alimentazione

10 regole per rieducare i bambini schizzinosi a tavola, dell'Ospedale Bambin Gesù

Di Emilia Giudici
16 ottobre 2015
Molti bambini si rifiutano di assaggiare cibi nuovi, vogliono sempre le stesse cose e spesso rifiutano quasi completamente le verdure. Questo comportamento è anche detto "selettività alimentare" e crescendo può portare a disturbi alimentari più importanti. Per questo l'ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma ha messo a punto un decalogo di regole per aiutare i genitori a stimolare i piccoli ad assaggiare e amare il cibo. Inoltre l'ospedale ha aperto anche uno sportello telematico chiamato "Mio figlio non mangia" per aiutare le famiglie con figli soggetti a disturbi alimentari.
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1. Voi adulti siete il modello. Date il buon esempio. Il bambino è influenzato a livello sociale nella scelta degli alimenti e tende a mangiare per imitazione. In questo ambito la famiglia ricopre un ruolo cruciale come modello.

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2. Riproponete più volte un alimento. Il consumo ripetuto di un alimento aumenta il gusto del bambino per l'alimento stesso. E' importante non presentare lo stesso piatto in maniera continuativa, ma farlo a distanza di tempo per non generare noia. Sulla tavola devono essere proposti sempre tutti gli alimenti, compresi quelli non graditi dal piccolo, cucinati in maniera differente.

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3. Non costringete ad assaggiare con la forza. L'assaggio forzato può accrescere l'avversione del piccolo. Anche proporre un premio a seguito dell'azione (es: "mangia tutte le verdure nel piatto e poi avrai il gelato") non porta il bambino a consumare volontariamente il cibo, piuttosto a sovralimentarsi solo per ottenere il premio.

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4. L'orario del pasto deve essere rispettato. Il pasto deve essere un momento ben preciso della giornata: è opportuno che tutta la famiglia mangi alla stessa ora e alla stessa tavola.

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5. Vietate giochi e televisione quando si mangia. Il pasto è un momento importante, non sono concesse distrazioni. Occorre invitare il piccolo a spegnere la televisione e ad allontanare i giochi. Quindi lasciarlo libero di sperimentare e conoscere gli alimenti presenti sulla tavola.

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6. Stimolate la curiosità. Il rifiuto di alcuni alimenti si accompagna spesso al rifiuto ad assaggiare; per portare i ragazzi a provare il sapore di un cibo è necessario stimolarne la curiosità attraverso i sensi: dalla conoscenza alla sperimentazione.

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7. Portatelo a fare la spesa con voi. Mamma e papà possono lasciarsi aiutare dal proprio figlio nella scelta degli alimenti da acquistare. Rendere partecipe il bambino nel momento della spesa lo farà sentire padrone delle proprie scelte.

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8. Coinvolgetelo in cucina. Il bambino deve poter prendere confidenza con ciò che ha scelto al supermercato attraverso i 5 sensi in un percorso di amicizia con il nuovo: lavare, sbucciare, tagliare e inventare ricette insieme a mamma e papà per essere invogliato a gustare le proprie creazioni.

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9. Insegnategli ad assaggiare quello che cucinate insieme. Dopo aver preparato insieme il piatto, mangiare qualcosa che il bambino ha visto nascere e che ha conosciuto in tutte le fasi di preparazione, può rassicurarlo e fargli vincere la neofobia. Se ciò non accade, non forzarlo nell'assaggio, ma riproporre nel tempo e più volte il cibo non amato, in modalità diverse.

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10. Rendete la cucina divertente. Prendete un cappellino da chef e rendete partecipe il bambino. Il tempo giocherà a favore di tutta la famiglia.

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1. Voi adulti siete il modello. Date il buon esempio. Il bambino è influenzato a livello sociale nella scelta degli alimenti e tende a mangiare per imitazione. In questo ambito la famiglia ricopre un ruolo cruciale come modello. | alamy