Se lo zainetto è troppo pesante

Scuola, lo zaino non provoca la scoliosi (ma mette a rischio la schiena)

Di Sara Sirtori
zainetto.600
6 settembre 2019
Secondo gli esperti, lo zaino troppo pesante non provoca la scoliosi. Le cause del mal di schiena sono per lo più legate a problemi di postura sbagliata, che si combattono facendo fare ai bambini una sana attività fisica.

Sfatiamo un mito: lo zaino che si usa per andare a scuola non provoca la scoliosi.
Certo, non è “amico” per la colonna vertebrale di bambini e adolescenti, ma non è certo l’unico responsabile del mal di schiena dei più giovani. Le cause del mal di schiena sono diverse: postura non corretta e cattive abitudini, come ad esempio l’uso prolungato di smartphone e tablet.

 

 

 

A sostenerlo è il dott. Bernardo Misaggi, Direttore della UOC Ortopedia Traumatologia per le Patologie della Colonna Vertebrale dell’ASST Gaetano Pini-CTO: “Quando i più piccoli lamentano dolori alla schiena genitori e insegnanti tendono a collegare questi disturbi alla scoliosi, ma questa patologia è quasi sempre asintomatica e di frequente è ereditaria. Spesso invece il dolore è sintomo di atteggiamenti posturali errati che incurvano la colonna vertebrale, ma che sono facilmente e totalmente correggibili e nulla hanno a che vedere con la scoliosi”.

 

Non c’è quindi un collegamento diretto tra lo zaino pesante e l’insorgere della scoliosi, ma lo stesso non può dirsi per la cifosi, che è invece favorita da abitudini sbagliate, per esempio scarsa o inadeguata attività fisica, posture scorrette a causa del tempo trascorso curvi sugli schermi o sugli smartphone o il trasporto di zaini pesanti.

 

 

 

Cosa possono fare allora genitori e insegnanti per evitare e correggere i disturbi della colonna vertebrale?

 

Bisogna controllare che il bambino assuma sempre una postura corretta e sottoporlo a una visita specialistica, soprattutto tra la quinta elementare e la prima media.

 

Secondo il dott. Lorenzo Panella, Direttore del Dipartimento di Riabilitazione dell’ASST Gaetano Pini-CTO: “La sedentarietà è il nemico numero uno della colonna, soprattutto in uno scheletro che si sta formando. Va ricordato, inoltre, che la pubertà è il periodo a maggior rischio dove l’attività osteogenetica è sottoposta a stimolazioni importanti”.

 

La visita dallo specialista è consigliata soprattutto se il bambino conduce una vita sedentaria e pratica poca attività sportiva e se, inoltre, manifesta segni e sintomi quali: inarcare le spalle o oscillare in avanti, inclinare i piedi eccessivamente verso l’interno o verso l’esterno, schioccare la mandibola nell’aprire e nel chiudere la bocca, avere le vertigini, provare dolore ai bulbi oculari e avere disturbi all’udito. Questi sintomi, anche se non sono espressione specifica di un disturbo alla colonna vertebrale, meritano un approfondimento in un contesto come quello sopracitato.