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Malanni di stagione

Malanni di stagione, le risposte alle domande più comuni delle mamme

Di Valentina Murelli
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17 Marzo 2016 | Aggiornato il 28 Novembre 2017
Nella grande maggioranza dei casi i malanni di stagione sono provocati da virus. Ecco come comportarsi ed evitare farmaci inutili. I consigli di Renato Cutrera, responsabile del reparto di Broncopneumologia dell'Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma e presidente della Società italiana per le malattie respiratorie infettive.

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È un classico: accompagnano il bimbo dall'inizio dell'autunno e non se ne vogliono andare fino a quando fa freddo, specie se sono piccoli, sotto i sei anni, e se frequentano nido e scuola materna. Raffreddore, otite, mal di gola, bronchite, influenza, spesso con tosse e febbre: sono tutte malattie infettive, nella grande maggioranza dei casi provocate da virus, come rinovirus, adenovirus, coronavirus, virus influenzali e parainfluenzali, virus respiratorio sinciziale.

 

Tutto sommato una fortuna, perché le forme virali tendono a risolversi più facilmente e più in fretta. A volte, però, i responsabili sono batteri. "Alcune malattie, come le rinofaringiti (raffreddore e mal di gola) sono poco più che un fastidio. Altre, come bronchiti e polmoniti, giustamente allarmano di più" commenta Renato Cutrera, responsabile del reparto di Broncopneumologia dell'Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma e presidente della Società italiana per le malattie respiratorie infettive.

 

A lui abbiamo sottoposto le domande più frequenti di mamme e papà su queste condizioni.

 

1 - AL NIDO E SEMPRE AMMALATO

Da quando ha cominciato il nido mio figlio si ammala di continuo (febbre, tosse, raffreddore) e vedo che succede anche ad altri. È normale? Perché in inverno i bambini sono sempre ammalati?

 

Sì, è normale: in inverno le infezioni respiratorie sono eventi comuni e ricorrenti nei piccoli che frequentano il nido. Intanto, perché nella stagione fredda molti germi sono più frequenti e trovano condizioni ambientali più adatte ad "attaccare". Il brusco sbalzo di temperatura tra interni ed esterni, per esempio, favorisce l'impianto dei virus nelle mucose delle vie respiratorie. Poi c'è il fatto che, in un ambiente chiuso come l'asilo nido o la scuola materna, il passaggio di microrganismi tra i bambini è praticamente inevitabile. Per questo sarebbe importante, dopo una malattia, riportarli a scuola solo quando sono completamente guariti, ma diciamoci la verità: nel caso di un banale raffreddore è difficile che genitori che lavorano possano tenerli a casa a lungo.

 

Infine, non bisogna dimenticare che i bambini hanno un sistema immunitario ancora immaturo: per loro, quasi ogni germe rappresenta una novità, è ovvio che si ammalino quando ne incontrano uno.

 

2 - RAFFREDDORE: COME ALLEVIARE IL FASTIDIO 

Il mio bambino di sei mesi si ammala spesso di raffreddore. C'è modo di alleviare il suo fastidio?

 

Si stima che, in media, i bambini con meno di sei anni prendano il raffreddore 6-8 volte all'anno. Non ci sono cure: il raffreddore passa da solo, in genere in una settimana. Per attenuare i disagi provocati dal naso chiuso o che cola sono particolarmente indicati i lavaggi nasali, con soluzione fisiologica oppure soluzioni termali, saline e saline ipertoniche. Se il bimbo è molto piccolo, il lavaggio può essere abbinato all'aspirazione nasale. Sì anche ad aerosol con soluzione fisiologica, mentre sono da evitare prodotti (spray, aerosol, sciroppi) a base di cortisonici, vasocostrittori o mucolitici. Altre piccole strategie che possono aiutare sono l'umidificazione dell'ambiente, l'offerta frequente di liquidi al bambino (fluidificano il muco), il posizionamento di un cuscino sotto al materasso del lettino, per far dormire il piccolo con la testa leggermente rialzata.

 

3 - MAL DI GOLA: CHE COSA DARE?

Che cosa posso dare a mia figlia di tre anni per farle passare il mal di gola?

