Inalazione di corpi estranei

La polmonite da inalazione o ab ingestis

Di Irma Levanti
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21 Febbraio 2019 | Aggiornato il 22 Febbraio 2019
Tutto quello che c'è da sapere su questa forma di polmonite, più frequente in particolari condizioni cliniche, come anomalie della deglutizione.
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Che cos'è la polmonite da inalazione

La polmonite è un'infiammazione che può interessare uno o entrambi i polmoni ed è in genere causata da infezioni virali o batteriche. A volte, però, può essere causata dall'arrivo nei polmoni di qualcosa che non dovrebbe esserci, come liquidi (latte, vomito) o solidi come pezzettini di cibo. Si parla in questo caso di polmonite da inalazione o ab ingestis.

 

In genere, il corpo riesce a evitare che cibi, liquidi e altre sostanze rimangano fuori dai polmoni e dalle vie aree, ma può succedere che qualcosa sfugga, provocando (a seconda dei casi):

"Se la quantità di sostanza estranea è piccola, limitata, in genere si crea un'infiammazione con un danno limitato al tessuto, che può provocare tosse. Se la è più elevata si può determinare una vera e propria polmonite" spiega Renato Cutrera, responsabile dell'Unità di broncopneumologia dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma.

 

 

Fattori di rischio


Il rischio di andare incontro a una polmonite ab ingestis aumenta in particolari condizioni, cioè:

  • in caso di disturbi neurologici o neuromuscolari che provocano problemi di deglutizione;
  • in presenza di malattie croniche a livello di stomaco o esofago;
  • per effetto dell'anestesia generale (è il motivo per il quale si chiede di non bere e mangiare nelle ore precedenti).

"Per quanto riguarda il bambino sano, senza altre condizioni specifiche, è più a richio il lattante o il bambino comunque piccolo, specie se viene nutrito in posizioni non adeguate" spiega Cutrera. "Può succedere per esempio con l'allattamento artificiale con il biberon, se il bambino è tenuto in posizione sdraita anziché semiseduta: la posizione, o magari un colpo di tosse improvviso, possono favorire il passaggio del latte nelle vie aeree".

Polmonite ab ingestis, i sintomi

I sintomi sono analoghi a quelli della polmonite infettiva, "con la differenza che questa è in genere preceduta da raffreddore o laringite" precisa lo specialista. Dunque si tratta di tosse seguita in un secondo momento da febbre, respiro difficoltoso, affannato o rumoroso, labbra o pelle che diventano bluastre. Con i colpi di tosse può anche esserci l'emissione di un muco di colore giallo-verde o maleodorante o con striature di sangue. In presenza di questi sintomi è opportuno consultare il medico, specie se iniziano dopo che qualcosa è andato di traverso.

 

Spesso la diagnosi si basa sia sull'esame clinico (cioè delle condizioni in cui si trova il bambino), sia su esami strumentali come radiografia del torace o TAC.

 

Come si cura

La terapia dipende dai sintomi e dalle cause precise della polmonite da aspirazione: in caso di infezione è in genere necessario trattamento antibiotico. Inoltre può essere necessario aspirare eventuali liquidi inalati o rimuovere eventuali corpi estranei solidi con una broncoscopia, (un intervento piuttosto delicato, sia perché le vie aree dei bambini sono veramente minuscole, sia perché c'è il rischio di frantumazione del corpo estraneo, con possibili rischi collegati a questo evento).

 

Possono essere necessarie anche terapie di supporto come ossigenoterapia, fluidoterapia, fisioterapia.

 

Polmonite da inalazione e allattamento


Nel febbraio 2019 un bambino di 20 giorni è morto a Torino un paio di giorni dopo essere stato dimesso da un pronto soccorso con la diagnosi di raffreddore e la prescrizione di lavaggi nasali e aerosol. Purtroppo, però, nelle ore successive i suoi sintomi si sono aggravati fino a che non c’è stato più nulla da fare. In attesa dei risultati delle indagini, si è sospetta che possa aver avuto una polmonite da inalazione di latte materno.

Il sospetto ha generato preoccupazioni sulla sicurezza dell’allattamento al seno, ma Renato Cutrera, responsabile dell’Unità di Broncopneumologia dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, è stato assolutamente rassicurante: “La posizione che si assume durante l’allattamento al seno in genere riduce il rischio rispetto a quanto accade per esempio nell’alimentazione con il biberon. Inoltre con l’allattamento al seno - che richiede un notevole impegno da parte del bambino nella suzione - è più difficile che  arrivino grandi quantità di latte”.

Sul tema si è espressa anche Ibfan Italia (Rete internazionale di azione per l'alimentazione infantile), sottolineando con un comunicato diffuso via Facebook che:

“Vari materiali (liquidi o solidi) possono essere direttamente dannosi per le vie aeree o stimolare una risposta infiammatoria quando entrino in contatto con le medesime. Nel caso di un bambino allattato è una probabilità molto rara, ma comunque possibile che del latte materno possa raggiungere le vie aeree dando origine alla suddetta reazione. Lo stesso però può succedere con il latte artificiale (formula), le tisane, la camomilla o i liquidi per il lavaggio nasale. I vantaggi dell'allattamento materno sono tali e tanti da non metterne minimamente in discussione l'utilità”.

 

 

Altre fonti per questo articolo: sito Healthy Children curato dall'Associazione americana dei pediatri; approfondimento sulla polmonite ab ingestis dal servizio di informazioni per specialistici Up to Date.