Funghi

12 regole per mangiare i funghi in sicurezza

Di Valentina Murelli
funghibambini
19 Settembre 2019
Consumare funghi in quantità moderate, non mangiarli in gravidanza ed evitare di proporli ai bambini sotto i 12 anni. Sono alcune delle regole per mangiare funghi in sicurezza. 
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Settembre e ottobre: la stagione dei funghi è ormai alle porte. In questo periodo però, aumentano anche le segnalazioni di intossicazione o di avvelenamento, spesso colpa degli "esperti fai da te", che raccolgono e mangiano funghi senza sottoporli ai dovuti controlli.

 

Funghi? Attenzione!

Ingerire il fungo “sbagliato” può essere pericoloso: la maggior parte delle intossicazioni si risolve senza danni o con sintomi irrilevanti, ma in un piccolo numero di casi le conseguenze sono gravi.


L’ingestione di alcune delle specie più pericolose (Amanita phalloides, Cortinarius orellanus, Gyromitra esculenta) genera sintomi che si manifestano dopo molte ore (da 6 a 48), quando il danno agli organi interni si è già innescato. I più colpiti sono il fegato e i reni. Altri tipi di funghi possono provocare reazioni “a breve
latenza” (fino a 6 ore) come disorientamento e convulsioni o gravi sintomi gastro-enterici con possibili ripercussioni metaboliche.

 

Ma anche il consumo di specie non velenose (commestibili) può comportare problemi, perché i funghi contengono comunque sostanze di difficile digeribilità (e questo vale soprattutto per i bambini) e perché spesso vengono consumati in modo scorretto: in cattivo stato di conservazione, senza un'adeguata cottura, in fase di maturazione troppo avanzata o in eccessiva quantità.

 

 

Come comportarsi quindi? 10 regole per non correre rischi con i funghi

  1. Non consumare funghi non controllati da un vero micologo;
  2. Per la raccolta utilizzare contenitori idonei e aerati come i cestini. Non usare buste di plastica, che ne accelerano la decomposizione favorendo la produzione di sostanze tossiche come cadaverina, putrescina, istamina;
  3. Non consumare funghi raccolti lungo le strade, vicino a centri industriali e coltivati (c'è il rischio che siano contaminati da metalli pesanti o pesticidi);
  4. Consumare quantità moderate: non più di 200-300 grammi a settimana secondo le indicazioni della pediatra nutrizionista Teresa Capriati, dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma.
  5. Non somministrare ai bambini sotto i 12 anni;
  6. Non ingerire in gravidanza;
  7. Consumare solo funghi in perfetto stato di conservazione;
  8. Consumare i funghi ben cotti e masticare correttamente;
  9.  Cuocere i funghi sempre senza coperchio allo scopo di far evaporare le tossine termolabili;
  10. Sbollentare bene i funghi prima del congelamento e consumarli entro 6 mesi;
  11. Non regalare i funghi raccolti, se non controllati da un micologo professionista;
  12. Ricordare che nei funghi sott'olio si può sviluppare la tossina botulinica

 

FUNGHI: COSA DICE LA LEGGE


La raccolta di funghi è regolata da una legge nazionale (352/1993) che prevede i seguenti punti:

  • un limite massimo di raccolta;
  • divieto dell’uso di rastrelli o altri strumenti che potrebbero danneggiare seriamente tutto l’apparato produttivo fungino;
  • il fungo deve essere raccolto intero, staccato dal micelio con movimento rotatorio e non tagliato, questo consente una sicura determinazione della specie;
  • non si devono raccogliere esemplari troppo giovani o in cattivo stato di conservazione;
  • la raccolta va riposta in contenitori che consentano la diffusione delle spore, vietando in ogni caso l’uso di sacchetti di plastica che ne accelerano la decomposizione;
  • non si devono distruggere gli esemplari che si ritengono velenosi, anche loro sono utili alla vita del bosco!


Inoltre, dal 1 gennaio 2000, tutti i cercatori di funghi devono essere in possesso del tesserino regionale di autorizzazione alla raccolta, rilasciato dall’amministrazione competente dopo aver frequentato un apposito corso di formazione micologica.