Bambino 3-6 anni

Alimentazione del bambino 4-6 anni, le risposte dei PEDIATRI NUTRIZIONISTI ai dubbi delle mamme

 
04 Dicembre 2015
L'alimentazione dei bimbi dai 4 ai 6 anni: ecco i dubbi più comuni delle mamme, con le risposte dei pediatri nutrizionisti Giacomo Cagnoli e Ilaria Giulini Neri del team Nutrimamma di Icans (International center for the assessment of nutritional status) 
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BEVE ANCORA IL LATTE CON IL BIBERON

"Mio figlio, quattro anni, al mattino e alla sera, beve ancora un biberon di latte come la sorellina di due anni. Abbiamo cercato di fargli usare la tazza ma non vuole. Lui vuole il suo biberon! Come faccio?" Cara mamma, il suo bambino probabilmente utilizza il biberon come invio di un segnale preciso: sono piccolo anche io, quindi ho bisogno della stesse attenzioni di mia sorella. Il problema, però, è che l’uso prolungato del biberon è stato associato a un rischio aumentato di sovrappeso ed obesità, in quanto l’atto stesso del succhiare è per il bambino fonte di piacere, quindi tendenzialmente continuerà a farlo anche se non ha più sete o fame assumendo quantità eccessive di latte. Le attuali indicazioni consigliano di non superare i 24 mesi nell’uso del biberon, che deve essere sostituito dalla tazza. Le consiglio quindi di procedere a questo passaggio anche per la sorellina di 2 anni, in modo da renderlo più facile per entrambi.

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MANGIA SEMPRE LE STESSE COSE

"Mio figlio di 4 anni vuole mangiare sempre le stesse cose (pasta in bianco con formaggio, pasta con legumi passati e latte); non vuole assaggiare né carne né pesce né latticini. Avete qualche consiglio?" Cara mamma, credo che l’unico modo sia quello di armarsi di pazienza e insistere gentilmente, proponendo e riproponendo gli alimenti, magari rendendoli più appetibili studiandone forme e colori; ricordi che i bambini spesso si rendono conto di avere in scacco i genitori sul tema alimentazione, e che la neofobia (paura degli alimenti nuovi) è una fase normale della crescita, che va superata con il buon esempio dei genitori in quanto a varietà dell’alimentazione, possibilmente in corso di alimentazione complementare.

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MANGIA SEMPRE TRANNE CHE AI PASTI

"Mio figlio, quattro anni, durante il giorno mi dice sempre che ha fame e mi chiede qualcosa da mangiare. Io spesso lo accontento, però poi arriva a cena e mi dice che non ha fame e non mangia quasi niente. Ho provato a non dargli spuntini, ma si mette a piangere e fare i capricci e così cedo". Cara mamma, la corretta ripartizione dei pasti per un bambino comprende lo spuntino di metà mattina e la merenda di metà pomeriggio: lei non scrive se il suo bambino le assume. In caso negativo, la invito a regolarizzare l’alimentazione di suo figlio introducendole. >>>CONTINUA>>>

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>>>CONTINUA>>> In caso positivo, è possibile che tali pasti non abbiano la densità calorica corretta e che il suo bambino abbia ancora fame. Le ricordo che come spuntino può proporre pane, burro e marmellata (a ridotto tenore di zuccheri), oppure crackers e frutta fresca di stagione; come merenda invece crackers, pane, biscotti o yogurt. Al contrario, è controproducente dare frequenti fuori pasto perché inevitabilmente riducono l’appetito e rischiano di condurre ad un eccessivo intake calorico.

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CARBOIDRATI A PRANZO E A CENA

"Ciao a tutte volevo sapere se date ai vostri bambini il primo (cioè carboidrati) sia a pranzo sia a cena? Il mio pediatra mi ha detto che è ancora presto. Per togliere i carboidrati. I bimbi hanno uno quattro anni e una 18 mesi". Cara mamma, l’alimentazione del bambino in crescita deve essere molto varia e molto energetica per fornire i substrati all’organismo in evoluzione. I carboidrati rappresentano la prima fonte di energia utilizzabile da parte del nostro organismo, e in una dieta bilanciata deve essere garantita una costante presenza di questi elementi; per questo si consiglia un numero da 3 a 5 porzioni di cereali da assumere durante la giornata, considerando anche la colazione e gli spuntini. >>>CONTINUA >>>

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>>>CONTINUA >>> Va da sé che la presenza del primo a pranzo e a cena è cosa consigliata, magari alternando il tipo di carboidrato che fornisce: per esempio, oltre alla solita pasta, può preparare orzo, farro, riso o sbizzarrirsi con cereali ancora differenti.

