A piedi a scuola

Obesità: meno rischi per i bambini che vanno a scuola a piedi

Di Niccolò De Rosa
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14 Giugno 2019
Una ricerca inglese si è avvalsa di un nuovo metodo per calcolare la probabilità di avere problemi di peso. Il risultato? Anche la semplice scelta di andare a scuola a piedi o in bicicletta può fare la differenza...
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Andare a scuola a piedi o in bici, oltre che essere una scelta ecologica, aiuta i giovani a prevenire eventuali problemi d'obesità. A suggerirlo è uno studio inglese condotto da alcuni ricercatori dell'Università di Cambridge e pubblicato sulla rivista BMC Public Health.

 

Stando all'incrocio dei dati raccolti su un campione eterogeneo di oltre 2000 studenti delle scuole primarie provenienti da Londra e dintorni infatti, la semplice attività di recarsi in classe senza l'ausilio di auto o mezzi pubblici si è dimostrata un indicatore decisivo per la prevenzione dell'insorgere di casi di obesità o di forte sovrappeso.

 

Un nuovo misuratore

 

Normalmente l'indicatore di obesità più utilizzato è l'indice di massa corporea (BMI index in inglese). In questa ricerca invece, gli studiosi hanno voluto adottare un approccio diverso, stimando la quantità di grasso e di muscoli di un determinato soggetto e ponendola in relazione con la quantità di lavoro fisico svolto.

 

 

Tale movimento fisico è stato poi "sganciato" dalle ore di educazione fisica passate a scuola - che più o meno sono identiche per ogni scolaro -, per essere poi distinto in due tipi: la frequenza nell'attività sportiva e il movimento effettuato quotidianamente per raggiungere la scuola.

 

La scelta di cambiare il metodo di misurazione è stata dettata dal fatto che l'indice di massa corporea rappresenta un dato troppo limitato, in quanto all'interno del calcolo di massa rientra anche la massa muscolare "sana".

 

Dati sorprendenti

 

Grazie a questa nuova prospettiva, i ricercatori inglesi hanno potuto analizzare i dati raccolti tra il 2010 e il 2013 dall'University College London nel corso dello studio Size and Lung Function in Children (SLIC) e trarre conclusioni interessanti.

 

Tra gli oltre 2000 ragazzi presi in considerazione con le loro abitudini e caratteristiche fisiche infatti, quasi la metà è risultata essere piuttosto attiva, con almeno uno sport praticato con regolarità. Di questi, una consistente parte era anche solita ad andare a scuola a piedi o in bicletta.

 

 

Si è così potuto constatare come i soggetti che sceglievano le proprie gambe come "mezzo di trasporto" presentavano in media una minore massa grassa e una bassa probabilità di diventare obesi.

 

Dov'è allora la novità? Nel fatto che, paradossalmente, stando ai canonici criteri basati sull'indice di massa corporea, gli stessi ragazzi sarebbero risultati quelli più inclini all'aumento di peso! Chi invece pratica sport e si muove molto possiede sì più massa, ma anche più muscoli.

 

«La connessione tra una frequente partecipazione ad un'attività sportiva e i livelli di obesità ha generato risultati imprevedibili nelle ricerche precedenti, ma queste guardavano solamente all'indice di massa corporea», ha spiegato Lander Bosch, una delle principali firme dello studio. «Tuttavia, concentrandoci solo sul grasso corporeo, siamo riusciti a mostrare una tendenza per cui i bambini non molto attivi erano più soggetti all'aumento di peso, se non all'obesità. È probabile che se ci fossimo fermati all'indice BMI, alcuni bimbi "inattivi" non sarebbero stati classificati come "obesi" perché carenti di massa muscolare».