Alimentazione bambini

Se un cibo fa bene, non può essere anche buono. I bambini la pensano così

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22 Maggio 2014
I bambini in età prescolare pensano che un alimento non possa avere due scopi, cioè essere buono e contemporaneamente sano. O è l'uno, o è l'altro. E' questa la conclusione di uno studio della University of Chicago Booth School of Business, che consiglia: "Per far mangiare una pappa al bambino ditegli che è buona e basta. Oppure non dite nulla".
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Non dite ai vostri figli che un cibo è sano e fa bene se volete che lo mangino. Infatti per un bambino di età prescolare un alimento può avere soltanto una qualità: o essere sano o essere buono. Quindi se un genitore per incoraggiare il figlio a mangiare spiega che quella pappa lo renderà forte e intelligente, rischia di ottenere un rifiuto proprio perché il piccolo penserà che se ha queste proprietà salutari non sarà buona.

E' questa la conclusione di uno studio della University of Chicago Booth School of Business.

Il professore Ayelet Fishbach della University of Chicago Booth School of Business insieme a Michal Maimaran della Kellogg School of Management alla Northwestern University, hanno spiegato in un articolo sul Journal of Consumer Research che dicendo ai bambini che gli alimenti li aiuteranno a raggiungere un risultato (come diventare più forti o imparare a leggere) il loro interesse nel cibo diminuisce.

“I bambini in età prescolare tendono a pensare che il cibo non può avere due scopi: non può essere qualcosa che li rende più sani e al tempo stesso qualcosa di buono da mangiare” dice Fishbach. “Quindi, se diciamo che le carote li aiuteranno a crescere o a diventare più intelligenti, loro non vorranno mangiarle. Se vogliamo fargli mangiare le carote, basta dare ai bambini le carote e dire che sono buone, oppure non dire nulla”.

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I ricercatori hanno condotto cinque esperimenti con 270 bambini in età prescolare, durante i quali un ricercatore leggeva storie illustrate che narravano di una bambina che mangiava alcuni alimenti a merenda. In alcune storie era interessata agli alimenti perché le facevano bene, in altre era interessata perché il cibo era gustoso e in altre non si indicava il motivo per cui era interessata agli alimenti.

In ogni caso, i bambini mangiavano di più un alimento quando non era indicato nessun motivo per mangiarlo, oppure quando veniva presentato come gustoso, rispetto a quanto facevano se pensavano che un alimento facesse bene alla loro salute.

“Il nostro studio si è concentrato sui bambini molto piccoli; è importante ricordare che i bambini più grandi possono affidarsi meno al gusto quando devono decidere cosa mangiare, per via di un maggiore autocontrollo” dice Fishbach.

“Del resto, la maggior parte di noi conosce adolescenti che non mangiano più di sei tipi di alimenti, quindi alla fine le loro idee potrebbero essere simili a quelle delle generazioni più giovani”.

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