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LEGUMI

"È vero che un piatto di cereali e legumi equivale a una fetta di carne per apporto di proteine? Quante volte alla settimana dare i legumi? Quali legumi bisognerebbe privilegiare?" Cara mamma, i legumi sono la fonte più importante di proteine di origine vegetale, tanto che sono sempre stati definiti “carne dei poveri” proprio per la loro somiglianza con gli alimenti di origine animale; tuttavia, un piatto di legumi non è totalmente assimilabile ad una porzione di carne, dato che le proteine in essi contenute hanno un minore valore biologico, non contenendo tutti gli aminoacidi essenziali di cui un organismo ha bisogno. >>> CONTINUA >>>

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>>> CONTINUA >>> Un buon metodo per completare questa piccola mancanza, è associare ai legumi un piatto di cereali, che hanno sufficiente quantità dei suddetti aminoacidi. In un’alimentazione corretta, si consiglia il consumo dei legumi 3-4 volte a settimana, in sostituzione di altre di altre fonti proteiche. E’ buona norma variare il tipo di legumi assunti anche a seconda delle abitudini familiari, tenendo conto che le lenticchie sono le più ricche in ferro, mentre i lupini sono i più proteici.

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PESCE: QUALI TIPI PREDILIGERE

"E’ vero che è meglio dare al pesce azzurro? Quali tipi in particolare?" Cara mamma, il pesce è un alimento fondamentale nella nostra dieta per l’apporto di acidi grassi polinsaturi, vitamine e minerali in esso contenuti. Con il termine di pesce azzurro si intendono, anche se non si tratta di una classificazione scientifica, i pesci caratterizzati da una colorazione blu scuro del dorso e argentea del ventre, generalmente di piccole e medie dimensioni; il pesce azzurro è fonte di proteine ad alto valore biologico ed è un alimento facilmente digeribile dal nostro organismo. Fornisce un grande apporto di minerali (soprattutto calcio, fluoro, ferro e fosforo), iodio e acidi grassi polinsaturi (omega 3), indispensabili per lo sviluppo del sistema nervoso centrale e per la protezione del sistema circolatorio.

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>>> CONTINUA >>> Rispetto agli altri pesci hanno un contenuto minore di sostanze inquinanti quali metilmercurio, quindi sono da prediligere; tra i pesci azzurri, si consiglia il consumo di acciuga, sgombro, sardina, aguglia.

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UOVO

"Quante volte alla settimana posso dare l’uovo? E qual è il modo migliore di cucinarlo per i bambini?" Cara mamma, l’uovo è molto importante nella dieta poiché fornisce proteine ad alto valore biologico, minerali ed acidi grassi insaturi, fondamentali per la crescita dei bimbi; tuttavia, i Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia per la popolazione italiana (LARN) ne consigliano l’assunzione solo 1 volta alla settimana, in sostituzione di altri alimenti proteici, per l’alta concentrazione di trigliceridi e colesterolo. Per mantenere una buona sicurezza alimentare, sarebbe opportuno proporre l’uovo cotto (sodo, frittata…); nel caso in cui conoscesse la provenienza e fosse sicura della genuinità delle uova, potrà proporre anche l’uovo alla coque.

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TONNO IN SCATOLA

"I bambini possono mangiare il tonno in scatola?" Cara mamma, nonostante il pesce rappresenti un alimento fondamentale nell’alimentazione di grandi e piccoli, ci sono comunque delle specie da prediligere che sono in particolare i pesci azzurri (acciughe, aguglie, sgombri, sarde); il tonno, per le sue grandi dimensioni, è un pesce che risente del processo di biomagnificazione, ovvero l’accumulo di sostanze tossiche dovuto al fatto che si nutre di pesci più piccoli (già a loro volta inquinati), moltiplicando l’effetto nocivo delle sostanze in essi contenute. Il tonno in scatola, poiché giovane, risente meno dell’accumulo di metilmercurio ed è quindi più sicuro, anche se in alcuni paesi viene sconsigliato fino ai 3-6 anni.

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MEGLIO IL GELATO CONFEZIONATO O QUELLO ARTIGIANALE?

