Sonno

Sonno e tecnologia: anche i dispositivi inattivi disturbano il riposo

Di Niccolò De Rosa
bambinalettotablet
03 Novembre 2016
È ormai risaputo che utilizzare Tablet o smartphone, prima di andare a letto influisce negativamente sulla qualità del sonno, ma una ricerca inglese rivela che anche la sola presenza di tali device nella stanza può disturbare il nostro dolce dormire.
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I ricercatori del King College di Londra, coadiuvati dal Dottor Ben Carter, hanno pubblicato uno studio su Jama Pediatrics che porta ulteriori prove  riguardo gli effetti negativi che l’utilizzo di dispositivi elettronici prima di andare a letto comportano sul sonno.

 

Lo studio ha preso in considerazione i dati di una ventina di studi comuni condotti tra il gennaio 2011 e il giugno 2015 e che hanno visto il coinvolgimento di 125 mila bambini e adolescenti provenienti da tutti i continenti tra i 6 e i 19 anni.

I risultati hanno confermato che quei ragzzi abituati a maneggiare schermi luminosi prima di dormire avevano la metà delle probabilità di riposare per almeno nove ore rispetto a coloro che invece preferivano svagarsi con altro.

 

La causa? la luce blu dei device, che riduce la produzione di melatonina (utile al nostro organismo per capire se c'è buio o meno) e scompensa l'orologio biologico, il quale si adatta per affrontare tanta luminosità e prolunga lo stato di veglia.

I ricercatori si sono inoltre accorti che anche i soggetti che si limitavano a tenere uno di questi dispositivi in camera senza usarlo (magari lasciandolo in modalità silenziata con la vibrazione), soffrivano delle stesse mancanze di sonno. Questo perché i semplici led o suoni di un messaggio in arrivo possono essere troppo stimolanti per un corretto riposo.

 

Ciò deve far riflettere sulle abitudini dei nostri figli, poiché il primo decennio di vita è fondamentale per impostare delle sane abitudini di sonno-veglia e prevenire dunque futuri scompensi fisici dovuti a una quantità di riposo notturno non adeguata: obesità (spesso chi non dorma, mangia), ansia, iperattività, sbalzi di umore e problemi di memoria.

 

FONTE: Jama Pediatrics