Paure dei bambini

Una fiaba per sconfiggere le paure dei bambini: ecco come crearla in 14 punti

fiabe
13 Aprile 2016 | Aggiornato il 20 Agosto 2018
Attraverso le fiabe i bambini possono trovare la forza per superare le proprie paure e insicurezze. E' quello che sostiene la psicoterapeuta francese Lise Bartoli nel suo libro "Mio figlio ha paura del buio e altre ansie". E' importante quindi che i genitori, individuato il problema del figlio, mettano a punto una storia che tratti, in modo non esplicito, il disagio specifico del bambino. Ecco come fare. 

 
Facebook Twitter Google Plus More

Tutti i bambini hanno paure e ansie. Spesso però noi genitori non sappiamo come aiutarli e le nostre rassicurazioni quasi mai funzionano. 

Ma allora cosa si può fare? Raccontare una fiaba mirata a risolvere il problema specifico. Lo sostiene la psicologa e psicoterapeuta Lise Bartoli nel suo libro "Mio figlio ha paura del buio e altre ansie" (Vallardi) 

 

"La narrazione metaforica (cioè un racconto che apparentemente parla d'altro) ha il vantaggio di eludere i meccanismi di difesa del bambino, e ottiene la sua adesione inconsapevole. Questa tecnica consente di trattare il disagio del piccolo senza ferirlo.

Quando il bambino abbassa la soglia di vigilanza, l'inconscio capta più facilmente il messaggio e trova da solo una soluzione adeguata" spiega l'esperta.

Leggi anche: 10 storie per risolvere piccoli e grandi problemi quotidiani

 

Quindi i genitori individuato il problema del figlio per aiutarlo possono provare a costruire una fiaba personalizzata. 

 

Ecco come fare:

 

1. Ispiratevi alle fiabe classiche

"Anche le fiabe classiche sono terapeutiche" spiega la Bartoli. Pollicino, I tre porcellini.... aiutano i bambini a sconfiggere le loro paure perché anche questi protagonisti devono affrontare alcune avversità e il bambino ascoltando le loro avventure si sente rassicurato e meno solo di fronte alle difficoltà".

E così, ascoltando queste fiabe impara a rinforzare la sua autostima e la sua capacità di vedere il futuro in maniera positiva.

Quindi quando tocca a voi inventare una storia, riprendete  lo schema, praticamente fisso, di queste fiabe: protagonista, avversità, superamento delle avversità e il lieto fine.

Leggi anche: Perché leggere una fiaba a un bambino

 

2. Non fate mai collegamenti espliciti tra la storia e il problema reale

Quando raccontate, evitate di dare spiegazioni per fargli capire meglio l'intento della storia. Ad esempio non dite frasi tipo: "Hai visto che il protagonista che non aveva fiducia in sé alla fine ce l'ha fatta?".

Affidatevi, invece, all'inconscio di vostro figlio che opererà il collegamento autonomamente. "Troppe spiegazioni concrete e analitiche rallentano il superamento del problema. Spesso il cuore parla meglio della testa".

 E non abbiate timore che vostro figlio capisca il vostro intento. E' rarissimo che i bambini colleghino le fiabe alle loro problematiche: prendono le storie per quello che sono, senza farsi troppe domande.

 

3. Raccontate la storia quando vostro figlio è ben rilassato

Il momento ideale per fare questa narrazione è alla sera, quando il piccolo è rilassato nel suo lettino e si trova tra il sonno e la veglia e il suo stato di coscienza è particolarmente propizio a un ascolto di tipo più intuitivo.

L'inconscio, in questa fase, è aperto alle soluzioni proposte dalla storia ed è in grado di risolvere il problema senza che ci sia bisogno di analizzarlo. 

 

4 La struttura della storia

La storia deve essere chiara e prevedere: un protagonista con un problema analogo a quello del bambino; alcuni ostacoli che gli impediscono di vivere come vorrebbe; una soluzione che gli permette di raggiungere il suo scopo. Il lieto fine.

 

5 Individuate il problema di vostro figlio

Dovete aver ben presente il problema del bambino e l'obiettivo che deve raggiungere: più sicurezza in sé, un nuovo modo di relazionarsi con gli amici, una paura da vincere...

Le prove che il protagonista dovrà superare saranno il simbolo di tutte le difficoltà del vostro piccolo. 

 

6 L'ambientazione deve essere fuori dal tempo

La storia dovrà assomigliare alle fiabe classiche che vostro figlio conosce. Gli eventi devono svolgersi al di fuori del tempo e dello spazio, quindi non in un luogo preciso, ma in un posto "molto lontano",  "tanto tempo fa..."

Il tempo verbale può essere il passato remoto, ma se vi viene meglio, va bene anche il presente. 

 

7 Enfatizzate un passaggio importante

Quando una parola o una soluzione vi sembrano particolarmente importanti, enfatizzatele con una breve pausa di silenzio sia prima sia dopo. L'inconscio del bambino saprà così cogliere l'importanza di quel passaggio. 

