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Educazione: le 7 abilità fondamentali per diventare genitori con autocontrollo

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27 Ottobre 2016 | Aggiornato il 16 Agosto 2018
Date regole chiare, offritegli la possibilità di scegliere, incoraggiateli senza giudicarli, siate empatici davanti ai loro capricci, educateli alle conseguenze senza ricorrere alle minacce e soprattutto siate calmi e amorevoli: se un bambino si comporta male lo fa perché è piccolo e non perché vi vuole mancare di rispetto. Ecco alcune delle competenze disciplinari messe a punto dalla psicologa americana  Backy A. Bailey che vi aiuteranno a crescere senza fatica bambini educati e felici. 
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Educare i figli è uno dei compiti più difficili dell'essere genitore. Ed è facile davanti a un capriccio o a una disobbedienza perdere il controllo o, al contrario, cedere alle richieste di un bambino. Ma per educare bene i figli bisogna che i genitori rinuncino sia agli atteggiamenti punitivi sia a quelli permissivi, entrambi dannosi e poco efficaci. Ma allora quali sono gli strumenti giusti per crescere i nostri bambini?

 

Un aiuto ci viene dalla psicologa americana, esperta di sviluppo ed educazione della prima infanzia,  Becky A. Bailey.  La Bailey  nel suo libro "Facili da amare, difficili da educare" (Feltrinelli)  spiega come i genitori debbano essere per i figli una guida amorevole e trasformare capricci ed errori in momenti di crescita e apprendimento. 

E per far questo bisogna ricorrere alle sette competenze disciplinari fondamentali. 

 

"Per disciplinare i vostri figli in qualsiasi situazione, tutto ciò di cui avete bisogno sono queste sette competenze disciplinari" spiega l'esperta.

 

Vediamole punto per punto:

 

1. Date regole chiare e comprensibili (competenza dell'assertività)

Questa è la competenza più importante che un genitore deve sviluppare. In pratica significa fissare limiti chiari ai figli.

Molti genitori oscillano tra un atteggiamento passivo a uno aggressivo. Cioè i genitori passano spesso dal chiedere ai figli di fare qualcosa ricorrendo a domande equivoche, come ad esempio "cerca di fare il bravo", "puoi metterti le scarpe, per favore?", per poi sfociare in un atteggiamento aggressivo qualora il bambino non rispondesse a queste richieste usando frasi come:  "ecco sei il solito disordinato",  "mi fai sempre impazzire".

Fino a ricorrere a minacce esagerate: "non ti faccio più guardare la tv" o addirittura a punizioni fisiche.

Ma secondo la Bailey non è così che si abitua un bambino a obbedire ai genitori. L'adulto infatti deve innanzitutto avere autocontrollo e concentrarsi bene su quello che il figlio deve fare e comunicarglielo con calma e con affermazioni esplicite.

Da evitare assolutamente: gli ordini in forma di domande retoriche, l'uso del "sei sempre...", "sei il solito..." e il ricorso alle minacce. 

"Se vi dimostrate sicuri e controllati, parlate in tono deciso e usate gesti per trasmettere le informazioni, sarà più probabile che vostro figlio vi obbedisca. Date ordini che contengano informazioni efficaci. E non abbiate paura di esprimere i vostri sentimenti e comunicarli ai figli. Ricordate che le espressioni indirette delle nostre emozioni, es: "guarda cosa mi fai fare!", costituiscono un attacco verso i figli; mentre le espressioni dirette, es. "mi sento arrabbiato, mi sento infastidito..." comunicano con loro. 

Ecco alcuni esempi di frasi assertive: "Dammi le forbici, sono troppo appuntite, potresti farti male."; "Mi arrabbio quando mi interrompi" e non "sei maleducato a interrompere"; "quando non mi ascolti, mi sento irritata" e non "non ti importa nulla di quello che dico, dovresti vergognarti". 

Leggi anche:  Come farsi ubbidire dai figli senza urlare (e perché è meglio)

 

Per essere ancora più efficaci quando date una regola, avvicinatevi a vostro figlio, aspettate che vi guardi e ditegli "Ecco"... e poi spiegategli bene che cosa deve fare.

