Piedi piatti

Piedi piatti, quando è il caso di preoccuparsi

Di Ida Macchi
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19 Settembre 2017 | Aggiornato il 02 Luglio 2018
Per favorire la formazione dell'arco plantare basta lasciare libero il bambino di fare tanto movimento. È il caso di fissare una visita da un ortopedico pediatrico solo se, dopo i 3-4 anni, l’arco è ancora assente. Per capirlo basta osservare l’impronta che il piccolo lascia sulla sabbia quando cammina. Ecco qualche informazione in più.
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Sotto i 3 anni, 3-4 bambini su 10 ne sono affetti. Ma è normale: "La mancanza dell’arco e spesso è solo una situazione di passaggio e, con la crescita, la volta del piede assume la sua normale curvatura", rassicura il dottor Gaetano Pagnotta, presidente della Società italiana di ortopedia pediatrica.

 

"Nel piede dei più piccoli l’arco plantare è nascosto dall’adipe. La curvatura si evidenzia con la crescita: nei primi anni occorre solo monitorarne lo sviluppo. È il caso di fissare una visita da un ortopedico pediatrico solo se, dopo i 3-4 anni, l’arco è ancora assente. Per capirlo basta osservare l’impronta che il piccolo lascia sulla sabbia quando cammina, ma soprattutto la posizione del calcagno mentre il bambino è in piedi di spalle, a piedi nudi. Se il piede non è arcuato come dovrebbe, il calcagno si piega verso l'interno".

 

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L'attività fisica è la cura migliore 

 

"La prima medicina per stimolare lo sviluppo della volta plantare è lasciar correre e giocare all’aria aperta il bambino e, quando è più grandicello, fargli praticare attività sportive, come atletica, minibasket, nuoto, o bicicletta, che favoriscono lo sviluppo dei muscoli cavizzanti, ovvero quelli dal ginocchio in giù: se tonici, sono in grado di sostenere l’arco plantare", spiega l’esperto. "Ok anche a piccoli esercizi quotidiani come camminare sulle punte, sui calcagni, sul bordo esterno del piede, o raccogliere da terra oggetti con le dita".

 

I plantari possono aiutare 

 

I plantari correttivi (su misura e prescritti dallo specialista) possono essere utili, ma non fanno miracoli: vanno usati dai 3-4 anni, aiutano a riallineare il calcagno e a dar sostegno alla volta, ma la loro efficacia è subordinata al fatto di indossarli per parecchie ore in posizione eretta. E purtroppo, tra impegni scolastici e altre attività sedentarie, le ore che i bambini passano in piedi non sono molte. L’arco può perciò rimanere piatto anche alla soglia dei 12 anni, ma se non provoca dolore e non limita le normali attività ludiche e sportive dell’adolescente rappresenta solo un problema estetico, con cui si può convivere per tutta la vita. "Solo se è fonte di dolore o di affaticamento, diventa necessario l’intervento chirurgico", consiglia l’esperto.

 

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SE SERVE L'INTERVENTO DI CORREZIONE. L’operazione per correggere i piedi piatti si chiama artrorisi ed è un intervento mininvasivo della durata di 10-15 minuti. "Si effettua in day hospital o con una sola notte di degenza. Dopo una blanda sedazione generale, il chirurgo posiziona, attraverso un’incisione di un paio di centimetri praticata vicino al malleolo, una vite in titanio, in modo da riportare il tallone in asse con l’appoggio a terra", spiega il dottor Gaetano Pagnotta. Il recupero è breve: già 10 giorni dopo il ragazzo può camminare con l’ausilio di stampelle, che possono essere abbandonate dopo una ventina di giorni. Può correre nuovamente dopo 2 mesi e fare sport a forte impatto dopo 4-6 mesi. La correzione dura tutta la vita, ma non è consigliabile inserire la vite prima dell’avvenuta maturazione scheletrica delle ossa del piede (intorno ai 12 anni).