Apprendimento

Il metodo Arno Stern: dipingere liberamente aiuta i bambini a scoprire i loro talenti

Di Alice Dutto
arnostern
05 Novembre 2015
Pitturare e disegnare senza regole, ma soprattutto, senza il timore di essere giudicati. È il metodo elaborato dall'educatore tedesco Arno Stern, che nel 1949 a Parigi aprì il Closlieu, un atelier interamente dedicato all'arte dei bambini. Il metodo aiuta i bambini a scoprire i loro talenti, a diventare più autonomi e sereni
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In che cosa consiste il metodo Arno Stern, guarda il video

 

Pitturare e disegnare senza regole, ma soprattutto, senza il timore di essere giudicati. È il metodo elaborato dall'educatore tedesco Arno Stern, che nel 1949 a Parigi aprì il Closlieu, un atelier interamente dedicato all'arte dei bambini.

 

La sua impresa nasce da una consapevolezza: “L'atto di tracciare fa parte delle necessità fondamentali dell'essere umano e la predisposizione a quell'atto esiste in ognuno di noi. Il compierlo ci offre un piacere senza limiti” scrisse nel suo libro Felice come un bambino che dipinge (Armando Editore, Roma, 2006).

 

 

I bimbi possono disegnare liberamente, con un educatore presente che li sostiene senza però imporre la sua volontà

 

 

“Il metodo Arno Stern permette ai bambini di liberare le proprie emozioni – afferma Patrizia Pappini, presidente di SOStegno 70 – Consiste in una tavolozza verticale che permette di posizionare dei fogli in modo tale che i bambini possano liberamente disegnare ciò che sentono”.

 

Così dipingere si trasforma nel piacere di lasciare una traccia, un gioco primordiale che si rinnova continuamente. Ma perché questo metodo funzioni bisogna che alcune condizioni vengano rispettate: innanzitutto, quest'attività si deve svolgere in un luogo protetto, con all'interno degli altri individui, che diventano così compagni di gioco e non solo spettatori; infine, è necessario che sia presente un educatore che sostenga i bambini nel loro gioco senza però imporre la sua volontà.

 

“Si mettono dei fogli su una tavolozza verticale e si stimolano i bambini a disegnare – continua Patrizia Pappini – Le tinte devono essere molto dense, per evitare che colino, e il compito dell'educatore è esclusivamente quello di indirizzarli all'utilizzo degli strumenti che hanno a disposizione, colori e pennelli, senza però forzare la loro creatività”.

 

Senza giudizi e voti, i piccoli imparano a conoscersi e ad accettarsi in un clima sereno acquistando anche una maggiore autonomia. Un metodo che talvolta viene usato anche in ambito pediatrico per stemperare le ansie che i bambini possono provare prima di una visita medica. Con un risvolto positivo anche per i genitori, che si sentono più tranquilli se vedono i loro figli sereni.

 

È quanto accaduto per esempio all'Ospedale San Raffaele di Milano dove i disegni realizzati dai bimbi sono stati anche esposti in una mostra. 

 

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