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Coldiretti: la lista dei 15 cibi più pericolosi

supermercatofruttaverdura
24 Ottobre 2017
La Coldiretti ha appena pubblicato sul suo sito la lista dei cibi più pericolosi in commercio in Italia e in Unione Europea. L'occasione è stato il dossier presentato al Forum Internazionale dell'Agricoltura e dell'alimentazione di Cernobbio. Nella lista, il pesce dalla Spagna, gli integratori e le arachidi dagli USA e la noce moscata dall'Indonesia.
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Si parte dal pesce spada e dal tonno spagnolo inquinati da metalli pesanti, per poi passare, al secondo posto, agli integratori e ai cibi dietetici con ingredienti non autorizzati dagli Stati Uniti. Che cosa dire poi delle carni di pollo polacche e dei Paesi Bassi? E delle arachidi cinesi contaminate da aflatossine cancerogene?

 

La Coldiretti (Confederazione Nazionale Coltivatori Diretti) ha aggiornato la lista dei prodotti alimentari più pericolosi per la salute in commercio in Italia e in Unione Europea. I dati sono stati presentati nel dossier “La classifica dei cibi più pericolosi” presentato dalla Coldiretti (www.coldiretti.it) al Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’alimentazione di Cernobbio sulla base delle rilevazioni dell’ultimo rapporto Sistema di allerta rapido europeo (RASFF), che registra gli allarmi per rischi alimentari verificati a causa di residui chimici, micotossine, metalli pesanti, inquinanti microbiologici, diossine o additivi e coloranti nell’Unione Europea nel 2016.

 

La black list dei cibi più pericolosi

I CIBI PIU’ PERICOLOSI                             MOTIVAZIONE

  1. Pesce dalla Spagna (96) metalli pesanti in eccesso (mercurio e cadmio)
  2. Dietetici/integratori da USA (93)             ingredienti e novel food non autorizzati
  3. Arachidi dalla Cina (60)                           aflatossine oltre i limiti
  4. Peperoni dalla Turchia (56)                     pesticidi oltre i limiti
  5. Pistacchi dall’Iran (56)                             aflatossine oltre i limiti
  6. Fichi secchi dalla Turchia (53)                aflatossine oltre i limiti
  7. Carni di pollo dalla Polonia (53)               contaminazioni microbiologiche (salmonella)
  8. Nocciole dalla Turchia (37)                     aflatossine oltre i limiti
  9. Arachidi dagli USA (33)                           aflatossine oltre i limiti
  10. Pistacchi dalla Turchia (32)                     aflatossine oltre i limiti
  11. Peperoncino dall’India (31)                      aflatossine e salmonella oltre i limiti
  12. Albicocche secche da Turchia (29)        solfiti oltre i limiti
  13. Noce moscata da Indonesia (25)            aflatossine oltre i limiti, certificato sanitario carente
  14. Carni di pollo dai Paesi Bassi (15)           contaminazioni microbiologiche

Fonte: Elaborazioni Coldiretti dati Rasff 2016

 

Come sottolinea la Coldiretti: "Sono 2.925 gli allarmi scattati nell’Unione Europea con la Turchia che è il paese che ha ricevuto il maggior numero di notifiche per prodotti non conformi (276), seguita dalla Cina (256) e dall’India (194), dagli Stati Uniti (176) e dalla Spagna (171). Si tratta di Paesi con un fiorente scambio commerciale con l’Italia che – denuncia la Coldiretti – riguarda anche i prodotti più a rischio; Nel 2016 sono stati importati dalla Spagna in Italia 167 milioni di chili di pesce in aumento del 5% nel primo semestre del 2017 mentre sono quasi 2 milioni i chili di pistacchi che nel 2016 sono arrivati dalla Turchia che ha esportato in Italia anche quasi 3 milioni di fichi secchi e  25,6 milioni di chili di nocciole che rientrano nella lista nera per elevata rischiosità".

 

Al primo posto troviamo il pesce spagnolo, seguito dagli integratori nordamericani e dalle arachidi cinesi.

Al quarto posto della classifica per numero di allarmi fatti scattare nel 2016  ci sono i peperoni  provenienti dalla Turchia contaminati di pesticidi, mentre i pistacchi provenienti dall’Iran e i fichi secchi dalla Turchia sono fuori norma per la presenza di aflatossine, considerate cancerogene anche dall’Agenzia europea per la sicurezza alimentare (EFSA).

 

Le carni di pollo provenienti dalla Polonia sono state oggetto di allarme per contaminazioni microbiologiche oltre i limiti di legge, in particolare di salmonella. Mentre quelle dei Paesi Bassi per contaminazioni microbiolofiche.

 

All’ottavo posto ancora frutta secca contaminata da aflatossine: le nocciole turche, le arachidi made in USA, ma anche i pistacchi dalla Turchia. Sempre contaminati da aflatossine anche i peperoncini dall’India. 

 

L'Italia è la più green d'Europa

"L’agricoltura italiana – spiega la Coldiretti – è la più green d’Europa con 292 prodotti a denominazione di origine (Dop/Igp), il divieto all’utilizzo degli Ogm e il maggior numero di aziende biologiche, ma è anche al vertice della sicurezza alimentare mondiale con il minor numero di prodotti agroalimentari con residui chimici irregolari (0,5%), quota inferiore di 3,2 volte alla media UE (1,7%) e ben 12 volte a quella dei Paesi terzi (5,6%)".

 

“Non c’è più tempo da perdere e occorre rendere finalmente pubblici i flussi commerciali delle materie prime provenienti dall’estero per far conoscere anche ai consumatori i nomi delle aziende che usano ingredienti stranieri”, ha specificato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che “importanti passi avanti sono stati ottenuti con l’estensione dell’obbligo di indicare la provenienza del riso e del grano impiegato nella pasta ma molto resta da fare perché 1/3 della spesa resta anonima, dai succhi di frutta al concentrato di pomodoro fino ai salumi”.

 

Per approfondire, la black list dei cibi più pericolosi sul sito della Coldiretti