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Mal di gola nei bambini, cause, farmaci e rimedi naturali. Alimentazione e regole di prevenzione

Di Angela Bisceglia Simona Regina
tossemaldigolabambino

01 Ottobre 2014 | Aggiornato il 22 Agosto 2017
Quasi sempre causato da virus, il mal di gola passa da sé in pochi giorni, senza bisogno di medicine. Se c’è febbre e forte dolore, si possono dare paracetamolo o ibuprofene. No agli antibiotici fai da te, che servono solo se la causa è batterica, e no a cortisone, necessario solo in caso di forti difficoltà respiratorie, ma non causate dal mal di gola comune

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Quali sono le cause del mal di gola

Il mal di gola è quasi sempre causato da virus e passa da sé in pochi giorni, senza bisogno di farmaci. Se c’è febbre alta (sopra i 38,5°) però si possono somministrare paracetamolo o ibuprofene. Farmaci a cui si può ricorrere anche se il bambino o la bambina si lamenta per il forte dolore, perché hanno anche un effetto antidolorifico (si consiglia comunque di sentire prima il pediatra).

 

Assolutamente da evitare invece gli antibiotici fai da te, che servono solo se la causa è batterica, e no a cortisone, necessario solo in caso di forti difficoltà respiratorie, ma non causate dal mal di gola comune. Leggi anche Bronchite di stagione e Raffreddore, consigli e cure

 

Il mal di gola è uno dei malanni più comuni della stagione fredda, anche se a provocarlo non è tanto il freddo ma i bruschi sbalzi di temperatura, che determinano un’alterazione della mucosa della bocca, favorendo l’ingresso dei germi. Ecco perché in realtà anche d’estate i bambini sono soggetti a possibili infiammazioni della gola, a causa dei frequenti passaggi da esterno a interno – con l’aria condizionata – che possono dunque favorire raucedine o faringiti, con abbassamento del tono della voce nel primo caso e, invece, difficoltà a deglutire, arrossamento e irritazione tra naso e gola e febbre, in caso di rinofaringiti.

 

Nel 70% dei casi circa il mal di gola è di origine virale, in un 30% batterica. “La causa più comune di mal di gola è infatti la faringite virale, che tipicamente si risolve in 3-5 giorni, mentre tra le forme batteriche la faringite streptococcica è la più frequente e tipicamente passa in 5-10 giorni, ma già dopo 48 ore di terapia antibiotica si ha lo sfebbramento” puntualizza Alberto Villani, responsabile di pediatria generale e malattie infettive dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma e presidente della Società italiana di pediatria.

 

È sempre necessaria una visita dal pediatra?

 

Le infiammazioni delle alte vie respiratorie sono tra le cause più frequenti che inducono i genitori ad andare dal pediatra.  Ma non sempre e soprattutto non subito è necessario farlo. Vanno essenzialmente valutati i sintomi associati: entità e persistenza della febbre, difficoltà respiratoria, presenza di placche.

“In generale quindi è opportuno andare dal medico se il bambino ha la febbre alta, è molto abbattuto (ogni bimbo ha una soglia di sensibilità al dolore) e se ci sono placche bianche sulle tonsilli, perché potrebbe essere una faringite batterica e allora è il caso di somministrare gli antibiotici” suggerisce Villani.

Altrimenti, in assenza di sintomi associati, il bambino va tenuto a casa, a riposo, trattando la febbre, se presente e alta, con uno dei due farmaci indicati – il paracetamolo (ogni 4-6 ore) o l’ibuprofene (ogni  6-8 ore) – da usare all’occorrenza anche per alleviare il dolore del bambino. E solo se la febbre persiste dopo 48 ore nonostante il trattamento è il caso di ricorrere al medico.

 

“Ovviamente l’età del bambino fa la differenza. Perché per esempio se è molto piccolo e ha difficoltà a deglutire rischia di non alimentarsi a sufficienza”. Quindi, se ha meno di 12 mesi, è opportuno farlo visitare dal pediatra, specie se si vede che non mangia, non dorme, è nervoso, perché è un'età nella quale sono più frequenti le complicazioni. 

 

“La presenza di placche - aggiunge Gianfranco Trapani, pediatra, direttore didattico della Scuola Superiore di Bioterapie SMB Italia, e autore di numerosi libri divulgativi, come “Il pediatra nel cassetto” (Ed. Giunti) - non significa necessariamente che ci sia un’infezione batterica, ma indica soltanto la macerazione della mucosa della tonsilla, che si può verificare anche con i virus”.

Sarà il pediatra a dire se la causa è virale o batterica.

 

Quando fare il tampone faringeo

 

“L’unica forma di faringite che ha effettiva rilevanza clinica per le eventuali conseguenze è quella causata dallo streptococco beta emolitico di gruppo A: in questo caso è necessaria la terapia antibiotica”. E per identificarla è necessario fare il tampone faringeo.

