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Enuresi notturna

Enuresi notturna (pipì a letto), 13 consigli per aiutare i bambini a smettere

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08 Febbraio 2016
Rassicurare il bambino parlandogli delle vostre esperienze, spiegargli le cause, cercare con il piccolo le soluzioni al problema: il sito americano WebMD.com ha stilato 13 consigli per risolvere un episodio del tutto normale ma che può diventare stressante per il bambino e frustrante per i genitori
 

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Fare la pipì a letto fa parte della normale fase di crescita: molti bambini non sono in grado di controllarsi fino ai 3 anni, e generalmente l’enuresi notturna non dev’essere una preoccupazione fino all’età di 6 anni. Ciononostante, quando succede si tratta di un episodio stressante per il bambino e frustrante per i genitori. La famiglia può però intervenire con alcuni accorgimenti per cercare di evitare (o almeno contenere) il fenomeno. Ecco i 13 consigli stilati dal sito americano WebMD.com

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1 Date il vostro supporto al bambino e ricordate: non lo fa apposta

Il piccolo che fa la pipì a letto va rassicurato: non l’ha fatto apposta. E l’enuresi notturna non è (di norma) un segnale di problemi emotive o fisici. Spiegategli che bagnare il letto è normale, molto comune, ma che non succederà tutte le notti e soprattutto non sarà per sempre. E soprattutto resistete all'impulso di rimettergli i pannolini la notte, anche se cambiare le lenzuola ogni giorno può essere stressante.

 (Leggi anche Fa ancora la pipì a letto)

 

2. Raccontategli che anche a voi da bambini capitava...

Spesso l’enuresi notturna ha una storia familiare: se voi o l’altro genitore bagnavate il letto da bambini, è molto probabile che anche vostro figlio lo farà. È importante parlarne, in modo che il bambino sappia che questo problema, a un certo punto, si risolve: voi non fate più la pipì a letto, quindi siete l’esempio vivente che prima o poi si smette. E comunque parlarne condividendo l’esperienza aiuta a far sentire vostro figlio meno imbarazzato.

 

3. Spiegategli le cause

L’enuresi notturna può essere causata da diversi fattori: da uno sviluppo più lento della vescica a un sonno molto profondo, da un problema ormonale a una situazione di ansia e stress. Un bambino che non ha mai bagnato il letto e inizia improvvisamente a farlo può avere un’infezione, oppure essere stato sottoposto a uno stressante cambiamento delle abitudini di vita. Se il problema si presenta all’improvviso, è utile parlarne con il medico. Leggi anche Enuresi notturna

 

4. Cercate insieme delle soluzioni: ad esempio bere meno la sera

Se il bambino ha più di 4 anni, coinvolgetelo nella ricerca di una soluzione. Che cosa può aiutarlo a smettere di fare pipì a letto? Pensateci insieme. Un’idea potrebbe essere quella di bere meno la sera, e soprattutto (se lo fa) di bere meno bevande caffeinate (come il tè ma anche la coca-coca). Si può anche ricorrere alle traversine usa e getta o a lenzuola impermeabili. L’importante è essere positivi e coinvolgere il bambino, in modo da incoraggiarlo.

 

5. Complimenti e ricompense

Quando il bambino passa una notte senza bagnarsi, lodatelo. Si possono anche segnare su un calendario le notti “asciutte” e quelle “bagnate”, magari con adesivi divertenti che aiutino a sdrammatizzare. Se il bambino non fa la pipì a letto per una serie di notti, offritegli una piccola ricompensa come una colazione particolare o un libricino divertente. Se invece si bagna, siate comprensivi e ricordategli che, se continua a impegnarsi, i risultati arriveranno.

 

6.Pianificate il rituale del sonno

Fate in modo che andare in bagno prima di andare a letto diventi un’abitudine di routine. E ricordategli che può alzarsi di notte per andare in bagno. In questo, possono essere d’aiuto alcune lucine notturne per illuminargli la strada verso la toilette.

