SVILUPPO DEL BAMBINO

Lo sviluppo psicomotorio da 0 a 3 anni: come trovare gli stimoli giusti

Di Zelia Pastore
07 Aprile 2016
Far giocare i bimbi con oggetti che possano prendere, afferrare e studiare; far sì che si esprimano a loro modo, senza anticipare le loro necessità; insegnargli ad avvicinarsi e allontanarsi dalla mamma pian pianino per imparare a camminare. Ecco gli stimoli da dare ai bambini per il loro corretto sviluppo psicomotorio secondo Fiorenza Broggi docente del Corso di Laurea in Terapia della Neuro e Psicomotrictà dell’Età Evolutiva dell’Università degli Studi Milano-Bicocca, membro del Comitato Scientifico dell’Associazione ANUPI TNPEE.
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NEONATO PRIMI MESI: RIFLESSI AUTOMATICI E RISPOSTE VOLONTARIE
“Nel neonato la motricità subisce l’influenza dei riflessi che non sono soltanto una risposta involontaria ad uno stimolo, ma già comportamenti adattivi che variano al variare delle condizioni interne e/o dell’ambiente esterno del bambino. I genitori devono sapere che già nel secondo e terzo mese di vita il neonato cerca di toccare gli oggetti senza capacità di prensione e ha già diverse caratteristiche sviluppate: il sorriso sociale, la veglia attiva e la partecipazione motoria intenzionale alla relazione con l’altro”.”.

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NEONATO: L’IMPORTANZA DELL’AMBIENTE
“Il neonato sano è dotato di funzioni neuropsicologiche che si sviluppano fisiologicamente, ma è indubbio che l’ambiente influisce in modo significativo sulla qualità e le modalità di sviluppo perché favorisce l’integrazione delle funzioni e quindi uno sviluppo neuropsicomotorio armonico. Gli stimoli che il bambino riceve dai genitori, che sono l’ambiente privilegiato nei primi anni di vita, hanno quindi grande importanza per il suo sviluppo."

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IL MOVIMENTO COME COMUNICAZIONE
Nel considerare i progressi dei piccini, bisogna capire che ognuno ha delle caratteristiche di sviluppo proprie e originali. Ci sono bambini che si muovono prima di altri, che usano il movimento come forma di comunicazione e che magari sono meno motivati all’espressione linguistica. Viceversa, ci sono bambini che sono più motivati a colmare la distanza dalla mamma con il linguaggio. I genitori non si devono crucciare, ma solo stimolarli ad esperenziare anche quelle funzioni che il bambino non ha messo ancora in gioco”.

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4 MESI: AFFERRARE I GIOCHI
“Verso i 4 mesi il neonato comincia non solo a raggiungere, ma anche ad afferrare i giochi che gli stanno intorno: perché ha una capacità di prensione intenzionale e di controllo visivo dell’oggetto. Uno stimolo che possono dare i genitori è far muovere dei giochini nel campo visivo del bambino: il piccolo sarà attratto da questi oggetti in movimento, cercherà di afferrarli affinando sempre di più schemi d’azione peculiari”.

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ASSAGGIARE
“Il bambino che ha già provato a portare la mano in bocca (fra il secondo e il terzo mese di vita) può portare adesso alla bocca anche gli oggetti. Si tratta di una fase di conoscenza importantissima: acquisire delle informazioni sul mondo circostante 'assaggiandolo' è un’esperienza rassicurante, un buono stimolo che i piccini amano condividere con le figure parentali. La mamma per questo tipo di stimolo potrà scegliere naturalmente oggetti non pericolosi ma adatti ad essere portati alla bocca”.

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6-7 MESI: LA CONQUISTA DELLA POSIZIONE SEDUTA
“Verso i sei-sette mesi il bambino è in grado di stare seduto prima con appoggio e poi con lo sviluppo dei paracadute senza appoggio”.

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GIOCHI COLORATI
“In questa fase, in cui il piccolo si guarda attorno, un ottimo stimolo è posizionargli attorno dei giocattoli. Non troppi, ma che catturino la sua attenzione. Devono essere giochi colorati che abbiano un abbinamento suono-colore. Vanno bene quelli che girano, si muovono, i primi giochi causa-effetto. Se il bimbo batte e qualcosa succede, è stimolato a ripetere il gesto raffinando movimenti funzionali allo scopo: la mamma può mettere in uno spazio raggiungibile per il bambino seduto questa tipologia di oggetti”.

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MAMMA, LA BASE SICURA
“Dal momento in cui il bambino ha sviluppato i paracadute, comincerà a sperimentare passaggi posturali per passare alla posizione quadrupede. La mamma si qualifica come base sicura dove ritornare e può stimolare il piccolo con dei giochi che prevedano l’allontanamento e l’avvicinamento a lei, tramite il gattonamento o lo striscio”.