“Non ha senso farlo però a tutti i bambini che hanno un po’ di mal di gola senza sintomi associati. Ma solo se il bambino si presenta con febbre alta, placche su tonsille e linfonodi ingrossati sotto la gola o ai lati del collo”  precisa Villani.

 

“Esistono anche forme virali,  quale sintomo di mononucleosi, per esempio, che causano la formazione di placche in gola, ma per le quali non ha senso dare antibiotico. Che, oltre a essere inutile, può essere anche fastidioso: tra il 10-20% dei pazienti con mononucleosi che assumono l'amoxicillina, per esempio, va incontro a reazioni cutanee sul corpo”.  

 

Il tampone faringeo è dunque un esame per diagnosticare le forme di mal di gola batteriche.

Il pediatra può eseguire il “test rapido”, che consente la diagnosi entro pochi minuti. Altrimenti il tampone tradizionale viene eseguito nei laboratori di analisi ma per il risultato bisogna aspettare alcuni giorni.

 

Cure e farmaci per il mal di gola, quali sono?

  • Se c'è solo dolore e non febbre. Se il bambino ha solo mal di gola, non occorre dare nulla, eventualmente qualche pastiglia emolliente, ad esempio con eucaliptolo, che ha azione balsamica sulle vie respiratorie, oppure uno spray locale, contenente ad esempio xibornolo, che allevia un po’ il dolore. Ma senza illudersi che siano risolutive. Se però il bambino è particolarmente sofferente, anche in assenza di febbre, si possono somministrare paracetamolo o ibuprofene che hanno anche effetti antidolorifici.
  • Se il dolore è molto forte e compare anche febbre, si può ricorrere ad un antinfiammatorio, come paracetamolo o ibuprofene. “Entrambi hanno azione antinfiammatoria, antipiretica e antidolorifica, anche se nel paracetamolo prevale l’effetto antipiretico e nell’ibuprofene quello antidolorifico” dice Trapani.
  • antibiotico: solo se la causa è batterica. L’antibiotico va dato solo se il medico accerta, con la visita o con un tampone faringeo, che il mal di gola è causato da un batterio, come lo Streptococco. Se la causa è virale, l’antibiotico non serve a nulla. 
  • cortisone: MAI per il solo mal di gola. “Il cortisone è un antinfiammatorio potentissimo che si può utilizzare, dietro precisa indicazione medica, se il bambino ha un senso di soffocamento o gravi difficoltà respiratorie, causate ad esempio da una reazione allergica, ma non c’entra nulla con il mal di gola” continua Trapani. 

I consigli per evitare il mal di gola

 

L’accorgimento principale per evitare il mal di gola è abbassare la temperatura dei caloriferi, 

sia nelle case che nelle scuole: 19-20 gradi sono l’ideale per proteggere la salute, l’ambiente e risparmiare. 

 

“La casa deve essere relativamente fresca e i bambini adeguatamente vestiti, così quando escono il passaggio è meno brusco. E poi bisogna abituare i bambini ad uscire, anche quando fa freddo o c’è umidità: il freddo non fa male se i bambini sono ben coperti, fa più male il caldo eccessivo degli ambienti chiusi,” suggerisce Trapani. 

 

Sia d’inverno che d’estate, comunque, è importante evitare gli sbalzi di temperatura.

“Ma è utile ricordare – aggiunge Villani - anche l'importanza della prevenzione attiva, laddove possibile e auspicabile, delle infezioni delle alte vie respiratorie attraverso interventi di profilassi primaria come la vaccinazione antinfluenzale nelle categorie di pazienti a rischio e dei loro familiari”.

 

L’alimentazione per il mal di gola

 

Quando il bambino ha mal di gola e soprattutto in caso di difficoltà di deglutizione, Villani suggerisce il consumo di cibi freschi e morbidi, per esempio latte o frullati, e consiglia di evitare agrumi o pomodori, perché possono essere irritanti e fastidiosi in caso di presenza di afte nella bocca. Altrimenti, una buona spremuta di arance può essere molto utile per l’apporto di vitamina C (eventualmente valutare con il pediatra la somministrazione di un integratore multivitaminico). In generale, ricorda il pediatra, il consumo di frutta fa bene per l’apporto di vitamine dagli effetti antivirali. “È importante – ribadisce inoltre – che il bambino beva molto perché deve essere ben idratato”.

 

Trapani ricorda infine i rimedi fitoterapici, utili per stimolare le difese immunitarie a contrastare i germi responsabili del mal di gola. I più indicati sono rosa canina, ribes nero, vite (Vitis vinifera), noce (Juglans regia). Si trovano in farmacia in varie formulazioni: i macerati glicerinati, i fitoembrioestratti (la sigla è FEE), molto più concentrati, oppure i più recenti estratti idroenzimatici (la sigla è E.I.E.), che hanno il vantaggio che i principi attivi sono estratti con acqua ed enzimi, quindi sono privi di alcol. Trattandosi di preparazioni diverse, è necessario chiedere al farmacista la dose più adatta a seconda dell’età e del peso del bambino. ​