 

Il dolore alla gola, con difficoltà o fastidio a deglutire, è un sintomo classico di faringite, a volte accompagnato da ingrossamento delle tonsille e dei linfonodi della gola, febbre e difficoltà respiratoria. Le Linee guida italiane per la gestione della faringotonsillite in età pediatrica lo dicono chiaramente: se la faringite è virale non occorre fare nulla, guarirà da sola in pochi giorni.

 

Se invece è batterica (di solito il responsabile è lo streptococco beta-emolitico) serve l'antibiotico (amoxicillina per sei giorni). Solo il pediatra può stabilire se la forma è virale o batterica, attraverso un test rapido (una sorta di tampone).

 

In tutti i casi, bevande calde con un poco di miele (se il bambino ha più di un anno) aiutano a ridurre il disagio. Se questo è intenso, si può anche dare paracetamolo.

 

4 - TOSSI E RIMEDI NATURALI

Esistono rimedi naturali contro la tosse?

 

La tosse è un sistema di difesa dell'organismo per mantenere pulite le vie aeree in presenza di agenti irritanti, come virus e batteri, ma anche inquinanti o allergeni. Per questo non è un male di per sé: bisogna anzitutto capire che cosa la provoca e, se è il caso, intervenire contro la causa.

 

Detto questo, la tosse può rappresentare un fastidio, quindi ben vengano piccoli accorgimenti per attenuarla: se è secca (senza muco) aiuta umidificare l'ambiente, mentre se è grassa e magari anche il naso è pieno di muco a dare una mano sono i lavaggi nasali con soluzione fisiologica o salina. Sì anche all'offerta frequente di liquidi, soprattutto bevande calde con miele (sopra l'anno di età), che è un ottimo rimedio naturale.

 

I farmaci contro la tosse sono tendenzialmente controindicati nei bambini, soprattutto se piccoli. Se la tosse è proprio insistente e impedisce di dormire, il pediatra potrebbe prescrivere un sedativo della tosse. Ma attenzione, va detto che questi prodotti non sono mai straordinariamente efficaci.

 

5 - BRONCHITE NEL BAMBINO

Mio figlio ha tosse, febbre, naso che cola. La pediatra dice che è bronchite e ha consigliato di aspettare. Io temo che possa diventare polmonite. Posso davvero stare tranquilla?

 

Anche bronchite e polmonite sono infezioni prevalentemente virali (più di rado la causa è batterica). In effetti, in caso di bronchite, il primo passo è in genere l'attesa, mettendo in atto quelle piccole misure che possono aiutare il bambino a tossire meno e a respirare meglio (lavaggi nasali, umidificazione dell'ambiente, bevande calde con miele).

 

Se dopo due-tre giorni la situazione non è migliorata, o addirittura è peggiorata (con respirazione più difficile e magari un colorito cianotico, più scuro, attorno alla bocca), il medico valuterà la prescrizione di un antibiotico. Se invece la diagnosi è di polmonite, l'antibiotico viene prescritto subito, perché è praticamente impossibile distinguere tra casi virali e casi batterici.

 

L'articolo continua dopo il video

 

6 - LARINGITE: CHE COSA FARE?

Il mio bimbo di due anni ha la laringite. Di notte ha brutti attacchi, ma non so mai quando serve davvero andare al pronto soccorso. Cosa devo fare?

 

La laringite è un'infezione della laringe e delle corde vocali, di solito virale. I sintomi caratteristici sono abbassamento o mancanza della voce, una caratteristica tosse "abbaiante", simile al verso di una foca, difficoltà a respirare (che in genere compare all'improvviso, di notte), un particolare stridore al momento dell'inspirazione. La prima volta che si verifica un episodio di laringite è bene consultare il medico o portare il bimbo al pronto soccorso, per venire tranquillizzati e imparare come comportarsi. Il pediatra consiglierà la terapia, che si basa su farmaci cortisonici, da somministrare con aerosol o per via orale.

 

Nei casi più gravi, in ospedale, si utilizzano anche aerosol di adrenalina. Durante gli attacchi, il bambino va messo seduto o eretto, per ridurre la sensazione di soffocamento. (Per questa risposta la consulenza è stata di Antonino Reale, responsabile del Dipartimento di pediatria dell'emergenza dell'ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma). 

