Umidificatori e deumidificatori, l'uso corretto

Umidificatori e deumidificatori: guida all'uso quando in casa c'è un bambino

Di Rosy Maderloni
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23 ottobre 2019
Come utilizzare al meglio questi apparecchi per prevenire le malattie delle vie respiratorie dei bambini: i consigli e il parere del pediatra

Per mantenere i locali domestici non troppo umidi ma neanche troppo secchi e contribuire così a rendere l’aria tra le mura domestiche più sana ci vengono in aiuto umidificatori e deumidificatori, strumenti amici di ogni genitore che vuol preservare dagli attacchi di batteri e virus le vie aeree dei propri bambini. Questi apparecchi, ormai largamente diffusi, si trovano in vendita in vari modelli e per fasce di prezzo adatte a tutte le tasche. Come scegliere, allora, lo strumento più adatto per ottimizzare l’aria di casa facendone un uso responsabile? Ne parliamo con Giorgio Piacentini, presidente della Società italiana per le malattie respiratorie dei bambini (Simri) e professore ordinario di Pediatria all’Università di Verona.

 

 

 

 

Perché usare il deumidificatore e l’umidificatore

 

“Monitorare i livelli di umidità degli ambienti domestici è importante per la salute di tutta la famiglia – chiarisce Piacentini -: un locale troppo umido e non adeguatamente ventilato agevola il proliferare di muffe e acari, allergeni respiratori pericolosi in caso di asma e allergie. Gli acari, ad esempio, si sviluppano in ambienti in cui la percentuale di umidità supera il 50-60%. Ma non è soltanto un ambiente molto umido a essere potenzialmente dannoso: forme di tracheite e in generale le irritazioni delle vie aeree si manifestano più facilmente in un locale particolarmente secco”.

 

 

 

 

Deumidificatore e umidificatore, le differenze

 

  • deumidificatori: per ridurre l'umidità entro parametri favorevoli, sia d'inverno (40%) che d'estate (55%)
  • umidificatori: per ristabilire l'umidità idonea, soprattutto in inverno con termosifoni accesi

 

Ma quando usare l’uno e quando invece preferire l’altro? “I deumidificatori sono indicati quando è necessario ridurre un livello di umidità dell’aria in ambienti confinati entro parametri che possiamo ritenere favorevoli, ossia tra il 40% di umidità nella stagione fredda e il 55% in estate". In molte case ormai sono presenti impianti di condizionamento che permettono anche un’azione deumidificante: l’acqua viene condensata e raccolta senza alterare la temperatura degli ambienti.

 

“Gli umidificatori permettono invece di ristabilire una percentuale di umidità idonea quando l’ambiente è molto secco: questo si può verificare soprattutto in inverno, quando sono in funzionamento dei termosifoni o di altri impianti di riscaldamento. Il loro utilizzo potrebbe in alcuni casi essere un supporto per contrastare mal di gola o disturbi e irritazioni delle vie aeree favoriti da un ambiente in cui il livello di umidità relativo dell’aria è particolarmente basso”.

 

 

 

 

Deumidificatore e umidificatore, quando usarli e come fare manutenzione

 

L’utilizzo di questi apparecchi non ha una specifica stagionalità. “Molto dipende dalle condizioni ambientali o dall’esposizione dell’appartamento – continua il presidente della Simri -: l’umidità presente in una casa costruita negli anni ’70 sarà diversa rispetto a quanto si può rilevare in un edificio di nuova realizzazione in cui sia stato curato l’aspetto relativo ai ricambi d’aria”.

 

Attenzione poi a fare le adeguate operazioni di pulizia: “Anche alcune abitudini più recenti incidono riducendo il livello di umidità relativa degli ambienti dove viviamo: l’aria condizionata accesa in estate, ad esempio, può contribuire a ridurre l’eccesso di umidità ambientale. A questo riguardo, va sempre considerata la necessità di una corretta manutenzione: una cattiva o scarsa pulizia dei filtri del climatizzatore o della vaschetta dell’umidificatore la causa di di possibili infezioni a carico delle vie aeree. Infatti, un impianto di condizionamento e deumidificatore che viene utilizzato solo in estate, tende ad accumulare una quantità di polvere e batteri che saranno rimessi in circolo e respirati in casa una volta riacceso l’apparecchio”.

 

 

Umidificatori per bambini, quali prodotti utilizzare?

 

Regole semplici e chiare: no alle essenze profumate chimiche e si ad una corretta e costante igiene. “Quando si rende necessario l’utilizzo un umidificatore nella camera del neonato perché effettivamente l’ambiente è troppo secco – spiega Piacentini -, è importante non utilizzare sostanza chimiche potenzialmente dannose come, ad esempio, alcune essenze profumate. Fondamentale è invece importante ricordarsi di igienizzare periodicamente il contenitore”.

 

 

Prima dell’acquisto, consultare il pediatra

 

Strumenti utili quindi, ma da acquistare dopo aver consultato un esperto: “In primo luogo è il frequente ricambio d’aria e una accurata igiene dei locali a rendere salubri gli ambienti domestici” – chiarisce Piacentini -. “Qualora si rendesse necessario acquistare un apparecchio per l’umidificazione o per la deumidificazione dell’aria, le famiglie hanno diversi modi per informarsi opportunamente prima di decidersi e scegliere il modello più adatto alla propria abitazione e il pediatra è certamente il primo riferimento per un consulto relativamente agli aspetti di salute dei propri figli. La nostra Società Scientifica, con la sua presenza capillare sul territorio è in grado di offrire un supporto specifico: in tutta Italia ci sono centri specializzati in pneumologia pediatrica collegati a Simri e ai suoi gruppi di lavoro e che sono a disposizione dei pazienti e del pubblico, per ogni informazione”.