E quando vi sentite frustrati esprimete i vostri sentimenti direttamente: "Quando tu...., mi sento irritata, infastidita, preoccupata..."

 

2. Fatelo scegliere tra due opzioni (competenza delle scelte)

Abituare vostro figlio a scegliere gli insegna a essere responsabile e gli inculca il valore dell'impegno. Questa competenza si basa sul fatto che quando un bambino sente di avere la possibilità di scegliere farà più volentieri quello che gli chiedete. Ovviamente voi dovete proporre due scelte positive che lo aiutino a fare quello che secondo voi è meglio per lui. 

Ad esempio, se non vuole fare i compiti non dovete dirgli "se non finisci i compiti, poi non guardi la tv". Questo è un tentativo di controllare la sua forza di volontà con un intento punitivo. 

Invece: "Preferisci fare i compiti i camera tua o in cucina? Dove ti trovi meglio?" In questo caso avete predisposto la situazione in modo da aiutare vostro figlio a compiere una scelta positiva. 

"Ovviamente i genitori devono offrire scelte appropriate e non decisioni gravose.

A che ora si va a nanna, cosa si mangia a cena, quando si guarda la televisione, sono, invece, decisioni che prendono solo i genitori!. 

Ai bimbi offrite scelte semplici e adeguate all'età.

 

Ad esempio, al momenti di vestirsi, se il piccolo non vuole fare da solo, potete dirgli: "scegli: puoi mettere la maglietta blu, oppure quella rossa". Al momento di riordinare la stanzetta: "scegli: puoi raccogliere i giocattoli o i vestiti. Cosa preferisci?". Prima di andare a nanna: "Scegli: fai prima la pipì o ti lavi i denti?".

 

Da evitare le scelte fasulle, tipo " Vai a nanna per favore?" , con questa frase il genitore non chiede davvero al bambino se vuole o no andare a nanna. E non offrite mai scelte sulle attività degli adulti: "Vuoi stare con la nonna o con la baby sitter mentre vado al lavoro?", o sulla routine quotidiana. "vuoi mangiare adesso o più tardi?". 

Offrite sempre scelte positive che siano entrambe accettabili. Se il piccolo non risponde ripetete con calma la vostra domanda e quando finalmente risponde, incoraggiatelo con un commento "Hai deciso i pantaloni!". Il commento procura la consapevolezza della sua scelta e svilupperà una maggiore padronanza di sé. 

 

 

3. Descrivete i suoi punti di forza ed evitate le lodi generiche (competenza dell'incoraggiamento)

Un'atmosfera incoraggiante non solo aiuta a crescere sicuri di sé, ma offre benefici neurologici: i piccoli sviluppano un adattamento positivo che si porteranno per tutta la vita. 

L'incoraggiamento positivo si basa sull'osservare i figli senza mai giudicarli. 

Quindi dovete osservare e descrivere quello che fa il vostro bambino evitando giudizi di valore (sei bravo, sei bello...). Potete dire: "Come vai forte sull'altalena, tocchi quasi il cielo" e non: "come sei bravo ad andare in altalena".

Il segreto è descrivere a vostro figlio ciò che vedete e lasciarlo libero di fare una valutazione personale dei suoi sforzi e traguardi.

Ricordate che incoraggiare significa accettare vostro figlio per come è. L'accettazione osserva e descrive. Accettare è la base dell'amore incondizionato, che non avanza pretese. 

 

Si incoraggia dicendo: "Ce l'hai fatta. Sei sceso dallo scivolo con i piedi davanti e sei arrivato tra le mie braccia"; si giudica e non si incoraggia con frasi come: "Che bella scivolata. Bravo".

 

Quindi iniziate la frase con: "Ho notato che", "ce l'hai fatta", e non: "Bravo";

poi descrivete esattamente ciò che vedete, come una videocamera. Infine potete aggiungere un'etichetta (non un giudizio sulla persona) "Bel lavoro!", "sei stato d'aiuto"... 