 

7 - VACCINO CONTRO L'INFLUENZA?

Ho due bambini di due e cinque anni: posso vaccinarli contro l'influenza?

 

Le indicazioni del Ministero della salute per il controllo dell'influenza 2015-2016 raccomandano la vaccinazione solo per alcune categorie di persone a rischio, in particolare anziani sopra i 65 anni, donne al secondo o terzo trimestre di gravidanza e bambini (sopra i sei mesi), ragazzi o adulti già affetti da altre malattie che aumentano il rischio di complicazioni in caso di influenza (asma, fibrosi cistica, diabete, malattie infiammatorie croniche). In tutti questi casi la vaccinazione è gratuita e programmata direttamente dalle Asl.

 

Il Ministero, però, ricorda che "il vaccino antinfluenzale è indicato per tutti coloro che desiderano evitare la malattia e non abbiano specifiche controindicazioni". Quindi, a meno di controindicazioni, i bambini sopra i sei mesi possono essere tranquillamente vaccinati: in questo caso, il vaccino deve essere acquistato in farmacia.

 

8 - PREVENZIONE DEI MALANNI: E' POSSIBILE?

C'è qualcosa che posso fare per prevenire i malanni di stagione?

 

Posto che alcune infezioni sono difficilmente evitabili perché davvero molto diffuse, e che alcuni bambini sono più predisposti di altri ad ammalarsi, alcune misure possono ridurre il rischio di infezioni respiratorie.

 

A partire da quelle igieniche: la regola numero uno è lavarsi spesso le mani, e sempre prima di mettersi a tavola. Altra buona norma è quella di coprire bocca e naso quando si starnutisce o si tossisce, con le mani (o l'avambraccio) oppure con un fazzoletto.

E ancora: bisogna considerare che alcuni fattori, come il fumo di sigaretta o l'inquinamento dell'aria, indeboliscono le difese delle vie respiratorie, rendendole più soggette alle infezioni. Dunque niente esposizione dei piccoli a fumo passivo. Al contrario, l'allattamento esclusivo al seno, per sei mesi, protegge dalle infezioni. Per quanto riguarda l'influenza, una strategia di prevenzione efficace è sicuramente il vaccino.

 

9 - ANTIBIOTICI E INFEZIONI ALLE VIE RESPIRATORIE?

 

Quando mio figlio ha un'infezione respiratoria, il mio pediatra mi suggerisce di aspettare qualche giorno per vedere come va, mentre vedo che altri bambini assumono antibiotici molto facilmente. Qual è l'atteggiamento giusto?

 

Ovviamente bisogna valutare caso per caso: a volte è corretto l'atteggiamento attendista, altre volte l'intervento immediato con antibiotici. Sull'uso di questi farmaci, però, vale la pena fare alcune considerazioni generali. Sono utilissimi contro le infezioni batteriche (hanno salvato molte vite), ma del tutto inutili contro quelle virali (ecco perché, se non ci sono altre complicanze, in caso di raffreddore o influenza non servono a nulla).

 

Il problema è che spesso se ne usano troppi, oppure li si usa in modo sbagliato e questo provoca lo sviluppo di resistenze da parte dei batteri che, poco a poco, "imparano" a difendersi dal farmaco. Il rischio, temuto e denunciato da autorità sanitarie e società scientifiche, è che, a causa delle resistenze, in un futuro non troppo lontano malattie oggi facilmente curabili con un antibiotico torneranno a essere incurabili. L'Italia, purtroppo, è uno dei primi paesi in Europa per consumo di antibiotici.

 

La responsabilità è in parte dei medici, che a volte tendono a prescriverli più del dovuto (anche per ragioni culturali: fino a non molto tempo fa si pensava che andasse bene anche così), in parte dei pazienti (o genitori di piccoli pazienti), che magari insistono per una prescrizione.

Cosa fare, allora? In caso di dubbio, chiedere sempre al medico perché sta facendo quella particolare scelta (dare o non dare l'antibiotico). E imparare a usarli correttamente, alle dosi corrette e per tutto il tempo previsto dalla terapia.