Bimbi al sole

Scottature e bambini: i consigli di WAidid per riconoscerle ed evitarle

Di Niccolò De Rosa
pelle-scottatura
06 Giugno 2019
La pelle dei bambini è più delicata e sensibile della nostra. Ecco come proteggerla
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L'estate ha cominciato a fare capolino e già i raggi solari cominciano a "martellare" nelle ore più calde, esponendo a seri rischi la cute dei nostri bambini.

 

I danni di un'esposizione prolungata al sole infatti non solo possono comportare fastidiose bruciature, ma nei soggetti più giovani rischiano di proiettare i loro effetti nocivi sul lungo periodo.

 

«Le frequenti scottature prima dei 15 anni di età aumentano notevolmente il rischio di sviluppare un tumore della pelle in età adulta» ha spiegato la professoressa Susanna Esposito, Professore Ordinario di Pediatria presso l’Università degli Studi di Perugia e Presidente WAidid, in occasione del workshop di Perugia tenutosi lo scorso 27 maggio.

 

 

In questo contesto, la Prof.ssa Esposito ha ribadito la necessità di prenderci cura della pelle dei bambini, non sottovalutando il pericolo portato dai raggi utlavioletti.

 

«La nostra cute è protetta dai raggi ultravioletti attraverso la melanina – ha proseguito la Esposito - una sostanza che si accumula nelle cellule più superficiali della pelle e che conferisce ad ogni individuo la propria colorazione. Questa è presente in quantità minima in età pediatrica per poi aumentare progressivamente durante la crescita. Per questo, da maggio ad agosto, quando i raggi UV raggiungono la massima intensità, i bambini diventano i soggetti più a rischio ed è necessario difendere la loro pelle anche all’ombra. Gli effetti dei raggi UV, infatti, possono danneggiare anche se non si è direttamente esposti al sole».

 

Come proteggersi?

Prendere delle precauzioni non è molto difficile.

 

Innanzitutto è fondamentale avere a portata di mano creme o spray solari con un fattore di protezione elevato (minimo 50) e applicarli con abbondanza sulla cuta almeno 30 minuti prima dell'esposizione ai raggi solari.

 

La sola crema però non basta, soprattutto nei primi giorni, quando la pelle è ancora troppo chiara e indifesa. Meglio dunque far vestire i bambini con abiti leggeri in fibre naturali, cappellini con visiera e occhiali da sole con filtro solare certificato (marchio CE) per proteggere anche la retina.

 

 

Ovviamenti simili accorgimenti non garantiscono una copertura totale, perciò è necessario assicurarsi che i bimbi non siano esposti ai raggi UV nelle ore centrali della giornata, ricordando sempre che ci si può scottare anche quando il cielo è nuvoloso.

 

I bambini dalla cute estremamente sensibile inoltre dovrebbro limitare l'esposizione al sole soltanto nelle ultime ore del giorno.

 

Come si riconosce una scottatura?

La scottatura è un'infiammazione della cute causata da una esposizione prolungata ed eccessiva ai raggi ultravioletti.

 

Essa è riconoscibile osservando alcuni indizi:

 

- Se di lieve entità, presenta arrossamento della cute e, talvolta, prurito
- Se invece è di gravità moderata, oltre all’arrossamento compariranno dolore, gonfiore e piccol vesciche contenenti un liquido chiaro

- Se la scottatura è più grave si manifesta con chiazze nerastra e poca (o nessuna) sensibilità della zona interessata. Possono accompagnare febbre, nausea e vomito.

 

Come trattare scottatura?

 

Rvolgersi al pediatra è la prima cosa da fare. Poi è importante assicurarsi che  zona della bruciatura sia sempre pulita. Gli impacchi di acqua fredda alleviano il dolore e riducono la sensazione di "bruciare".

 

Durante l’impacco è bene usare molta delicatezza perché le eventuali vesciche sono fragili e sarebbe meglio non romperle per evitare infezioni. Se insorgono delle bolle e queste "scoppiano" senza toccarle, il pediatra potrebbe indicare l'applicazione di crema antibiotica e coprire la zona con delle garze sterili.

 

Anche l'alimentazione può aiutare, reintegrando liquidi e sali minerali andati perduti con il sudore bevendo molto e mangiando tanta frutta e verdura.