 

8 Mentre raccontate rilassatevi anche voi

Rilassatevi e lasciate correre la vostra immaginazione, accogliete tutti gli elementi (pensieri, immagini, simboli...) che vi passano per la testa e lasciatevi stupire da quanto emerge. Magari vi vengono in mente altri personaggi: folletti, guerrieri, animali... accogliete tutto senza mai giudicare. 

 

9 Il protagonista

Il bambino si deve poter identificare nel protagonista. Ed è meglio scegliere un personaggio dello stesso sesso di vostro figlio, volendo può essere anche un animale o  un oggetto.

Per renderlo più concreto date un po' di informazioni: abbigliamento, colore dei capelli e dategli un nome (ma che non sia famigliare). Il nome potrebbe ispirarsi a un suo aspetto particolare: Pettegolino, Ballerina, Tremolina...

L'importante è che assomigli caratterialmente al vostro piccolo.

Sottolineate discretamente i piccoli difetti che accomunano il protagonista al bimbo, in modo che il suo inconscio li registri. Ad esempio: "La piccola Tremolina aveva una gran paura del buio..."; "C'era una volta una palla da biliardo tutta bianca, diversa dalle altre perché non aveva un numero e quindi si sentiva libera di fare quello che voleva, nonostante le altre palle le dicessero che non poteva comportarsi così perché in quel modo non si può giocare tutte insieme..."

 

10 Personaggi secondari

I personaggi in cui si imbatte il protagonista possono appartenere al mondo animale, umano o soprannaturale. Ciascuno deve avere un ruolo specifico: alcuni rappresentano ciò che impedisce al bambino di star bene, altri lo guidano alla soluzione. 

Ad esempio: "Quella notte Tremolina mentre era sotto le coperte che tremava per la paura del buio, vide una piccola fata. Era una fata delle stelle di nome Estella e spiegò

alla piccola che le stelle brillano tutta la notte e vegliano sui bambini...."

 

11  Esempio di una storia 

Ecco che cosa potete inventarvi per aiutare un bambino che si sente in colpa quando c'è un litigio in famiglia: c'era una volta un pastorello (bambino) che voleva portare al villaggio (la famiglia) l'aria pura che si trovava sulla vetta di un monte (serenità) ma il pastorello faceva fatica a salire sulla montagna. Per fortuna ad aiutarlo c'era un capretto (la parte inconscia e forte del bambino). il bambino grazie al capretto si sentì più sicuro, ma arrivato in cima il capretto gli fece capire che non poteva portare l'aria al villaggio. Allora il pastorello la respirò a pieni polmoni e si sentì molto sereno. Poi quando tornò al villaggio trasmise la sua calma anche agli altri abitanti. Allora il piccolo indicò a tutti il percorso da fare per respirare l'aria pura....

L'inconscio del bambino tradurrà questa fiaba così: io non sono in grado di risolvere i problemi famigliari e non spetta a me farlo, ma ogni membro della famiglia deve trovare da solo la via della sua serenità (aria pura). 

 

12 Buttate giù qualche idea e poi lasciatevi guidare

Come partire? Iniziate pensando al problema, ad esempio la timidezza, poi lasciate che vi venga in mente qualcosa, come: un guerriero, un cavallo... A questo punto assemblate:

Ad esempio: il cavaliere Friz è un soldato valoroso ma ha paura di montare in sella al cavallo nero che gli è stato assegnato. Si avvicina ma non osa salirgli in groppa e si limita a tenerlo per le briglia (aggiungete qualche dettaglio descrittivo). Friz non ce la fa e tutti lo prendono in giro e Friz si chiede "Come faccio a trovare il coraggio dentro di me? Ne sarò mai capace?". La problematica è chiara: il bambino non osa e il suo inconscio riconosce la sua preoccupazione.

Poi potete proseguire sottolineando i suoi insuccessi, fino a trovare una soluzione (ad esempio un evento - la principessa rapita dal drago- che sprona il cavaliere a superare tutte le paure). Alla fine Friz riesce a salire in groppa al cavallo, tutto orgoglioso e sicuro di sé.

Questo finale indirizzerà l'inconscio del bambino sul percorso da seguire per rinsaldare la propria autostima. 

 

13 E se vi manca totalmente l'ispirazione?

Lise Bartoli ha un suggerimento: aprite a caso dei libri e puntate il dito sulle parole che vi escono. Segnate le parole su un foglio. Eliminate quelle troppo complicate e tenete quelle che vi ispirano di più e lasciatevi guidare dalla vostra immaginazione....

 

14 Inventate un finale positivo ma non magico

La soluzione del problema è meglio che venga dal personaggio e non dalla magia. Quanto accade per magia (es: il problema si risolve con una bacchetta magica) non è utile sul piano dell'evoluzione personale. il protagonista intrappolato in una situazione di disagio deve trovare autonomamente la via d'uscita. E' solo così che potrà trarre ispirazione dalla fiaba per maturare.

Se non vi viene in mente un finale rimanete vaghi, tipo: "E il principe capì come fare per stare sempre meglio. sapeva infatti di avere tutte le capacità per trovare la soluzione a ogni problema che avrebbe incontrato nella vita..." Si tratta di guidare l'inconscio del bambino verso un cambiamento di comportamento positivo, in modo che sia il bambino da solo a trovare la soluzione più adatta.