Evitate le lodi generiche "sei proprio bravo", che non significano nulla e se troppe possono opprimere il bambino e addirittura nuocergli. 

Notate i punti di forza di vostro figlio, i suoi sforzi e i suoi progressi  e portateli alla sua attenzione descrivendoli senza dare giudizi. 

es: "Alla partita di calcio ho notato che prestavi attenzione al gioco mentre dribblavi, bella partita". "Hai tenuto la porta aperta alla nonna. Sei stato d'aiuto", "Hai sparecchiato i piatti dal tavolo, hai collaborato con la mamma!". 

Leggi anche: Loda gli sforzi di tuo figlio, così ne migliori l'apprendimento

 

E ricordate che quando vi ubbidisce dovete farglielo notare con una lode specifica: "Ce l'hai fatta, ti sei vestito da solo!".  Questo gli insegna a rispettarvi. 

 

 

4. Cercate il meglio nelle azioni di vostro figlio anche quando sbaglia (competenza dell'intento positivo)

Dovete prima di tutto considerare che è nella natura dei bambini opporsi ai desideri degli adulti, solo così riescono a formare una loro identità e a comprendere limiti e regole. A questo punto è cruciale come rispondono i genitori a questo loro comportamento negativo. Se, quando il piccolo fa i capricci o commette qualcosa di sbagliato, gli attribuite un intento negativo, rischiate di rendere vostro figlio ancora più oppositivo trasmettendogli sentimenti come: senso di colpa per le sue azioni, insinuandogli che vi sta rendendo la vita più difficile intenzionalmente, evidenziando difetti caratteriali che interiorizzerà nel suo concetto di sé. 

Quando invece attribuite intenti positivi otterrete un numero incredibile di buoni risultati e sarete un esempio di amore incondizionato. Rimproverando o accusando vostro figlio gli insegnate che se sbaglia è cattivo. 

Esempio: vostro figlio arrabbiato allontana da sé il piatto con il cibo. Descrivere l'azione mettendo l'accento sull'intento positivo: "Volevi farmi sapere che hai mangiato abbastanza, così hai spinto via il piatto". Poi dite la regola: "Non puoi allontanare il piatto in quel modo"; infine insegnate: "Quando hai finito di mangiare puoi dire che sei sazio e chiedere il permesso di poterti alzare. Prova a dirlo". Quando vostro figlio ripete il vostro insegnamento, allora incoraggiatelo con una lode descrittiva e abbracciatelo. 

 

Ricordate che quando attribuite intenti positivi a vostro figlio vi sentite più vicini l'uno all'altro. Comportandovi così aprite la strada al pensiero positivo e a un buon esito. Fategli sapere che siete lì per insegnare e non giudicare, non per umiliare e punire. Solo così costruirete un'atmosfera di sicurezza in cui il bambino imparerà volentieri i modi costruttivi per raggiungere i suoi obiettivi. 

E non dimenticate di attribuire intenti positivi a tutti e non solo ai figli, incominciando da voi stessi, attribuite intenti positivi all'automobilista che vi taglia la strada, forse aveva un'emergenza a casa, al commesso scortese, probabilmente ha avuto una brutta giornata, capita a tutti...

 

 

5 Aiutatelo a superare un capriccio (competenza dell'empatia)

Quando empatizzate con vostro figlio, lui si accorge che per voi i suoi sentimenti sono importanti, la vostra risposta empatica alle sue emozioni lo aiuta a sentirsi approvato e ad acquisire fiducia in sé. 

Se percepite il comportamento di vostro figlio come irrispettoso, la vostra capacità di offrire empatia crollerà. Se, invece, percepite i capricci come un segnale del fatto che ha difficoltà ha gestire una delusione, riuscirete a empatizzare. Non dovete mai mettere sullo stesso piano disubbidienza con mancanza di rispetto. 

Quindi come gestire un capriccio? Prima di tutto mantenete il controllo. Poi, anziché cercare di bloccare le scenate, concentratevi sull'aiutare il bambino a superarle. Per far questo rispecchiate la sua rabbia, solo così gli insegnerete a gestirla.

