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Occhi rossi e congiuntivite nei bambini

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07 Marzo 2013 | Aggiornato il 26 Marzo 2018
Occhi rossi, secrezioni, prurito e bruciore: il bambino potrebbe avere la congiuntivite. Come si cura? Dipende dalla causa. Se è provocata da una semplice irritazione del margine della palpebra potrebbe bastare un'accurata pulizia. Altrimenti servono colliri specifici

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La congiuntivite è un’infiammazione della congiuntiva che ha prevalentemente origine virale, batterica o allergica. In tutti i casi i sintomi sono simili - arrossamento degli occhi, secrezioni, prurito, bruciore - ma diverse sono le terapie. In genere è fastidiosa ma non grave, e passa abbastanza velocemente seguendo le indicazioni e le terapie proposte dal pediatra o dall'oculista.

 

Che cos’è la congiuntivite
La congiuntivite è un'infiammazione della congiuntiva, la membrana che riveste la superficie esterna del bulbo oculare, contribuendo alla sua lubrificazione, e l'interno delle palpebre. Può interessare un solo occhio o entrambi.

 

Quali sono le cause della congiuntivite
Le congiuntiviti in genere hanno un'origine infettiva - virale o batterica - oppure allergica.

 

"Le forme infettive sono facilmente contagiose: basta toccarsi l'occhio con una mano sporca o fare un uso promiscuo di asciugamani per esserne infettati" afferma Luca Buzzonetti, Responsabile dell’Unità di oculistica dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma. "Non a caso, i luoghi più a rischio di trasmissione sono la scuola, grazie ai contatti stretti tra compagni, e l’ambiente domestico, dove è facile che l’infezione passi tra i vari membri della famiglia".

 

Al contrario, le forme allergiche non sono contagiose. Sono però in costante aumento, di pari passo con l'aumento generale delle allergie. “Se prima le congiuntiviti allergiche si concentravano nella stagione primaverile, adesso se ne vedono in tutti i periodi dell’anno, complici probabilmente gli agenti inquinanti con i quali si viene a contatto continuamente” spiega Buzzonetti. Tra i responsabili principali di congiuntivite allergiche vi sono pollini e polvere. La congiuntivite allergica è più frequente nei bambini che hanno anche rinite allergica.

 

Come si manifesta la congiuntivite
Qualunque sia la causa, i sintomi della congiuntivite sono pressoché gli stessi: arrossamento degli occhi, prurito, secrezioni liquide o dense. Queste ultime possono rendere difficile la completa apertura degli occhi, soprattutto al mattino al risveglio. Se la congiuntivite è batterica, in genere le secrezioni sono giallastre e appiccicose, mentre se è virale possono essere più chiare e accompagnarsi anche a qualche sintomo influenzale. Nel caso di congiuntivite allergica le secrezioni sono di solito chiare e acquose.

 

Talvolta, i bambini più grandi possono riferire anche la sensazione di bruciore e di fastidio, come se avessero della sabbia negli occhi.

 

Di solito, la congiuntivite infettiva parte da un occhio per poi estendersi anche all'altro, mentre quella allergica si manifesta subito a entrambi gli occhi.

 

Dall’esame obiettivo, in genere il medico riesce a distinguere tra le varie forme: in caso di dubbio si può fare un tampone per identifica il germe responsabile - e instaurare la terapia più indicata - o eventualmente dei test allergologici, se si sospetta l’origine allergica.

 

Dal pediatra o dall’oculista?
Se si sospetta che il bimbo abbia la congiuntivite in genere la prima cosa da fare è rivolgersi al pediatra. Che, in caso di necessità, indirizzerà il piccolo allo specialista oculista. "In ogni caso è fondamentale evitare l’autogestione della cura, per non correre il rischio di utilizzare farmaci non appropriati. E da evitare anche l'utilizzo di farmaci già scaduti perché in casa da molto tempo” ricorda Buzzonetti.

 

Come si cura la congiuntivite
La terapia della congiuntivite cambia a seconda della causa che l’ha scatenata.

“La congiuntivite batterica va curata con un collirio antibiotico” afferma l’oculista. “Si tenga presente che i sintomi generalmente tendono a migliorare già dopo circa 48 ore, tuttavia è necessario proseguire la terapia fino al termine, per esser sicuri di aver debellato il batterio.

 

"Per la congiuntivite virale invece non disponiamo di un farmaco che direttamente colpisca il virus, per cui si prescrive una terapia locale con colliri anti-infiammatori allo scopo di contenere la sintomatologia. A questi si possono eventualmente associare colliri antibiotici per ridurre il rischio di sovrainfezioni".

 

E se si tratta di congiuntivite allergica? "In questo caso si può prescrivere un collirio antistaminico, ma ovviamente il bambino dovrà essere preso in cura da uno specialista allergologo, che valuterà un approccio globale al problema".

 

In tutti i casi si può associare un collirio al cortisone, che ha una rapida azione antinfiammatoria che placa i sintomi in poco tempo. "Tuttavia va usato solo per brevi periodi e sotto stretto controllo dello specialista perché a lungo andare potrebbe provocare problemi anche seri” puntualizza Buzzonetti.

 

Come mettere il collirio al bambino?
Mettere il collirio ad un bambino non è mai un’impresa semplice: strizza gli occhi, sposta la testa ed ecco che il collirio finisce dappertutto tranne che nell’occhio. Come fare? Se proprio non ne vuole sapere, si può provare ad abbassare un po’ la palpebra inferiore per creare una piccola via d’accesso.

 

Come pulire bene gli occhi
Se il bambino ha la congiuntivite, è molto importante tenere pulito l’occhio dalle secrezioni, che favoriscono la sopravvivenza dei germi e quindi la loro proliferazione. Come pulirlo? In farmacia si vendono salviettine disinfettanti sterili specificatamente dedicate a questo scopo. Bisogna solo ricordarsi di utilizzare una salviettina per occhio.

 

Un’alternativa casalinga consiste nel bollire un batuffolo di ovatta in un pentolino d’acqua, lasciarlo raffreddare e poi passarlo sull’occhio (anche in questo caso usando due distinti batuffoli per occhio). “A volte, un'accurata pulizia può da sola essere sufficiente a risolvere una congiuntivite che può essere provocata anche da una semplice irritazione del margine della palpebra” conclude l’oculista.

 

Altre fonti per questo articolo: Materiale informativo del Great Ormond Street Hospital di Londra; Materiale informativo del Royal Children's Hospital di Melbourne; Materiale informativo dell'Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma.