COME FARE

Come spiegare le mestruazioni ai bambini piccoli

Di Alice Dutto
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27 Febbraio 2019
Risposte veritiere, adatte all'età del bambino e in un clima di serena tranquillità. È questo l'approccio migliore da avere quando i figli, anche molto piccoli, cominciano a fare domande sul tema
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Se vi seguono anche in bagno e hanno visto un po' di sangue sulle mutandine o se è capitato di lasciare in giro un pannolino o una coppetta, è possibile che i bimbi, anche molto piccoli, comincino a fare qualche domanda. Come rispondere in questi casi? Lo abbiamo chiesto a Manuela Genchi, psicoterapeuta cofondatrice di Helpingmama, che spiega: «La cosa migliore è sempre dire la verità, ma con parole adatte all'età dei piccoli».
 

 

Quanto articolare e approfondire la risposta, dipende dalla sensibilità e dalle caratteristiche del genitore: «Non bisogna aver paura di traumatizzarli, ma affrontare con serenità il momento. È molto importante il tono emotivo che si utilizza: la mamma o il papà dovrebbero essere il più tranquilli possibile, dando una risposta semplice e autentica».

 

Se, invece, si è in imbarazzo di fronte a questi argomenti, allora è meglio proteggere la propria intimità per evitare di dover rispondere alle domande dei piccoli. «Questo tenendo però presente che, prima o poi, l'argomento verrà fuori, quindi è meglio comunque prepararsi».

 

Un'alternativa quando si è in difficoltà è quella di prendere tempo: «Si aspetta e ci si fa aiutare, magari dal proprio partner, per affrontare la questione. È comunque importante rispondere alle domande che vengono fatte dai bambini, perché se non rispondiamo noi, cercheranno risposte da altri adulti o dai coetanei».

 

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Anche se sono molto piccoli, è possibile che i bambini riconoscano il sangue e lo associno al dolore. Per questo, se chiedono alla mamma se quello che vedono è sangue, bisogna rassicurarli sul fatto che non si è fatta male. «È giusto confermare che quello che hanno visto sia effettivamente sangue, spiegando però che alle mamme e alle donne grandi succede, ma è una cosa normale, che il loro corpo funziona così. Non è necessario spingersi oltre, perché la loro preoccupazione in quel momento è solo che la mamma non stia bene: una volta rassicurati su questo punto si può cambiare argomento».

Può verificarsi anche il caso in cui il bambino non riconosca il sangue, ma lo veda e chieda che cosa sia. «In questa situazione si può omettere che si tratti di sangue, ma si può dire che sono normali perdite, che hanno le donne grandi».

 

Risposte semplici e coerenti sono sufficienti per il bambino: «I piccoli diventano curiosi solo quando non capiscono o sentono che le risposte dei genitori sono evasive o contraddittorie».

 

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Quando sono più grandi, è possibile che i bambini facciano qualche domanda in più. «A questo punto non è più sufficiente spiegare il funzionamento del ciclo mestruale delle donne. Senza dover fare un trattato, si può dire che la mamma ha delle cellule nel corpo che ogni mese, se non vengono usate, vengono eliminate; se invece vengono usate, si trasformano in un bambino».

 

Già questa risposta potrebbe essere sufficiente per soddisfare la curiosità dei piccoli. «Sono i genitori a dover decidere il livello di approfondimento della risposta: l'importante però è sempre utilizzare un linguaggio semplice, adeguato all'età e un tono sereno».

 

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Al giorno d'oggi c'è un abbassamento dell'età in cui si verifica il menarca, cioè le prime mestruazioni: sempre più spesso avviene già a nove o dieci anni. «Per questo è importante preparare le bambine a questo evento prima che vadano alle scuole medie. Anche perché se non succede a loro, potrebbe accadere a una compagna e quindi già verso la fine delle elementari è bene spiegare tutto il processo mettendo l'accento sul fatto che sia una cosa bella, che vuol dire che stanno crescendo e che il loro corpo funziona bene».

 

Dal discorso non devono essere esclusi i maschi: «Con loro bisogna instaurare un dialogo, rispondendo alle loro domande. Gli si spiega che cosa succede e gli si chiede se hanno capito o se vogliono sapere qualcos'altro. In quel caso, gli si spiega meglio tutto il processo».

 

 

Strumenti utili

Se ci si sente impreparati nell'affrontare la questione, possono essere d'aiuto i libri adatti all'età che sono pensati apposta per sostenere i genitori in questi momenti. Ad esempio, “Così sei nato tu 4-7 anni. Una storia in rima per spiegare come nascono i bambini”, oppure “Così sei fatto tu 5-9 anni. Una storia in rima per spiegare le differenze tra maschi e femmine”, o ancora “Così sei nato tu 7-10 anni. Una storia in rima per spiegare come nascono i bambini”.

 

Per i genitori di adolescenti c'è invece “Tuo figlio e il sesso. Crescere figli equilibrati in un mondo con troppi stimoli”, un libro ricco di storie e consigli pratici per aiutare genitori ed educatori a guidare i più giovani alla scoperta del sesso.