Ritorno a scuola

Ritorno a scuola: 8 consigli per riequilibrare l'intestino dei bambini

pancinobambini
07 Gennaio 2019
Tra abbuffate e virus intestinali il pancino dei bambini (e non solo quello degli adulti) è stato messo a dura prova durante queste vacanze invernali. Che cosa fare per ritornare a scuola con la giusta grinta e per riequilibrarlo? Mangiare frutta e verdura, preferire cibi leggeri, fare attività fisica e dormire abbastanza sono alcuni dei consigli dei pediatri SIPPS.
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L'Epifania tutte le feste si porta via. Peccato che insieme al tempo libero abbia regalato non solo doni, ma anche qualche chiletto di troppo e non sempre voglia di tornare sui banchi. Tra trasgressioni alimentari, meno attività motoria e vari virus intestinali, il pancino dei più piccini è stato messo a dura prova.

 

 

Dalla Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS) ecco alcuni consigli utili per tornare sui banchi in forma e per “rimettere in sesto” l’intestino dei bimbi.

 

Il consiglio di base: come spiegano gli esperti della SIPPS, l'alimentazione deve essere reimpostata sulla base dei quattro pasti principali, senza digiuni forzati, ma con una ripresa progressiva dell’attività motoria e una cura nella preparazione dei pasti.

 

Cosa fare quindi per rimettere in sesto l'intestino dei bambini?

  1. alimentazione semplice con piatti poco conditi
  2. giusto equilibrio tra alimenti animali e vegetali
  3. rimettere nel piatto frutta e verdura
  4. attenzione alle quantità dei pasti: meglio pasti leggeri e frequenti
  5. consumare meno grassi
  6. attenzione al lattosio
  7. non scordarsi l'attività fisica
  8. attenzione al sonno

“Innanzitutto bisogna seguire un’alimentazione semplice - afferma il Dottor Giuseppe Di Mauro, Presidente SIPPS -, non necessariamente “in bianco”, ma caratterizzata da piatti poco conditi ed elaborati: spaghetti al pomodoro, bistecca o pesce ai ferri, oltre a pasta e fagioli e minestrone. Fondamentale è anche un giusto equilibrio tra alimenti animali e vegetali: sulla tavola devono sempre trovare posto frutta e verdura e se proprio non fossero graditi al bambino, se pure con una perdita delle fibre queste fonti di nutrienti importantissimi possono essere proposte sotto forma di succhi e centrifugati, preparati in casa e consumati al momento”.

 

Attenzione, poi, a quanto si mangia durante la giornata. “In presenza di disturbi – aggiunge il Dott. Piercarlo Salari, pediatra responsabile del Gruppo di Lavoro per il sostegno alla genitorialità della SIPPS - è meglio che siano leggeri e frequenti piuttosto che radi e abbondanti. I grassi devono essere consumati in quantità ridotte per una questione calorica, perché rallentano e appesantiscono la digestione. Se poi l’assunzione di latte dovesse causare meteorismo o diarrea, la motivazione potrebbe essere legata a un deficit anche estemporaneo di lattasi, l’enzima che degrada il lattosio in due zuccheri semplici e più facilmente digeribili. In questo caso si può fare ricorso a un preparato, disponibile sotto forma di integratore alimentare, a base proprio di questo enzima. Se i disturbi dovessero persistere e insinuare il sospetto di una reale intolleranza al lattosio, si può eseguire uno specifico test per la sua conferma. Non dimentichiamo l’importanza che riveste l’attività fisica, vero e proprio stimolo favorevole sulla motilità del tubo digerente, e l’assunzione di preparati probiotici, utili a ripristinare un assetto equilibrato della microflora intestinale. Infine, se si è stravolto il ritmo sonno- veglia sarà opportuno un recupero graduale degli orari tradizionali”.