salute

Radiografie, tac e risonanza magnetica nei bambini

15 Luglio 2014
Esami radiologici, tac e risonanza magnetica sono pericolose per i bambini? Quali sono le precauzioni da adottare? Le risposte dell'esperto
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È rischioso sottoporsi ad esami radiologici e di risonanza magnetica in età pediatrica? Ne parliamo con Lorenzo Bianchi, Coordinatore Regionale dell’Associazione Italiana Fisica Medica della Lombardia e Responsabile Struttura complessa di Fisica Sanitaria A.O. Ospedale di Circolo, Busto Arsizio (Milano).

Radiografie e tac nei bambini

Più il bambino è piccolo, più è sensibile alle radiazioni

Rispetto all’adulto, quello del bambino è un organismo in rapido sviluppo e proliferazione cellulare e per questo ha una maggiore sensibilità alle radiazioni, soprattutto se rivolte ad organi interni, come su addome o testa.

“Questo significa che più il bambino è piccolo, più bisogna valutare attentamente se l’esame è davvero necessario o sono possibili alternative innocue, come l’ecografia” sottolinea Bianchi. Se l’esame va fatto, il radiologo può far in modo di utilizzare il minor dosaggio possibile di radiazioni per ottenere immagini valide per la diagnosi richiesta.

Molto meno invasiva una radiografia agli arti o ai denti

Nessun problema invece a sottoporsi ad una radiografia ad un braccio o una gamba in caso di sospetta frattura, perché le radiazioni non coinvolgono gli organi interni del bambino; innocua anche la classica panoramica ai denti, ad esempio per mettere l’apparecchietto, perché il dosaggio di radiazioni è davvero bassissimo.

Risonanza magnetica nei bambini.

Non è dannosa ma è difficile da eseguire su un bambino

I campi magnetici utilizzati nella risonanza non sono dannosi per il bambino, tuttavia, affinché la risonanza dia le informazioni richieste, occorre che il piccolo resti fermo per un tempo variabile dai 15 ai 45 minuti. E tener fermo un bambino per così tanto tempo è molto difficile, soprattutto se deve essere inserito in un macchinario chiuso.

Meglio evitare di sedare il bambino

Sconsigliata la sedazione, perché è sempre meglio che il paziente sia vigile per poter avvertire di qualunque malessere, dovuto ad esempio al possibile surriscaldamento di qualche tessuto coinvolto nell’esame: evento raro ma che, qualora si manifestasse , richiederebbe di essere segnalato dal bambino.

Ok se la risonanza si fa agli arti

Molto meno problematica la risonanza ad un arto, che si fa con apparecchi aperti che consentono alla mamma di stare accanto al bambino e quindi di aiutarlo a sopportare il tempo dell’attesa.

Un servizio online per saperne di più

Per chiarire dubbi su radiografie, risonanze o tac, l’Associazione Italiana di Fisica Medica ha aperto una Rubrica online chiamata Il fisico medico risponde, in cui sono presenti FAQ e risposte; nel caso in cui non si trovasse risposta al quesito specifico, un pool di esperti è a disposizione per rispondere tramite email a tutti i dubbi sull’argomento.