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Tuo figlio ti fa impazzire? 5 consigli PRATICI per genitori zen

rabbiabambino
31 Maggio 2018
Non sapete che consiglio seguire? A volte vi sembra di essere inadeguati? Tutto è difficile? Il papà blogger David Vienna, considerato il papà più simpatico del mondo, si è attivato per creare un metodo ironico-pratico per far fronte alle difficoltà dell'essere genitori. I consigli sono stati racconti in un libro: “Tuo figlio ti fa impazzire? Calmati, ca**o! Metodo per genitori zen”, Macro edizioni. 
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Non sapere che consiglio seguire, non sentirsi un bravo genitore, non sapere se il comportamento del proprio figlio è normale… 

Sono tutti dubbi che sorgono presto o tardi nella testa di un genitore. David Vienna, padre di due gemelli e ideatore di un sito web sulla genitorialità "TheDaddyComplex.com", è stato votato da Babble come il "più divertente papà blogger del mondo". Ha scritto anche un libro: “Tuo figlio ti fa impazzire? Calmati, ca**o! Metodo per genitori zen”, Macro edizioni. Un modo simpatico ed irriverente per affrontare passo dopo passo le sfide e le gioie quotidiane con cui ogni genitore ha presto o tardi a che fare.

 

Problema uno: non sapere che consiglio seguire

Quando siete davanti alla televisione, riuscite proprio a rispondere a tutte le domande. Vi sentite informati, preparati. Prendete una decisione con consapevolezza. Ma essere genitori è tutta un’altra cosa. Vostro figlio sta piangendo e sul web trovate miliardi di consigli diversi sul da farsi: lasciatelo piangere, non lasciatelo piangere, prendetelo in braccio, non prendetelo in braccio, lasciate fare al papà, no, ci deve pensare la mamma! Le avete sperimentate proprio tutte e ogni giorno trovato un metodo diverso. Stranamente il vostro metodo mix non sembra funzionare molto…

 

Calmati ca**o!

Come consiglia David Vienna con un pizzico di ironia, probabilmente non avete bisogno di un metodo, ma solamente di essere genitori e comunque mai nessun esperto è d’accordo su tutto. L’importante è seguire il proprio istinto. “A meno che non vi porti a pensare di lanciare il vostro piccolo con una catapulta, di solito l’istinto non mente” sostiene David.

 

Problema due: non avete studiato per fare il genitore

Quando avete scoperto che la vostra famiglia si sarebbe allargata vi siete rimboccati le maniche e avete preparato tutto: ritinteggiato la cameretta, comprato culla, passeggino, fasciatoio, siete andati in libreria e avete comprato mille libri sul diventare genitori. O magari ve li hanno regalati! Eppure, tra una cosa l’altra, non avete neanche mai avuto il tempo di sfogliarli…

 

Arrivato il giorno del parto, avete portate il vostro bimbo a casa, siete entrati nel tran tran della maternità o paternità. E quei libri sono ancora intonsi sullo scaffale della libreria. Quando guardate il vostro bimbo negli occhi mentre siete a casa e lui in braccio a voi, inerme e speranzoso, vi sentite un po’ smarriti…

 

Calmati ca**o!

Non c’è bisogno di essere tuttologi. Le cose che avete bisogno di sapere, secondo il papà blogger, sono:

  • Il bimbo piange? Prendetevene cura.
  • Vi preoccupa qualcosa? Sentite il pediatra.
  • Quando riuscite, prendete del tempo per voi.

E mai “lanciare il bambino tra le pale del ventilatore” conclude.

 

Problema tre: è giusto che mio figlio si comporti così?

Quando si era giovani era tutto più semplice. Quando si veniva mollate dal ragazzo, bastava chiamare la propria migliore amica per sentirsi rassicurate. Vi "consolava sapere che non eravate l'unica ad aver vissuto un'apocalisse romantica". 

Anni dopo però, sempre con lei, vi ritrovate in salotto con i rispettivi figli. I due giocano, il figlio della vostra amica colpisce il vostro con un mattoncino. Voi vi alzate e non fate in tempo a fermare il vostro: risponde con un trenino in testa all'altro. Vi scusate, la vostra amica fa finta di nulla e sembra rilassata, nonostante quel terribile comportamento. Ma sarà giusto? Non potendo fare un confronto diretto con altri bambini, siete smarrite.

 

Calmati ca**o!

E' normale voler essere rassicurati sulla normalità del comportamento del proprio bambino, ma non è necessario arrivare a "fermare estranei per strana chiedendo se i loro bambini sanno già distinguere i colori".

Siate serene, andate avanti e rassicuratevi con calma con i vostri amici. Anche se vostro figlio ai vostri occhi ha fatto qualcosa di irrazionale. Se anche gli altri non l'hanno fatta, che male ci sarà?

 

Problema quattro: tutto costa troppo!

Da quando siete diventati genitori vi sembra sia in atto una specie di truffa. Non fate in tempo a far usare a vostro figlio qualcosa, che è giù cresciuto e non gli va più bene. E neppure l'ha consumata. Tutto poi sembra costare tremendamente di più: dal passeggino di ultima generazione agli alimenti per la prima infanzia

 

Calmati ca**o!

Chi lo ha detto che vostro figlio debba avere per forza il passeggino di ultima generazione? O vestiti nuovi di zecca? E le scarpe... neppure fa tempo a consumarle.

"A vostro figlio non importa nulla del passeggino che comprate o con che marca di abiti lo vestite. Per i nostri gemelli abbiamo comprato due passeggini a ombrello da 15 euro e un set di raccordi a 13 euro" spiega il papà blogger. "E i loro vestiti vengono per lo più da amici. Abbiamo risparmiato abbastanza soldi da comprare una squadra di calcio. In realtà poi non l'abbiamo comprata, ma avremmo potuto".

Problema cinque: non sono d'accordo con il dottore

Il piccolo starnutisce, ha la tosse, ma quel muco un po' giallino vi fa pensare a chissà quale malattia. Cercate online e scoprite subito che potrebbe avere un mix di peste, lebbra e gotta. Lo sapevate!

Chiamate subito il pediatra, ma sembra tutto tranne che preoccupato. Non vuole neppure visitarlo e vi proibisce di disinfettarlo tutto con l'Amuchina.

Ma solo voi avete visto quel muco giallino e lui non l'ha neppure voluto vedere.

Che cosa fare? Portare il piccolo comunque dal dottore? Trovare un nuovo pediatra? Cercare ancora su internet? Iniziate allora il tour della comunità medica della vostra città...

 

Calmati ca**o!

Si spera che il pediatra che avete avuto modo di scegliere sia competente e che abbia tutta la vostra fiducia. Se è così, allora "non iniziate a mettere in dubbio l'unica persona, tra voi e lui, che ha frequentato la facoltà di medicina".

I pediatri non vogliono che i bimbi si ammalino. E i raffreddori nei piccoli sono molto comuni. Quando già con una telefonata il vostro medico vi tranquillizza dopo che avete descritto quello che sta capitando a vostro figlio, provate a stare tranquilli. E se proprio continuate a pensare "che vostro figlio abbia bisogno di cure mediche, cercate un altro parere. Ma state lontani dall'Amuchina" conclude David Vienna.