Alimentazione corretta

Cibo spazzatura: 10 strategie per convincere un bambino o un ragazzo ad alimentarsi in modo più corretto

cibospazzaturabambina
01 Ottobre 2018
Cibo spazzatura o junk food: comunque lo si vuol chiamare, ai nostri figli piace tanto e pare non ci sia modo per convincerli a convertirsi ad abitudini alimentari più sane. Quali tattiche possono funzionare? Ecco 10 strategie suggerite da Rosalinda Cassibba, ordinaria di psicologia dello sviluppo dell’Università di Bari
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Prima regola: dare il buon esempio; seconda: non comprare certi cibi; terza: non presentare troppe alternative a tavola. Queste alcune delle strategie per far tornare i nostri bambini ad un’alimentazione più corretta e genuina.

 

1. Essere di esempio


I bambini che si alimentano in modo più sano sono quelli che sono stati abituati a mangiare in modo più sano. Se noi per primi pasteggiamo a bibite gasate e zuccherate, non possiamo assurgere a sostenitori del ‘certe bibite fanno male e devi bere solo acqua’. Il detto ‘predichi bene e razzoli male’ ci si ritorcerebbe subito contro.

2. Non riempire la dispensa di junk food


Perché possa essere consumato, il cibo spazzatura deve essere presente in casa. È vero che i nostri bambini non mangiano solo a casa e, soprattutto quando diventano più grandicelli e fanno le prime uscite con gli amici, è difficile che dicano di no quando tutti si comprano le patatine. È anche vero però che non escono con gli amici tutti i giorni e le loro abitudini si impostano principalmente a casa: se aprono la dispensa della cucina e trovano l’imbarazzo della scelta tra snack poco salutari, come possiamo pretendere che la richiudano, magari esclamando pure ‘bleah, non mi piace’? Riempiamo piuttosto il frigorifero di  yogurt di tutti i gusti o altre merende sane: dopo aver storto il muso con un: ‘in questo frigo non c’è niente!’, perlustreranno meglio e alla fine troveranno quel che aggrada loro. Una volta invertita la rotta e instaurata la buona abitudine, il più è fatto.

3. Non far circolare cibo sul divano di casa


I bambini hanno spesso l’abitudine di mangiare mentre stanno davanti alla tv o al tablet. È una consuetudine sbagliata perché, presi dal video, non si rendono neanche conto di quel che stanno mangiando e tendono a consumare certi cibi non come scelta ma come passatempo associato ad un’abitudine: un binomio che, una volta creato, non si riesce a spezzare tanto facilmente.

 


E poi c’è un altro aspetto da considerare: tra tv e internet, i nostri figli assorbono tanti messaggi pubblicitari e stili alimentari, spesso proposti da youtuber popolari che esercitano molto appeal: un motivo in più per sorvegliare quel che i ragazzi guardano quando sono davanti a tablet o smartphone ed esser pronti a fare da filtro.

4. Resistere alla tentazione dei mix pratici e comodi


Diciamo la verità: assai spesso certe soluzioni industriali ci fanno comodo. Piuttosto che impazzire a realizzare con le nostre mani una merenda sana ed equilibrata, con il tempo risicato che abbiamo ogni giorno ci viene tanto più comodo offrire loro certi snack ‘combinati’ che, a quel che raccontano le pubblicità, offrono il giusto mix di… Una possibile alternativa è preparare qualcosa nel weekend e, se necessario, congelarla per poi scongelare singoli pezzi durante la settimana. Certo, è più laborioso, ma una volta individuate ricette facili che a loro piacciono, la soddisfazione ci ripagherà della fatica

5. Chiedere la collaborazione della scuola


Sono tante le scuole che stanno aderendo a progetti, spesso anche ministeriali, per portare tra i banchi merende più sane. A volte è la stessa scuola che fornisce frutta (come il progetto “Frutta nelle scuole”), altre volte l’istituto stabilisce una sorta di calendario che impone a tutti gli alunni di avere in determinati giorni la stessa tipologia di merenda. L’adesione collettiva è fondamentale affinché il bambino non si senta ‘da meno’ a portare una merenda sana mentre il compagno di banco gusta un bombolone fritto!

6. A tavola non offriamo mille scelte


Se per oggi abbiamo previsto legumi, rendiamoli più appetitosi facendoli in insalata con pomodorini e mais, in polpette (da fare in quantità più abbondante e mettere in congelatore per i periodi ‘di magra’) o in vellutata: ma se legumi abbiamo previsto, legumi si mangiano. Senza chiedere al bimbo: ‘vuoi i legumi o ti faccio…’? E’ un vicolo cieco nel quale ci infiliamo da sole, perché nessun bambino ci risponderà ‘non preoccuparti, mamma, mangio i legumi’. Dice che non ha fame? Rispondiamogli con candore che può capitare e mangerà al pasto successivo. Vigiliamo però che nel frattempo non compensi il suo appetito con porcherie di ogni genere!

7. Variamo nella proposta


Alcuni bambini dicono che non gradiscono la verdura, ma magari è un certo tipo di verdura che non amano. Proviamo a variare la proposta e ad assecondare i loro gusti: se è no per i carciofi, saranno ben accette le zucchine o le carote. Allo stesso modo, non siamo ripetitivi: va bene che ci ha detto che gli piace la zucca, ma non gliela facciamo trovare nel piatto tutti i giorni!

8. Sempre no, ma una tantum sì


I cibi spazzatura faranno male, ma sono così saporiti! E sarebbe davvero una tortura per il bambino non mangiarli ‘mai più’, soprattutto perché certi cibi sono per così dire parte integrante di certi contesti. Se tutti i giorni non ci sogneremmo mai di fargli fare la merenda con una bustina di pop corn, quando va al cinema con gli amichetti non glielo possiamo vietare: sarebbe una crudeltà inutile. L’importante è che sia chiaro che si tratta di un’eccezione, da riservare alle situazioni speciali.

9. Quando sono più grandi, sfruttiamo la scienza!


Quando diventano più grandicelli e cominciano a studiare a scuola gli elementi nutritivi e le proprietà degli alimenti, possiamo coinvolgerli nella scelta della spesa e nella lettura delle etichette: essere protagonisti della decisione li renderà più consapevoli del perché poniamo loro dei divieti su certe bevande o alimenti.

10. Cuciniamo insieme


Prepariamo insieme un dolce, lasciamogli creare un piatto colorato con le verdure o infilzare degli spiedini a base di frutta di stagione e prodotti dell’orto, inventiamoci condimenti per la pasta più salutari: si sentiranno ‘grandi’ ad essere finalmente coinvolti in cucina come i grandi. E a tavola saranno orgogliosissimi di presentare le loro creazioni e di gustarle insieme agli altri membri della famiglia.