Malattie infettive e vaccinazioni

Influenza 2019/2020: il picco si avvicina. Ecco come si presenta nei bambini

Di Valentina Murelli
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23 gennaio 2020
Quasi mezzo milioni gli italiani messi a letto dall'influenza nell'ultima settimana. Come sempre, i più colpiti sono i bambini sotto i cinque anni. Ecco come intervenire per farli stare meglio e quando preoccuparsi

 

Influenza 2019/2020: una stagione più leggera

 

Febbre alta, tosse, raffreddore, mal di gola, malessere generale, qualche volta sintomi gastrointestinali. Ci siamo: l'influenza sta entrando nel vivo della stagione, con i casi che continuano ad aumentare mentre il picco è atteso nelle prossime settimane. Si tratta comunque di una stagione più "leggera" rispetto alle due che l'anno preceduta.

 

"Finora abbiamo avuto meno casi rispetto allo stesso periodo dei due anni precedenti e tra questi sono stati meno i casi gravi" commenta Stefano Prandoni, pediatra di famiglia a Valdagno (Vicenza) e amministratore del gruppo Facebook L'influenza, questa sconosciuta. Che sottolinea anche come sul totale delle malattie di tipo influenzale e para-influenzale anche i casi di influenza vera e propria siano meno rispetto alle stagioni passate: "L'ultimo rilevamento indica il 23% di virus influenzali sul totale, contro il 33% dello stesso periodo dell'anno scorso".

 

I dati del Sistema di sorveglianza

 

Secondo i dati dell'ultimo bollettino disponibile del Sistema di sorveglianza dell'influenza dell'Istituto Superiore di Sanità, nella terza settimana del 2020, dal 13 al 19 gennaio, sono stati 488 mila gli italiani messi a letto dalla malattia, e oltre 2,7 milioni dall'inizio della stazione.

 

L'incidenza è ora di circa 8 casi ogni 1000 assistiti. Come sempre i più colpiti sono i bambini sotto i cinque anni: tra di loro l'incidenza sale infatti a 20 casi ogni 1000 e risulta raddoppiata rispetto alla settimana precedente. Le regioni più colpite sono invece al momento quelle del centro: Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo, Molise e Campania.

 

L'influenza nei bambini: come si presenta

 

"La prima ondata è stata caratterizzata da forme soprattutto simil-influenzali, con anche sintomi gastrointestinali (che comunque nei bambini possono essere presenti anche nell'influenza vera e propria" afferma Adima Lamborghini, pediatra di famiglia a Silvi (Teramo) e membro del centro studi della FIMP, Federazione italiana medici pediatri. "Quella a cui stiamo assistendo in questi giorni è invece la seconda ondata, con sintomi più propriamente respiratori".

 

Oltre a tosse, raffreddore, mal di gola, gli altri sintomi caratteristici sono malessere generale e febbre alta a esordio improvviso e che può durare anche una settimana, in alcuni casi andando anche a intervalli (due o tre giorni di febbre, poi un ritorno a temperature normali, poi altri due o tre giorni di febbre). In generale si può dire che rispetto ad altri virus parainfluenzali, quelli influenzali veri e propri provocano un quadro più severo, che richiede qualche giorno in più per risolversi e tende a debilitare a lungo.

 

"La raccomandazione ai genitori è quella di non spaventarsi alla comparsa della febbre, anche se alta, e di non precipitarsi nello studio del dottore ai minimi sintomi. Può bastare una telefonata per farsi rassicurare e farsi dare qualche indicazione, ma la visita può tranquillamente essere rimandata" afferma Prandoni.

 

Come curarla

 

Come sempre la terapia fondamentale è il riposo. "Poi: evitare ambienti eccessivamente caldi, idratare bene il bambino, facendolo bere spesso, preferire pasti piccoli e frequenti, meglio se semiliquidi" afferma Lamborghini. Raccomandando di controllare più lo stato di benessere/malessere generale che il dato di temperatura.

 

"In caso di febbre accompagnata da malessere si possono somministrare antipiretici (da preferire in gocce o sciroppo, perché le supposte permettono un assorbimento meno regolare)". E assolutamente niente antibiotici come prima terapia: "Influenza e sindromi para-influenzali sono di origine virale – spiega Prandoni – per cui gli antibiotici non servono. Andranno usati, dietro stretta indicazione medica, solo se subentrano complicazioni come polmoniti o otiti batteriche".

 

Quando preoccuparsi

 

Ecco le situazioni particolari nelle quali è bene sentire il medico, secondo le indicazioni di Stefano Prandoni:

 

  • se il bambino ha meno di tre mesi e ha la febbre (se ha meno di un mese occorre recarsi subito al pronto soccorso);
  • se c'è una febbre particolarmente alta che non si abbassa neppure con l'antipiretico o che anche dopo cinque o sei giorni non accenna a diminuire;
  • se il bambino è molto abbattuto e sonnolento, poco reattivo;
  • se il bambino (specie se piccolo) mostra un'irritabilità insolita ed è molto lamentoso;
  • se mostra segni di difficoltà respiratoria.