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LO SCAMBIO
“Tutti i giochi che rotolano e spingono il bimbo a esplorare lo spazio sono stimoli per l’evoluzione del movimento, ma stimolano anche i primi giochi di scambio a distanza tra il piccino e la mamma e favoriscono momenti di allontanamento e di ravvicinamento durante il processo di separazione”.

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12-18 MESI: I PRIMI PASSI
“Dai 12 ai 18 mesi i genitori possono rassicurare i bambini che iniziano a camminare. Il cammino è una tappa importante: permette al bambino di diventare un attore attivo. Si tratta di un’esperienza importante sotto molti aspetti: a livello dello sviluppo dello schema corporeo, dell’organizzazione spazio tempo e del lo sviluppo cognitivo e sociale”.

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MACCHININE E CARRELLINI
“I bambini normalmente condividono con la mamma tutto quello che fanno: in questa fase lei, come il papà, possono dotare i bambini di giochi che possono essere spinti come i carrellini, le macchinine, il triciclo, tutti i giochi che facilitano la conquista dello spazio attraverso il movimento”.

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PRIMO ANNO: SPERIMENTAZIONE
“Il primo anno di vita è caratterizzato dall’esplorazione del mondo circostante: i giochi vengono guardati, toccati, assaggiati. Nel secondo anno di vita gli stimoli per il piccolo possono essere nell’ordine della sperimentazione: i giocattoli vengono gettati, aperti, smontati, a volte un po’ rotti. È il momento delle prime costruzioni, dove il bimbo cerca di mettere insieme i pezzi: mamma e papà possono prestarsi a fare questa esperienza con lui”.

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SECONDO ANNO: STIMOLARE LA COMUNICAZIONE
“Nel secondo anno di vita assistiamo alla conquista del linguaggio. I bambini si servono spesso di parole 'passepartout': 'acqua', ad esempio, indica tutto ciò che si beve, 'mamma' tutte le figure femminili. Ma anche di parole-frasi: 'nanna' può voler dire 'ho sonno', 'pappa' può significare 'ho fame'. Quello che devono fare i genitori è stimolare e sostenere la comunicazione in tutte le sue forme”.

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NON ANTICIPARE
“Non è importante che i bambini abbiano tutti lo stesso linguaggio: quello che devono fare i genitori è non anticipare l’oggetto desiderato o l’azione voluta dal bambino, ma stimolarlo a comunicare il desiderio, come può e come riesce. Molto utile è utilizzare i primi libri con immagini che permettano a mamma e bambino di condividere l’associazione di parole ad immagini”.

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FINE SECONDO ANNO, INIZIO TERZO ANNO: SOCIALIZZAZIONE
“Alla fine del secondo anno di vita e all’inizio del terzo, i bambini iniziano a ricercare e voler anche imitare i loro coetanei. In questa fase, i genitori possono favorire queste esperienze di gioco: portarli al parchetto, nei centri mamma-bambino, in tutti i posti dove i piccoli possano fare esperienze con i coetanei”.

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GIOCHI DI COSTRUZIONE
“In questo periodo della loro vita i bambini sono interessati ai giochi di costruzione e ai primi puzzle, dove possono mettere in campo la loro creatività. È un momento in cui condividono tanto e hanno bisogno che i genitori giochino con loro. È il momento in cui i piccoli iniziano a dire dei 'sì' e dei 'no': il 'no' è per loro il momento dell'affermazione di un 'IO' differenziato”.

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TERZO ANNO: TRACCE SUL FOGLIO
“Il terzo anno di vita è un anno molto ricco. Il bambino ha raggiunto buone competenze motorie che gli permettono di correre e saltare. L’interesse per i coetanei è sempre più significativo. È in grado di condividere giochi con gli altri bambini. Nasce un maggior interesse per lo spazio grafico. I piccoli iniziano a lasciare tracce di sé sui fogli, e ad osservare quello i segni che lasciano. Sono dei disegni embrionali che cominciano a condividere mostrandoli I genitori possono stimolare queste scoperte condividendo il loro interesse e sostenendolo”.

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GIOCHI DI MANIPOLAZIONE
“Un’altra esperienza importante attraverso cui il bambino può lasciare tracce e sviluppare la creatività è attraverso la manipolazione: pasta di sale, didò, pasta di pane. Impastare battere creare forme e distruggerle sono esperienze importanti da condividere con i genitori anche in cucina”.

NEONATO PRIMI MESI: RIFLESSI AUTOMATICI E RISPOSTE VOLONTARIE
“Nel neonato la motricità subisce l’influenza dei riflessi che non sono soltanto una risposta involontaria ad uno stimolo, ma già comportamenti adattivi che variano al variare delle condizioni interne e/o dell’ambiente esterno del bambino. I genitori devono sapere che già nel secondo e terzo mese di vita il neonato cerca di toccare gli oggetti senza capacità di prensione e ha già diverse caratteristiche sviluppate: il sorriso sociale, la veglia attiva e la partecipazione motoria intenzionale alla relazione con l’altro”.”.
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