In pratica: mantenendo un tono calmo dovete descrivere il comportamento di vostro figlio, dite quello che vedete e quello che secondo voi sta provando, senza mai giudicare.

 

Ad esempio, se la vostra piccola fa un capriccio, prima di tutto respirate profondamente e pensate "Questo momento è così com'è. Ora devo risolvere il problema con calma", poi descrivete quello che vedete: "Susanna, stai agitando le braccia e le gambe... Tutto il tuo corpo mi sta dicendo che sei arrabbiata", poi: "Sei molto delusa perché volevi fare quella cosa e non hai potuto farla... e non riesci a sopportarlo". A questo punto è probabile che vostra figlia scoppi in lacrime. Abbracciatela e consolatela.

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Se però non vi sentite pronti a rimanere calmi e affrontare il capriccio, la cosa migliore  è allontanarvi, potreste dire a vostro figlio: "Sono troppo agitata in questo momento per aiutarti. Vado di là a calmarmi". 

 

6 Spiegategli cosa succede se sceglie di disobbedire (competenza delle conseguenze)

Quando a un bambino si insegna come comportarsi in una data situazione e lui sceglie di essere indisciplinato, allora bisogna imporre una conseguenza. Davanti a un comportamento volontariamente sbagliato del piccolo non bisogna avere né un atteggiamento permissivo (non permette di imparare dall'errore), né un atteggiamento punitivo (rischia solo di far sentire il bambino in colpa).
Le conseguenze, invece, inculcano nei figli il valore della responsabilità, la capacità di rispondere in modo adeguato alle situazioni. 
Quindi la prima cosa è dire al bambino in modo assertivo che cosa deve fare, offrirgli delle scelte, prospettargli delle conseguenze (che non sono minacce), e, se sbaglia, sostenetelo con empatia ad affrontare le conseguenze (evitando di farlo sentire in colpa, ma anche evitando di soccorrerlo troppo).


Se per esempio volete che vostro figlio giochi fuori per un tempo limitato ecco come potete dire: "Puoi giocare all'aperto fino alle cinque, dopodiché hai due possibilità: entrare o continuare a giocare. Se scegli di rimanere ancora fuori non potrai più uscire per due giorni".
Se il piccolo non obbedisce, fatelo rientrare e applicate le conseguenze ma in modo empatico: "Che peccato! So quanto ti piace giocare all'aperto. Sarà noioso rimanere in casa per due giorni. Puoi scegliere se giocare in camera tua o in soggiorno". Le scelte unite all'empatia sono di grande aiuto. Infine stabilite insieme delle strategie per aiutarlo a comportarsi bene la prossima volta: "Per ricordarti che devi rientrare alle cinque, la prossima volta mettiamo una sveglia, che ne dici?". 

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Applicate le conseguenze con l'intento di essere una guida amorevole per i vostri figli e se sbagliano offrite empatia anziché prediche e sforzatevi di incoraggiare il bambino a trovare delle soluzioni ai loro problemi.

 

7 Siate un modello di calma e autocontrollo (competenza della calma)

Ricordate di essere voi per primi un modello di positività. "I bambini imparano dai vostri comportamenti e credere che possano imparare qualsiasi cosa senza un modello positivo concreto è una follia". 
Quindi dovete voi per primi ritrovare la calma. Se vi trovate in un momento di crisi respirate profondamente e pensate "nessuno può farmi arrabbiare senza il mio permesso", poi: "questo momento è così com'è e va accettato". Queste riflessioni vi aiuteranno a calmarvi e a essere pronti per aiutare i vostri figli ad affrontare emozioni come rabbia e dolore. 
Quindi davanti a un capriccio in macchina mentre si sta andando in vacanza, un genitore che perde il controllo potrebbe dire "Basta, mi state rovinando le vacanze! Torniamo tutti a casa! Contenti?". Un genitore che non vuole perdere l'autocontrollo, invece, fa un respiro profondo e dice: "Ora ci fermiamo un attimo così mi calmo e affrontiamo più serenamente il problema".

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