Bambino

Alimentazione del bambino 4-6 anni. Consigli, errori da evitare e cosa mangiare

Di Simona Regina
bambini4annimangiano
02 Dicembre 2015
I consigli sull'alimentazione corretta per i bambini da 4 a 6 anni e gli errori più comuni da evitare
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Che fine fanno tutte quelle attenzioni e quelle precauzioni che i genitori hanno nei confronti dell’alimentazione dei propri figli nei primissimi anni di vita? Dopo aver sperimentato le prime pappe, e aver accompagnato il piccolo o la piccola di casa a scoprire i sapori tipici della cucina familiare, molti abbassano la guardia. E anche chi ha seguito scrupolosamente i consigli del pediatra nel proporre l’alimentazione complementare (al latte), comincia gradualmente a far spazio nella propria dispensa a merendine e snack, succhi di frutta e bevande gassate.

 

Complice anche la frenesia della quotidianità che ci travolge in un vortice di impegni. La fretta infatti diventa cattiva consigliera tra gli scaffali del supermercato e così rischiamo di lasciarci tentare dagli alimenti pronti all’uso, comodi ma ipercalorici e ricchi di grassi e zuccheri. E più facilmente cediamo alla richiesta, che arriva più o meno puntuale in prossimità delle casse, di acquistare un pacchetto di patatine o una barretta di cioccolato per uno spuntino veloce (veloce sì, ma non salutare).

 

Troppe proteine e troppe calorie

Ma quali sono gli errori più comuni nell’alimentazione dei bambini di questa fascia d’età? «L’errore più frequente è l’eccesso di proteine di origine animale: i bambini mangiano, in particolare, troppa carne, formaggi e insaccati. Basterebbe una sola porzione al giorno di proteine di origine animale (forse anche meno) per soddisfare i loro bisogni nutrizionali (e anche quelli degli adulti che svolgono una normale attività fisica), invece la maggior parte eccede», spiega Sergio Conti Nibali, responsabile del gruppo nutrizione dell’Associazione Culturale Pediatri.

 

«Un altro errore è certamente legato al consumo di succhi di frutta e bevande zuccherate in genere, snack e merendine supercaloriche» aggiunge il pediatra. «I bambini quando hanno sete dovrebbero bere solo acqua e non bevande zuccherate. E se vogliono frutta dovrebbero mangiarla e non ricorrere ai succhi in scatola. E quando vogliono il dolce dovrebbero prenderlo dalla dispensa, magari preparato insieme alla mamma o al papà».

 

Anche Alfredo Vanotti, docente all’Università di Lugano e alla Bicocca Milano e responsabile del Servizio nutrizione clinica e dietetica dell'Ospedale Fatebenefratelli di Erba (Como), concorda: «Consumare succhi di frutta può diventare un’abitudine molto pericolosa, a discapito dell’assunzione di acqua e del consumo di frutta fresca (a pezzetti, frullata, centrifugata, ecc.)». Col rischio, in agguato, di fare una scorta eccessiva di calorie (i succhi contengono zuccheri aggiunti a quelli comunemente presenti nella frutta).

 

«Anche perché – aggiunge Ilaria Giulini Neri, pediatra ed esperta di nutrizione dell’Ospedale di Melegnano e del Centro Icans dell’Università di Milano – tipicamente se un bambino beve un succo a merenda, non si limita solo a quello. E se ci abbina una merendina industriale, lo spuntino rischia di diventare una bomba calorica: troppe calorie e pochi valori nutrizionali».

Insomma, troppe calorie e proteine e troppi zuccheri e grassi rischiano di farla da padrone dell’alimentazione dei bambini italiani, nonostante sia ormai risaputo che sono gli indiziati principali del problema “chili di troppo” che riguarda anche i giovanissimi.

 

«In Italia – ha ribadito per esempio Pierpaolo De Feo, professore di endocrinologia all'Università di Perugia in occasione del "VII International Mediterranean Meeting Nutrition and Metabolism" – l'obesità infantile è una delle più importanti emergenze sanitarie: il 25% della popolazione di età compresa tra 0 e 18 anni è in sovrappeso».

