Dagli Stati Uniti arrivano notizie sull’influenza che allarmano i genitori. Nostrofiglio.it ha chiesto il parere di Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università di Milano

Un’influenza particolarmente aggressiva è quella che sta colpendo gli Stati Uniti, tanto da far contare dall’inizio della stagione 25 decessi tra i bambini e 200 tra gli adulti. Nella sola città di New York, ad oggi si sono ammalati di influenza 20mila persone, il quadruplo rispetto allo scorso anno. E le farmacie vengono prese d’assalto alla ricerca di vaccini ancora disponibili.

Ma di che influenza si tratta? Arriverà anche da noi?

“Si tratta della stessa influenza che si sta diffondendo anche da noi e non c’è alcun nuovo virus misterioso” risponde Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università di Milano; “i virus sono quelli che ci aspettavamo - un ceppo americano, uno australiano, oltre alla cosiddetta suina, causata dal ceppo AH1N1 – contro i quali abbiamo già da alcuni mesi a disposizione il vaccino.

L’unica differenza è che negli Usa, complici condizioni meteo particolarmente rigide, il picco è già arrivato e così l’influenza ha colpito un numero maggiore di persone rispetto agli scorsi anni, determinando l’enfasi che si sta diffondendo in questi giorni. Per il resto, si sa che ogni 100 mila persone colpite da influenza 10 possono riscontrare complicanze anche serie. Certo, i decessi fanno sempre impressione, soprattutto se ad essere colpiti sono i bambini, ma si sa anche che ad essere maggiormente a rischio complicanze sono i soggetti che hanno già problematiche di salute.”

L’influenza sarà così severa anche da noi?

“Da noi l’influenza ha da poco cominciato a diffondersi e non sappiamo ancora prevedere l’evoluzione, che dipenderà in gran parte da quali saranno le condizioni clinatriche delle prossime settimane. Stando alle previsioni meteorologiche, il picco potrebbe arrivare verso fine mese. Ma non ci sarà nessuna sorpresa: i virus sono esattamente quelli che ci aspettavamo, contro i quali, chi si è vaccinato, può considerarsi protetto”.

Si fa ancora in tempo a vaccinarsi?

“Sì, anche se siamo un po’ al limite: la copertura si ha dopo 10 giorni dall’inoculazione del vaccino, quindi bisognerebbe affrettarsi”.

Quindi l’attuale influenza non ha nulla a che fare con i focolai di varianti di suina identificati qualche mese fa negli Stati Uniti tra alcuni allevatori di animali ammalati?

“Assolutamente no: quei focolai sono rimasti casi isolati e non si è verificato il temuto passaggio da uomo a uomo”.