AUTISMO

5 cose da evitare con un bambino Asperger

Di Alice Dutto
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21 settembre 2018
Non sovraccaricatelo di impegni, rispettate il suo bisogno di tranquillità, non pensate che sia in malafede e non accusatelo di essere diverso. Ecco i consigli che ci ha dato David Vagni, ricercatore del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Messina e vicepresidente di Spazio Asperger onlus, per relazionarsi con i bambini con Sindrome di Asperger

«Le cose che facevano gioire gli altri bambini mi lasciavano indifferente. Avvenimenti di cui gli altri bambini neppure si accorgevano mi provocavano strazi interiori. I miei capricci erano capricci metafisici, privi di oggetto. Mi buttavo a peso morto per la strada e mia madre era costretta a trascinarmi per un braccio. Diventavo rossa, viola, le vene della fronte gonfie, pronte a esplodere. Gridavo con quanto fiato avevo in corpo, mi divincolavo come un’indemoniata in preda a una rabbia fuori controllo. A queste crisi seguivano lunghi periodi di quiete atarassica» così ha scritto Susanna Tamaro per descrivere la Sindrome di Asperger di cui soffre nel suo ultimo libro “Il tuo sguardo illumina il mondo” (Solferino), una lettera all’amico Pierluigi Cappello, scomparso nel 2017.

 

Una condizione che all'epoca non si conosceva: «Nel migliore dei casi venivo considerata una bambina strana, prigioniera di una timidezza patologica. Non dormivo, non parlavo, non guardavo mai negli occhi».

 

 

CHE COS'È LA SINDROME DI ASPERGER

 

Il termine deriva da Hans Asperger, pediatra austriaco che pubblicò uno studio in lingua tedesca nel 1944. «Nel suo lavoro parlava di alcuni bambini, soprattutto maschi, che lui riconosceva avere uno schema di comportamento simile» spiega David Vagni, ricercatore del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Messina e vicepresidente di Spazio Asperger onlus.

 

 

 


I suoi scritti furono dimenticati fino agli anni '80 quando furono poi tradotti e solo dal 1994 la Sindrome è stata inserita per la prima volta all'interno del manuale DSM-IV (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders) pubblicato dalla Società Psichiatrica Americana. Subito dopo è stata inserito nell'ICD10 pubblicato invece dall'Organizzazione Mondiale della Sanità.

«Per quanto riguarda l'Italia, difficilmente la Sindrome venne riconosciuta prima del 2000. Le prime diagnosi avvennero nel 2002-2003 prevalentemente su bambini maschi. Nel 2006 è nata una prima associazione dei genitori e poi nel 2011 la nostra onlus, Spazio Asperger, che si occupa di promozione sociale e include non solo mamme e papà, ma anche professionisti e adulti».

Le cose sono cambiate nel 2013 con il DSM-V in cui la Sindrome è stata inserita all'interno della più ampia categoria dei “Disturbi dello spettro autistico”.

 

 

COME SI MANIFESTA LA SINDROME DI ASPERGER

 

Ci sono delle caratteristiche molto chiare che descrivono una persona affetta da Sindrome di Asperger, che si possono notare fin dall'infanzia.

 

 

3. Hanno delle ipersensibilità sensoriali

 


«Vengono colpiti dai rumori, luci e odori. Molti hanno difficoltà, ad esempio, nei luoghi pubblici come nei centri commerciali o a scuola. Gli è difficile poi filtrare i suoni: se più persone parlano insieme non riescono a focalizzare le singole voci ma sentono un rumore unico, incomprensibile».

 


 

 

4. Hanno difficoltà motorie

 

«Hanno difficoltà a muoversi nello spazio e spesso scontrano gli oggetti; in più hanno di frequente una postura rigida, robotica».

 

 

5. Sono routinari

 


 

 

6. Hanno interessi speciali

 

Una parte di loro è attratta da qualcosa di atipico

 

particolare talento

 

grande dedizione

 

 

COME TRATTARE UNA PERSONA CON LA SINDROME DI ASPERGER

 

Ognuna di queste caratteristiche può essere positiva o negativa, cioè può trasformarsi in un problema o portare al successo come nel caso della Tamaro.

«Quando parliamo di persone Asperger è importante ricordare che sono persone differenti, ma non per questo inferiori o malate. Sono semplicemente diverse e si devono confrontare e adeguare a una società che non è fatta per loro: per questo vanno aiutati».

 


 

 

1. Accusarlo di essere diverso

 

Non va colpevolizzato

 

 

 


 

 

2. Non cercare di farlo ragionare durante una crisi

 

cercare di calmarlo senza sopraffarlo

 

 

5. Non sovraccaricarlo di impegni

 

è importante che si mantengano le attività ben separate tra di loro

 

e che alle attività si alternino momenti di pausa in cui il bimbo possa riposarsi