 

7. Evitate di svegliarlo di notte

Cercate di resistere all’impulso di svegliarlo durante la notte per mandarlo in bagno. Se questa pratica limita i danni, non produce, però, risultati. Ma se lo fate, limitatevi a una volta, magari giusto prima di andare voi stessi a letto. Ricordate però, che privare il bambino del sonno o del riposo può essere controproducente, perché così il suo stress aumenta. E lo stress è una delle cause dell’enuresi notturna. 

 

 

8. Fatevi aiutare a cambiare le lenzuola

Quando bagna il letto, fate in modo che anche lui contribuisca a pulire. Fate mettere a lui il pigiama in lavatrice, fatevi aiutare a cambiare le lenzuola. Ma fategli capire che non è una punizione: si tratta solo di “cose che vanno fatte” quando il letto è bagnato. In questo modo si accresce la sua consapevolezza della situazione senza ricorrere a sgridate e senza farlo vergognare.

 

9. Come pulire lenzuola e materasso

Quando, nonostante tutto, bagna il letto, per togliere l’odore di urina dalle lenzuola (che può essere molto, molto persistente) aggiungete un bicchiere di aceto bianco in lavatrice. Per pulire i materassi, prima di tutto asciugate il più possibile con un asciugamano, ma solo tamponando senza strofinare, finché premendo non esce più liquido dal materasso. A questo punto, imbevete tutta l’area della macchia di pipì con acqua ossigenata. Lasciate agire per 5 minuti e quindi ripetete il procedimento di asciugatura con l’asciugamano. Una volta che il materasso è asciutto, cospargete tutta l’area della macchia con bicarbonato e lasciatelo agire per 24 ore. Dopodiché rimuovetelo con l’aspirapolvere: il materasso sarà pulito e senza odori.

 

10. Cercate di non perdere la pazienza

Rimproverare il bambino o perdere la pazienza non lo aiutano a non bagnare più il letto. Così come non lo aiuta mettere in piazza le sue debolezze, facendolo vergognare davanti ad amici e parenti: l’imbarazzo aumenta invece stress e ansia. Quindi impedite a chiunque di prenderlo in giro, soprattutto a fratelli o sorelle, spiegando loro che l’enuresi notturna è un disturbo incontrollabile, del quale il bambino non ha nessuna colpa. In questo modo il bambino si sente “sicuro” in casa propria, e ridurre ansia e stress lo aiuta non poco. Infine, abbiate pazienza: prima o poi, per forza di cose, smetterà di fare pipì a letto.

 

11. Attenzione al bullismo

Se il bambino torna a casa dall’asilo o da scuola con lesioni inspiegabili, potrebbe essere vittima di bullismo per il fatto che fa la pipì a letto. Se ne avete il sospetto, parlategli, ascoltatelo, spiegategli che non è colpa sua se bagna il letto di notte. Quindi parlate con le maestre e chiedete se hanno visto qualcosa. Intervenite lavorando con la scuola in modo che le vessazioni cessino.

 

12. Dormire fuori casa

Finché il bambino ha 4-5 anni, l’eventualità è remota. Ma se è più grande, è probabile che voglia dormire fuori casa (magari perché va in gita scolastica, oppure per le attività con gli scout o con l’oratorio). Se è nervoso per il suo problema, ricordategli quali sono gli accorgimenti che usa a casa per cercare di non fare pipì a letto. E poi dategli un cambio extra di pigiami e di biancheria intima in caso di “incidente”. E magari anche qualche traversina assorbente. Dopodiché, naturalmente, avvertite gli adulti che saranno presenti del fatto che il bambino potrebbe bagnare il letto. E, in occasioni davvero speciali durante le quali non si possono assolutamente correre rischi, dietro consiglio medico potete ricorrere ai medicinali (come la desmopressina, utilizzata in età pediatrica).

 

13. Dopo i 7 anni è il caso di fare una visita medica

In genere conviene non preoccuparsi prima dei 5-6 anni. Ma se il piccolo fa ancora la pipì a letto dopo i 7 anni, è il caso di prenotare una visita. Tenendo conto che, sebbene sia possibile che il problema sia medico, la maggior parte delle volte non lo è. Avvertite il medico anche se il bambino ricomincia a bagnare il letto dopo aver smesso per almeno 6 mesi. (Leggi anche pipì a letto dopo i 5 anni