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L'otite nei bambini: sintomi e rimedi

Di Valentina Murelli
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11 Novembre 2008 | Aggiornato il 25 Settembre 2018
Il bambino lamenta dolore all'orecchio o, se molto piccolo, può piangere disperato toccandosi l'orecchio. È l’otite acuta: in genere niente di grave, ma fastidiosa. E se trascurata può portare a complicazioni importanti: ecco cosa fare per prevenire e curarla.

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Il mal d'orecchio è un sintomo molto comune nei bambini. Per forza: dopo il raffreddore l'otite è la malattia infettiva più diffusa nell'infanzia, oltre che una delle più temute dai genitori. In realtà, nella grande maggioranza dei casi si risolve senza problemi. Raramente, però, può portare a complicazioni significative, come la mastoidite (infezione di un osso, il processo mastoideo, che si trova dietro l'orecchio), la perforazione del timpano e la riduce dell'udito. Ecco perché è opportuno sapere cosa fare quando il bambino si lamenta del mal d'orecchio.
 
Il dolore, primo segnale dell'otite
Il mal d'orecchio non lascia scampo: il dolore provocato dall’otite è probabilmente il più forte che a un bimbo solitamente in buona salute può capitare di provare. Così, il bimbo colpito lo riconosce immediatamente e se ne lamenta con chiarezza. Se è ancora piccolo, invece, si mostra particolarmente irritabile, fa fatica a dormire o a mangiare o piange disperato (spesso durante la notte), mettendosi una mano sull’orecchio o tirandosi il lobo. Tutti sintomi che devono far sospettare un'otite acuta.
 
Che cos'è l'otite?
L'otite è un'infezione dell'orecchio che si verifica spesso in concomitanza o a seguito di un raffreddore o un'infezione alla gola. Può essere di origine virale o batterica.
 
È molto diffusa nell'infanzia per ragioni legate a caratteristiche anatomiche dei bambini. Nei piccoli, infatti, la tuba di Eustachio, cioè il canale che collega la gola e le cavità nasali con l’orecchio, è più stretta e più corta che negli adulti ed è inoltre in posizione più orizzontale. Per questo, è più facile che eventuali batteri o virus presenti in gola o dietro al naso a causa di un comune raffreddore possano risalirla, raggiungendo il cosiddetto orecchio medio, una piccola cavità separata dall’esterno dalla membrana del timpano.
 
Una volta annidati nell’orecchio medio, i microbi provocano la produzione di pus, che riempie la cavità, ristagna e preme sul timpano causando un forte dolore. Se l’otite è particolarmente forte o non viene curata, questa pressione può arrivare a causare la rottura della membrana timpanica. Risultato: il bambino che fino a quel momento aveva solo il naso chiuso e il “moccolo”, ma tutto sommato stava bene, comincia a gridare forte e la corsa dal pediatra è inevitabile, anche se non sempre c’è febbre.
 
 
Fattori di rischio
A livello individuale, a determinare quali bambini saranno più soggetti all'otite entrano in campo anche fattori immunitari: bambini con un sistema immunitario meno efficiente (banalmente perché più immaturo) saranno più inclini alla malattia, specialmente se frequentano asilo nido o scuola materna. Anche l'allattamento artificiale sembra rappresentare un fattore di rischio per la malattia.
 
Come si fa la diagnosi di otite?
Solo il pediatra può diagnosticare con certezza un’otite, perché oltre ai sintomi clinici (come sta il bambino) bisogna valutare anche la presenza di segnali di infiammazione dell'orecchio medio. Solo il professionista può farlo, perché riesce a vedere il timpano con l’aiuto dell’otoscopio, quello strumento a forma di imbuto e dotato di luce che infila nell’orecchio del piccolo. Se il timpano appare rosso e infiammato, o addirittura perforato, significa che c'è otite.
 
Strategie di prevenzione
Alcune strategie possono essere utili per la prevenzione dell'otite. In particolare:
Preferire l'allattamento al seno, esclusivo per almeno tre mesi;
Evitare l'esposizione al fumo di sigaretta (anche quello passivo) e, se possibile, all’inquinamento ambientale. L’inalazione di sostanze tossiche peggiora l’irritazione delle mucose nasali già aggredite dal raffreddore e favorisce la risalita di virus e batteri nell’orecchio; 
Eseguire lavaggi frequenti delle mani con acqua e sapone, in particolare dopo l'uso del bagno, prima di mangiare e quando le mani sono particolarmente sporche; 
Contenere l'utilizzo di ciucci, biberon e bottiglie push&pull:
Anche la vaccinazione contro l'influenza e contro lo pneumococco sembrano avere una certa utilità nel prevenire almeno il primo episodio di otite media acuta.
 