"Ci sono mamme che sostengono che il gelato confezionato alla fine sia più sicuro di quello artigianale. E’ vero? Può essere una merenda estiva?" Cara mamma, il gelato confezionato differisce da quello artigianale per la quantità maggiore di aria che lo rende più cremoso; è sicuramente un prodotto sicuro, e sempre più spesso fatto anche con ingredienti di buon livello, ma spesso contiene latte in polvere al posto di quello fresco, succhi di frutta in luogo della frutta fresca, grassi vegetali idrogenati, e altre sostanze (oltre ai conservanti) come coloranti, additivi per emulsionare meglio la miscela, stabilizzanti e aromi per sopperire alla mancanza di frutta e degli altri ingredienti base e rendere il prodotto più gustoso. >>> CONTINUA>>>

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>>> CONTINUA>>> In genere nessuno degli additivi usati nei gelati industriali può definirsi pericoloso o anche solo sospetto. Allo stesso modo, le miscele dei semilavorati da cui partono i gelatieri per produrre il gelato artigianale possono essere di altissima qualità ma possono anche essere fatte di ingredienti scadenti, magari uniti ad additivi usati solo per fare massa. Si tratta, quindi, di due alternative valide, ma sicuramente un gelato artigianale di qualità rappresenta un prodotto più genuino rispetto a quello confezionato. Dal punto di vista nutrizionale una porzione di gelato, preferibilmente alla frutta, può essere un’ottima alternativa per la merenda estiva.

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A SCUOLA NON MANGIA

"Le maestre dicono che mia figlia a scuola non mangia. Lei dice che il cibo della mensa è cattivo. Così si trattiene e quando esce ha una fame da lupi. Non è giusto però perché dovrebbe mangiare a pranzo. Le altre mamme dicono che i loro figli mangiano senza problemi. Io non so cosa fare per convincerla a mangiare anche se le cose non le piacciono tanto". >>>> CONTINUA>>>>

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>>> CONTINUA >>> Cara mamma, il rifiuto del cibo della mensa è argomento noto e comune tra i bambini in età prescolare. I sapori differenti a quelli di casa e il distacco dalla famiglia favoriscono questo stato di disagio e ansia da parte dei piccoli; mi sembra di capire dalle sue parole che sua figlia stia manifestando proprio una difficoltà in questo senso, considerando che gli altri bimbi mangiano senza problemi. E’ importante che lei provi ad invogliare la bimba ad andare volentieri a scuola, manifestando lei stessa un atteggiamento di serenità: solo in questo modo potrà aiutare la piccola a sentirsi a suo agio in un nuovo ambiente! Inoltre, il parere della mamma sul cibo è imprescindibile, quindi provi a parlare tranquillamente e con entusiasmo della mensa scolastica, avrà sicuramente un effetto positivo sull’accettazione da parte di sua figlia; in questo potrà senz’altro trovare un valido alleato nelle maestre.

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NON MANGIA VERDURE

"Mio figlio, quattro anni e mezzo, non ne vuole sapere di mangiare, ho cercato di inventarmi qualcosa ma non c’è verso. Aiutatemi." >>>CONTINUA>>>

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>>>CONTINUA>>> Cara mamma, tutti i bambini attraversano fasi della crescita in cui il rifiuto di alcuni cibi sembra essere insuperabile e frutta e verdura non fanno eccezione. Innanzitutto sappia che generalmente sono fasi transitorie, che normalmente passano con il tempo; la buona abitudine familiare di consumare verdure ad ogni pasto farà da esempio per il bambino! I nostri piccoli sono molto attratti dal colore e dal gioco, quindi proporre piatti divertenti con simpatia e buon umore sarà fonte di scoperta per i bimbi: provi dunque ad accostare colori vivaci per invogliare suo figlio, magari proponendo composizioni accattivanti nel piatto. Se proprio non vuole sentire ragioni, può sempre tentare di nascondere le verdure in un piatto principale, preparando ad esempio una pasta con i broccoli o dei peperoni ripieni; in questo modo sarà più semplice conquistare i gusti difficili di suo figlio!

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OLIO O BURRO?