 

Fai la spesa giusta

Una buona educazione alimentare comincia tra le corsie del supermercato, affinché poi la dispensa di casa non sia il regno di «cibi poco salutari a cui il bambino può tranquillamente accedere, anche senza il controllo di mamma e papà» aggiunge Riccardo Davanzo, pediatra dell’Ospedale infantile Burlo Garofolo di Trieste. «Quindi al budino alla frutta, che apporta molte più calorie di quante un bambino abbia bisogno per una sana merenda, meglio preferire uno yogurt bianco al quale, se mai, aggiungere a casa dei pezzettini di frutta fresca.

 

E al posto di merendine farcite, meglio preferire l’acquisto degli ingredienti necessari per fare una torta tutti insieme: con meno zuccheri e nessun conservante» suggerisce Giulini Neri. «Certo, la merendina non va demonizzata, ma deve essere consumata solo saltuariamente.

 

Insomma, può essere l’eccezione e non la regola, perché pur avendo un’alta densità energetica (molte calorie per unità di peso) può avere un basso potere saziante, per cui c’è il rischio che il bambino ne mangi più di una con un eccessivo introito di calorie, grassi e zuccheri rispetto al fabbisogno» aggiunge Laura Censi, nutrizionista del Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’Analisi dell’Economia Agraria - Centro di ricerca per gli alimenti e la nutrizione (CRA- NUT). La merenda ideale comunque è a base di frutta (alternata, per esempio, a yogurt o pane e pomodoro) e dovrebbe fornire circa il 5% delle calorie giornaliere.

 

Frutta e verdura, del resto, non dovrebbero mancare mai nel carrello della spesa. Ma purtroppo sono le grandi assenti dall’alimentazione dei bambini. Più in generale, poi, ben vengano tutti gli altri ingredienti tipici della dieta mediterranea: pasta e altri prodotti a base di cereali, legumi, da alternare a tavola, come fonte proteica, con il pesce, le uova, i formaggi e la carne. Il problema è che i genitori, dopo i primi rifiuti, si scoraggiano, e per non trasformare ogni pasto in una piccola grande battaglia, spesso smettono di proporre frutta, verdura e legumi ai propri figli.

 

«Ma è fondamentale proporre al bambino anche molte volte un alimento inizialmente rifiutato, perché possa essere accettato e gradito», precisa Censi. Invece, tra un impegno e l’altro, si fa presto a proporre menù ripetitivi, troppo spesso a base di carne. Nella convinzione che una bella fettina in padella sia l’ideale per un bambino.

 

«Ma alla fine i nostri bambini assumono troppe proteine animali. Quindi attenzione a non esagerare con il consumo di carne e formaggi e alle fonti proteiche “occulte”, come la spolverata di formaggio grattugiato sulla pasta e il prosciutto nel panino a merenda», segnala Giulini Neri, ricordando che secondo le tabelle Larn (Livelli di assunzione di riferimento di nutrienti ed energia per la popolazione italiana), il fabbisogno proteico giornaliero per bambini di questa fascia di età è 0,94 grammi per chilo di peso corporeo, che corrisponde grosso modo a 19 grammi al giorno per un bambino di circa 20 kg.

 

«L’eccessiva assunzione di proteine determina un aumento della produzione di tessuto adiposo che causa un precoce adiposity rebound, o rimbalzo dell’adiposità, considerato un indicatore del rischio di sviluppare obesità in età adolescenziale e adulta», precisa Vanotti. In pratica, tipicamente dopo il primo anno i valori dell’indice di massa corporea tendono a diminuire e raggiungono mediamente il valore minimo intorno ai 5-6 anni, prima del successivo aumento fisiologico (adiposity rebound).

 

Un incremento dell’indice di massa corporea prima dei 5 anni indica dunque una precoce inversione della curva di crescita: in altre parole un aumento eccessivo di peso, ed è dunque un campanello d’allarme. «Perché sono ormai noti i rischi connessi all’obesità», puntualizza Davanzo. «Un’alimentazione inadeguata, abbinata alla scarsa attività fisica, conduce infatti a un eccesso di peso che finisce con influenzare negativamente la salute del sistema cardiovascolare, aumenta il rischio di sviluppare diabete, e compromette anche il successo delle interazioni sociali».

 

Allora cosa dovrebbero mangiare?

