Come gestire le trasferte del papà

Come gestire con i bambini le trasferte di lavoro del papà

Di Mariella Laurenza
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23 Ottobre 2017
I bambini potrebbero vivere male la lontananza dal papà, via per lavoro: ecco perché i genitori devono essere bravi ad affrontare la situazione, che non è sempre facile. Per aiutarli nel loro compito, abbiamo chiesto qualche consiglio ad una psicologa.
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Quando il lavoro chiama, molto spesso non si ha altra alternativa che rispondere: come se questo non bastasse, ci sono alcuni lavori che richiedono trasferte, più o meno lunghe, che portano i papà lontani da casa per un po’. Questa situazione può essere vissuta male dai bambini, che possono soffrirne la lontananza. Sta allora ai genitori imparare a gestire questi momenti per far in modo che i piccoli li vivano nel modo più sereno e tranquillo possibile: abbiamo chiesto alla dott.ssa Anna La Guzza, psicologa, fondatrice e coordinatrice del Centro Psicologico Amamente di Milano, di spiegarci come affrontare e gestire le trasferte di lavoro del papà. Ecco i suoi consigli per i genitori, a partire dal momento in cui devono comunicare la notizia al loro bambino.

 

 

COME COMUNICARE CHE IL PAPA’ STARA’ FUORI PER UN PO’


 

Il primo momento difficile può essere proprio trovare la circostanza adatta per comunicare al bambino che il papà deve partire e che quindi non sarà a casa per un po’. «Qualsiasi sia la notizia da comunicare al proprio figlio – dice la dott.ssa La Guzza - è importante farlo in un momento tranquillo, con la presenza delle persone coinvolte, in modo da dedicargli tutto il tempo necessario, sufficiente a parlarne con calma e cura. Si devono accogliere tutte le preoccupazioni, le emozioni e si deve rimanere sempre disponibili per rispondere a qualsiasi tipo di domanda e bisogno di rassicurazione».

 

 

COME AFFRONTARE LE REAZIONI DEI FIGLI

Il lavoro dei genitori non finisce certo nel momento in cui si dà ai propri figli la notizia. Anche successivamente, la presenza dei genitori è importantissima e deve essere costante. Il loro compito è quello di «stare in ascolto, di anticipare i possibili dubbi del bambino, di accogliere senza mai sminuire pensieri ed emozioni, di rassicurare con dolcezza ogni preoccupazione».

 

COME EVITARE CHE I FIGLI SENTANO IL GENITORE LONTANO

«L’emozione della nostalgia e della tristezza possono essere avvertite dai bambini e dai familiari». Per evitare che il bambino senta il genitore lontano può essere molto utile «mantenere un contatto vivo tramite, ad esempio, frequenti telefonate skype, attraverso l’invio di alcuni disegni o di piccoli pensierini reciproci. Questi piccoli gesti possono aiutare a tollerare la distanza».

 

QUANDO LA FAMIGLIA DEVE RAGGIUNGERE IL PAPA’

«I bambini di oggi hanno bisogno di una famiglia unita attorno a loro, di figure di riferimento solide, presenti e disponibili, di qualità e quantità di tempo trascorso assieme. Il tempo è poco, e spesso si riduce al weekend. Quando ciò non è possibile e le assenze del genitore diventano frequenti e prolungate può essere opportuno ripensare la propria organizzazione familiare, progettandone la riunione o la gestione degli spostamenti affinché ciò non pesi sulle esigenze del bambino».

 

Come accorgersi se il bambino soffre la mancanza del genitore? «I bambini soffrono sempre la mancanza di un genitore, chi più chi meno. È importante osservarli, imparare a conoscerli e apprendere i loro segnali di disagio. Allo stesso modo il nostro ruolo è quello di educarli ad esprimere i loro sentimenti e gli stati d’animo, affinché acquisiscano gradualmente le competenze per dire come si sentono nelle varie situazioni e cercare delle soluzioni per stare meglio».