"Meglio usare o burro nelle ricette per bambini?" Cara mamma, il condimento migliore a tutte le età della vita è senza dubbio l’olio extravergine di oliva; tale alimento è costituito principalmente da lipidi, tra cui è importante sottolineare l’importanza degli acidi grassi insaturi (mono e polinsaturi). In esso sono inoltre naturalmente presenti vitamine liposolubili, tocoferoli e beta-carotene, che ne determinano le proprietà antiossidanti. E’ importante sapere che il condimento con olio va effettuato a crudo: l’utilizzo di olio fritto invece ne denatura le proprietà, vanificandone così gli effetti benefici.

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OLIO DI OLIVA

"Cosa pensate dell'uso dell'olio oliodi oliva? Lo utilizzate anche per friggere? Credete che sia buono anche per l'alimentazione di un bambino di 4 anni?" Cara mamma, l’olio extravergine di oliva (EVO) per il contenuto di acido oleico (un acido grasso monoinsaturo) rappresenta sicuramente il miglior condimento nella preparazione degli alimenti. L’olio EVO deve essere di alta qualità, ottenuto da spremitura delle olive eseguita con procedimenti esclusivamente meccanici e in assenza di processi chimici. L’olio EVO ha un punto di fumo sufficiente per la frittura; questo parametro è fisicamente determinato dal livello di saturazione degli acidi grassi e dal quantitativo di acidi grassi liberi. >>>CONTINUA>>>

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>>>CONTINUA>>> Lo strutto, gli oli raffinati e/o di semi e/o idrogenati vantano una resistenza maggiore alle alte temperature, ma dal punto di vista nutrizionale stiamo palando di alimenti ricchi in acidi grassi saturi e con un impatto negativo sulla salute. Detto questo, le ricordo che i fritti dovrebbero essere limitati nella dieta di bambini (e anche di adulti), privilegiando modalità di cottura al forno e al vapore che garantiscono maggior leggerezza agli alimenti e quindi un’assunzione inferiore di grassi nella dieta.

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MERENDA DOPO LA SCUOLA

"Che dare ai figli come merenda dopo la scuola?" Cara mamma, la merenda del pomeriggio è un pasto necessario per i bambini in crescita, e deve rappresentare circa il 10% dell’energia totale assunta durante la giornata. Le possibilità sono diverse, ma in linea generale deve comunque trattarsi di uno spuntino leggero e ricco in carboidrati a rapido utilizzo, per fornire le giuste energie per interrompere il digiuno tra pranzo e cena. Ideale sarebbe un frutto di stagione con yogurt, che può essere sostituito da fette biscottate con marmellata, merendine non farcite, dolci fatti in casa con pochi zuccheri o biscotti secchi e frollini; può anche pensare di proporre merende “salate”, cioè composte da pane con creme di verdure o con olio extravergine di oliva, o infine grissini o cracker.

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TROPPE MERENDE DOLCI FANNO MALE?

"Anche i vostri piccoli mangiano tante merende dolci? I miei sì, ma ho paura che troppe facciano male. Però in compenso mangiano anche tanta frutta e tante carote. Può essere utile?" Cara mamma, se per merende dolci intende le merendine confezionate le confermo che sono sicuramente prodotti da evitare o comunque limitare fortemente nell’alimentazione dei bambini. Diverso è invece il discorso delle merende dolci “casalinghe”, per esempio torte o dolci fatti in casa, pane e marmellata, yogurt, frutta fresca di stagione, che garantiscono il giusto apporto di zuccheri e grassi di alta qualità nutrizionale, senza l’aggiunta di conservanti, coloranti o additivi chimici. Sicuramente è apprezzabile che i suoi bambini mangino alimenti salutari come frutta e carote, ma questo non può costituire un “compenso” all’abuso di merendine confezionate!

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CARENZE DIETA VEGETARIANA

"Quali sono le carenze ai quali possono andare incontro i bambini vegetariani? Come prevenirle?" Cara mamma, la dieta vegetariana nei bambini è possibile, anche se rischia di mancare di alcuni nutrienti essenziali per la crescita se non ben ponderata. Innanzitutto, è importante fornire un’adeguata quantità di proteine (di cui sono ricchi gli alimenti di origine animale) sostituendo la carne con cibi vegetali altamente proteici quali i legumi. Negli alimenti di origine animale è inoltre presente la vitamina B12, che si riscontra solo in quantità trascurabile negli alimenti vegetali; per questo è importare fornire una sua supplementazione tramite complessi vitaminici. E’ presente inoltre per i soggetti vegetariani il rischio di carenza di ferro per la minore biodisponibilità di questo minerale negli alimenti vegetali; si consiglia quindi largo consumo di legumi, spinaci, frutta secca e cereali. >>>CONTINUA>>>