Le Buone pratiche per l’alimentazione e l’attività fisica in età prescolare, realizzate dall’Unità per la ricerca sui servizi sanitari e la salute internazionale del Burlo Garofolo di Trieste, suggeriscono di variare il più possibile le scelte alimentari per evitare il rischio di squilibri nutrizionali, ma anche per aiutare i bambini a scoprire e apprezzare nuovi sapori.

 

Essenzialmente, il team di esperti consiglia di mangiare ogni giorno 3 porzioni di frutta e 2 di verdura, di fare in modo che a ogni pasto sia presente una porzione di carboidrati (pasta, riso o pane) e un solo alimento proteico, e di variare il tipo di cereali (grano, orzo, avena, farro), consumando anche quelli integrali. Inoltre suggerisce di: aumentare il consumo di frutta (e verdura) e, per riuscire nell’intento, di provare a dare al bambino frutta facile da sbucciare (clementine, banane), o che non si sbuccia (fragole, ciliegie, albicocche, susine…); moderare il consumo di grassi, e prediligere quelli di origine vegetali (meglio l’olio extravergine di oliva del burro); diminuire il consumo di sale, zuccheri semplici e il consumo di proteine (il consiglio vale per tutta la famiglia); alternare le fonti proteiche (animali e vegetali), consumando almeno 2-3 volte alla settimana pesce (ottimo quello azzurro e di piccola taglia). E infine, favorire il consumo di acqua (limitando al contrario l’assunzione di bibite zuccherate), ancor di più quando fa caldo e durante un’attività fisica intensa.

 

É buona abitudine, inoltre, consumare pasti a orari regolari, seduti a tavola tutti insieme, lontano dagli schermi della tv. Non usare il cibo come punizione, ricompensa, consolazione o passatempo. Prediligere la cottura al vapore, al cartoccio, alla piastra, in pentola a pressione che permettono di condire i cibi con olio crudo. E non sottovalutare, infine, che per la promozione della salute le buone abitudini alimentare devono andare a braccetto con una regolare attività fisica. «La giornata dei bambini – raccomanda Giulini Neri - non deve essere scandita dai videogiochi o dalla tv, perché la guerra ai chili di troppo, fin dall’infanzia, inizia dalla promozione di corretti stili di vita, inclusa dunque una riduzione del tempo trascorso davanti al piccolo schermo».

 

Di quante calorie hanno bisogno i bambini di 4-6 anni?


Un bambino di 4-6 anni ha bisogno di circa 1200-1300 calorie nel corso della giornata e di tutti i nutrienti, con un apporto del 10-15% di proteine, del 30% di grassi e del 55-60% di carboidrati. I fabbisogni individuali sono variabili in funzione dell’altezza e dell’attività fisica svolta. 

 

  • Frutta e verdura favoriscono il funzionamento dell’intestino e apportano vitamine e sali minerali, inoltre contengono acqua, per cui consumarne regolarmente contribuisce a mantenere il bilancio idrico. Ai bambini di questa fascia di età si consigliano porzioni di circa 100 grammi.
  • Pasta, riso, patate, pane, orzo, polenta sono fonti di carboidrati (zuccheri) sotto forma di amido, fibre (se sono integrali), vitamine del gruppo B, magnesio. E i carboidrati forniscono energia essenziale per affrontare i piccoli grandi impegni della giornata. Indicativamente si consigliano porzioni di 40-50 grammi.
  • Pesce, legumi, carne, uova, forniscono proteine, che sono i mattoncini essenziali che compongono organi e tessuti del nostro corpo, ferro e vitamine del gruppo B. Indicativamente si consigliano 60 grammi di carne/pesce, 20 grammi di legumi (secchi) e 1 uovo due volte alla settimana.
  • Latte e derivati sono importanti per la formazione delle ossa e dei denti: contengono infatti calcio, proteine, vitamine D, A, B2 e fosforo. Per bambini di 4-6 anni si consigliano due porzioni di latticini al giorno, ovvero una tazza di latte, un vasetto di yogurt, una fetta di formaggio, 50/100 grammi di ricotta.
  • Per quanto riguarda i grassi, sono sufficienti 2-4 cucchiaini di olio al giorno. Ma oltre ai grassi usati per condire, attenzione a quelli presenti negli alimenti confezionati. Meglio evitare i cibi che contengono grassi idrogenati trans (nocivi per il nostro organismo) e olio di palma e di cocco (ricchi di grassi saturi). Per questo è importante leggere le etichette.