Elfo di Natale

Elfo di Natale, come spiegare e vivere questa tradizione con i bambini

Di Zelia Pastore
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13 dicembre 2019

Il Natale è sempre un periodo magico dell'anno e al re pagano indiscusso delle festività, Babbo Natale, si sono affiancati nel tempo personaggi e tradizioni che accompagnano grandi e piccini nei giorni che precedono il 25 dicembre. Tra queste, l'Elfo sulla mensola. Raffaele Mantegazza, docente di Pedagogia, ci ha raccontato tradizioni e riadattamenti di questa singolare usanza made USA

Appollaiato su di una mensola o nelle pose più stravaganti in giro per casa, quella dell'Elfo di Natale è una tradizione americana che ha conquistato anche molti italiani. Secondo il libro Elf on the Shelf, che ha dato il via a questa tradizione, il giorno del Ringraziamento in America (il 1° dicembre in Italia), questo piccolo inquilino magico compare in casa pronto ad osservare e ascoltare tutto quello che succede. Il suo compito sarebbe infatti quello di riferire a Babbo Natale se i bimbi sono stati buoni. Durante le ore notturne, quando nessuno lo vede, l'Elfo può infatti combinare qualche marachella. Grazie a questo escamotage, mamme e papà possono divertirsi a nascondere il pupazzetto e farlo ritrovare ai bimbi nelle pose più divertenti e nelle situazioni più improbabili. Insomma, un modo gioioso e piacevole di attendere tutti insieme l'arrivo del Natale

ELFO DI NATALE, STORIA

"Secondo alcune interpretazioni, ci sarebbero dei punti comuni tra la tradizione dell'Elfo e i Troll norvegesi. Entrambi vengono posizionati sulle mensole di casa con il compito di osservare quello che succede, ma nel caso dei Troll, la loro funzione è quella di proteggere l'abitazione dagli spiriti maligni che riescono ad allontanare proprio grazie al loro aspetto sgradevole", spiega il Professor Raffaele Mantegazza, docente di Pedagogia Generale e Sociale dell'Università Milano Bicocca.

ELFO SULLA MENSOLA, PERCHÈ È UTILE PER I BAMBINI

"La cosa interessante di questa tradizione è da ricercare in diversi aspetti. Prima di tutto è un ottimo modo per trascorrere del tempo insieme, grandi e piccini. Per esempio, piuttosto che acquistarlo, si potrebbe pensare di costruire tutti insieme l'Elfo. Oltre a questo, come tutte le usanze legate ai personaggi di fantasia, anche quella dell'aiutante di Babbo Natale, stimola nei bambini creatività e pensiero magico, due aspetti importantissimi per lo sviluppo e la crescita. Infine, un aspetto inedito della tradizione dell'Elfo, è che rappresenta in qualche modo l'esteriorizzare il senso di responsabilità del bambino, un'operazione molto importante a livello educativo: se c'è qualcuno che ci guarda, ci sentiamo maggiormente responsabili di quello che facciamo. Si tratta di uno stratagemma creativo per guardarsi un po' dall'esterno".

BAMBINI ZERO-3 ANNI, TROPPO PICCOLI PER L'ELFO

Un'idea che conquista subito per la sua componente giocosa, ma che va introdotta con criterio. "Con i bambini molto piccoli, sotto i 3 anni, non bisogna aver fretta nell'introdurre questa tradizione. Non possiamo chiedere di attivare un meccanismo di autocoscienza delle proprie azioni in bambini rispetto ai quali la coscienza morale, come tutti gli studi dicono, non è ancora pronta per entrare in campo. Quindi prima di questa età, potrebbe essere un po' precoce introdurre una figura come quella dell'Elfo".

 

ELFO SULLA MENSOLA, NON RENDERLO UN OGGETTO NEGATIVO

Divertimento, spunti educativi e stimoli alla creatività, ma attenzione a non correre il rischio di utilizzare l'Elfo come uno strumento per tenere a bada i bambini o far cessare piccoli capricci. "Non bisogna far diventare l'Elfo un oggetto negativo: queste figure devono essere sempre presentate come amici dei bambini. Proprio per questo, bisogna sempre dire alla fine che, anche se l'Elfo o Babbo Natale hanno visto dei comportamenti negativi li hanno "assolti". Il Natale è una festa, quindi nessuno deve essere punito, tutti vengono premiati e le piccole marachelle vengono perdonate". 

 

ELFO DI NATALE, ALCUNE VARIANTI

L'usanza prevede che il piccolo personaggio magico sia in grado di vedere e sentire tutto, ma proprio per far vivere al bambino questa tradizione nel modo più rilassato possibile, si potrebbe provare a riadattare alcuni punti. "La convinzione nei bambini di essere osservati dall'Elfo è un modo attraverso il quale possono giocare e sperimentare con la propria coscienza, quindi, proprio per non presentarlo come qualcosa di oppressivo, si potrebbe provare a dire che è vero che l'Elfo vede e sente tutto, ma ci sono anche dei luoghi nei quali lui non può arrivare, certe stanze che non è in grado di raggiungere. In modo che il bambino possa stare attento ai suoi comportamenti, ma avere anche a disposizione dei luoghi dove può cavarsela, nei quali può avere un po' di scampo rispetto a quella che potrebbe essere vissuta come una presenza un po' eccessiva". 

 

COSA DIRE AI BAMBINI CHE CHIEDONO SE L'ELFO ESISTE

Quando i bambini cominciano a crescere, iniziano a dubitare dell'esistenza di queste figure magiche, ma per il Professore Mantegazza, anche in questo caso, non è necessario avere fretta: "Quando il bambino chiede se Babbo Natale, la Befana o anche l'Elfo esistano davvero, almeno all'inizio, si augura una risposta affermativa, vuole essere rincuorato rispetto a quel sospetto. Quindi non c'è nessuna premura nel raccontargli la verità, si può magari attendere l'anno successivo, per esempio". 

È naturale che questi personaggi poi scompaiano, ma nei bimbi potrebbe comunque rimanere qualcosa: "Nel caso dell'Elfo per esempio, il bambino potrebbe imparare che non bisogna comportarsi male, non perché qualcosa ci osserva, ma perché ha imparato lui ad essere l'Elfo di se stesso, quindi a controllarsi e a capire cosa si può e cosa non si può fare".

 

ELFO DI NATALE, SOLO DURANTE LE FESTE

Fino al 25 dicembre o magari fino all'Epifania, dopo le festività l'Elfo deve ritornare in soffitta insieme agli addobbi di Natale: "Diversamente si rischierebbe di farlo diventare un oggetto anche un po' perturbante. Prolungarlo significherebbe snaturarlo e renderlo una cosa diversa, altra, rispetto ad una simpatica usanza natalizia".