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>>>CONTINUA>>> Infine, è giusto ricordare l’importanza dell’assunzione degli acidi grassi polinsaturi presenti soprattutto nel pesce: sarà quindi prioritario assumere fonti alternative come olii vegetali, frutta secca e uova. Per il rischio di carenze nutrizionali raccomandiamo ai genitori che vogliano proporre un’alimentazione vegetariana ai figli di affidarsi ad un nutrizionista esperto che possa seguire la dieta del bambino e consigliare eventuali integrazioni.

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VEGETARIANI MENO GRASSI. "E’ vero che i bambini vegetariani hanno meno rischio di diventare grassi?" Cara mamma, in realtà la dieta vegetariana non è sinonimo di dieta meno calorica; da una parte è infatti limitato il consumo di grassi animali, ma dall’altra bisogna tenere conto che il consumo calorico viene compensato da un largo introito di carboidrati e di grassi vegetali. E’ vero però che in linea di massima, chi sceglie la dieta vegetariana è un soggetto particolarmente attento all’alimentazione, e per questo le capiterà di notare che più spesso riesce a mantenere un peso adeguato. Chi sceglie invece di passare alla dieta vegetariana pensando in questo modo di dimagrire, fa un grosso errore: senza conoscere come ripartire l’assunzione dei macronutrienti durante la giornata si possono commettere degli sbagli che portano ad un aumento di peso!

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CAFFE' D'ORZO

"Mio figlio da piccolino ha sempre mostrato di gradire l'odore del caffè. Noi ovviamente non glielo diamo, ma gli preparo in una tazzina un po’ di caffè d’orzo solubile e lo gradisce molto. In più lui non beve il latte ma, mettendoci l'orzo solubile, sembra gradirlo di più. Faccio bene?" Cara mamma, il cosiddetto “caffè d’orzo” è particolarmente adatto ai bambini, soprattutto per aromatizzare il latte che bevono perché è privo di sostanze eccitanti e ricco di sali minerali quali fosforo, potassio, magnesio, ferro, calcio, silicio e zinco, e vitamine del gruppo B. Può quindi considerarlo un valido “surrogato” del caffè che prendiamo noi adulti per la dieta di suo figlio.

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BAGNO DOPO MANGIATO, SI' O NO

"Ogni estate sempre lo stesso problema. Andiamo al mare e io non so se/quanto tempo devo aspettare per il bagno dopo mangiato per il rischio congestione". Cara mamma, questo è un dilemma che attanaglia molte mamme, divise tra le richieste e i capricci dei bimbi e le regole “delle nonne”. Il rischio che il bambino corre nel fare il bagno durante la digestione è la cosiddetta “congestione”, cioè il collasso determinato dal sequestro di sangue a livello dell’apparato digerente. Io consiglio di attenersi a regole di buon senso: è, infatti, fondamentale aspettare che la digestione termini prima di tuffarsi in mare o in piscina, soprattutto se l’acqua è fredda. Le tempistiche di attesa variano a seconda di ciò che si è mangiato: da un’ora per uno spuntino di frutta, a tempi più lunghi dopo la colazione o il pranzo (due ore e mezza-tre ore).

BEVE ANCORA IL LATTE CON IL BIBERON

"Mio figlio, quattro anni, al mattino e alla sera, beve ancora un biberon di latte come la sorellina di due anni. Abbiamo cercato di fargli usare la tazza ma non vuole. Lui vuole il suo biberon! Come faccio?" Cara mamma, il suo bambino probabilmente utilizza il biberon come invio di un segnale preciso: sono piccolo anche io, quindi ho bisogno della stesse attenzioni di mia sorella. Il problema, però, è che l’uso prolungato del biberon è stato associato a un rischio aumentato di sovrappeso ed obesità, in quanto l’atto stesso del succhiare è per il bambino fonte di piacere, quindi tendenzialmente continuerà a farlo anche se non ha più sete o fame assumendo quantità eccessive di latte. Le attuali indicazioni consigliano di non superare i 24 mesi nell’uso del biberon, che deve essere sostituito dalla tazza. Le consiglio quindi di procedere a questo passaggio anche per la sorellina di 2 anni, in modo da renderlo più facile per entrambi.
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