 
Che cosa bisogna fare in caso di otite?
A fornire le indicazioni sul da farsi sono le Linee guida della Società italiana di pediatra (SIP) sull'otite media acuta.
  • Se il bambino ha meno di un anno, presenta condizioni generali molto compromesse o c'è fuoriuscita di pus, di solito il medico prescrive subito un antibiotico (la prima scelta è l'amoxicillina). 
  • In tutti gli altri casi, la SIP suggerisce la cosiddetta strategia della vigile attesa: in pratica si aspetta un paio di giorni per vedere come evolve la situazione e solo dopo questo periodo il pediatra decide se serve l'antibiotico oppure no. Questo perché non tutti i casi di otite sono di origine batterica. Possono anche essere causati da virus, e allora l'antibiotico non servirebbe a nulla. Ovviamente, durante questo periodo il bambino va tenuto sotto stretto controllo, per verificare che i sintomi non peggiorino.
 
Ovviamente, anche durante la vigile attesa, è giusto cercare di ridurre il dolore del bambino. Serve quindi un antidolorifico: in prima battuta paracetamolo e, se non funziona, ibuprofene. 
 
Antibiotici: con giudizio e senza paura
Anche nel caso dell'otite, come pure per le altre malattie infettive di origine batterica, gli antibiotici vanno usati con giudizio: senza esagerare, perché a volte non sono effettivamente necessari, ma senza averne paura, perché in alcune circostanze sono importantissimi per arrestare l'infezione.
 
Sempre fortemente sconsigliato, invece, il ricordo a terapie cosiddette complementari (come l'omeopatia) per il trattamento dell'otite e, in generale, di malattie infettive acute. 
 
 
Piccoli rimedi per alleviare il dolore
Oltre ai farmaci, alcuni rimedi "casalinghi" possono dare sollievo al bambino colpito da otite. Eccoli:
  • Eseguire frequenti lavaggi nasali con soluzione fisiologica, per facilitare la rimozione del muco. 
  • Masticare un chewing gum con xilitolo (è presente in genere in quelli senza zucchero); 
  • Far dormire il piccolo su un cuscino alto in modo che la testa rimanga un po’ alzata. In questo modo si riduce la pressione a livello dell'orecchio medio.
 
Possibili complicazioni dell'otite
Le complicazioni possono verificarsi quando l'infezione si diffonde alle strutture anatomiche che stanno intorno all'orecchio medio. Possono comportare, per esempio, perforazione della membrana del timpano, mastoidite, paralisi temporanea del nervo facciale, meningite, encefalite. Va detto che si tratta di situazioni molto rare, ma proprio perché sono sempre possibili - e le conseguenze possono allora essere serie - è importante intervenire con il trattamento antibiotico adeguato, se l'infezione non passa da sola nel giro di un paio di giorni.
 
Ma si rischia l'udito?
Durante l'otite può verificarsi qualche disturbo dell'udito, che per fortuna è solitamente solo temporaneo. Nei bimbi più grandi, i segnali di questo disturbo possono essere il fatto che il bimbo chiede più spesso del solito "come?", "cosa?" o chiede di tenere più alto il volume della tv o della musica. Per quanto riguarda i più piccoli, si vede che non rispondono ai suoni, o rispondono meno prontamente. 
 
In genere, questi disturbi sono transitori e durano al massimo qualche settimana. Se durano più di un paio di mesi, però, è bene farlo visitare da un otorinolaringoiatra.
 
La visita specialistica può essere utile anche nel caso in cui le otiti ricorrano molto spesso, perché allora il disturbo dell'udito può diventare quasi una costante. Il bambino passa diverse settimane all'anno senza capire bene che cosa gli dicono i genitori o gli educatori della scuola materna, il che potrebbe rappresentare un problema per l'apprendimento.
 

Fonti per questo articolo: Linee guida della Società italiana di pediatra (SIP) sull'otite media acuta; Guida Rapida Emilia Romagna 2015 sull'Otite media acuta in età pediatrica; Articolo sui Quaderni dell'Associazione culturale pediatri.

Guarda anche il video sull'otite dei bambini

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