Educazione

Galateo per bambini: 40 regole per una buona educazione

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05 Giugno 2015 | Aggiornato il 27 Febbraio 2018
La giornalista e scrittrice Nessia Laniado nel suo libro "Galateo dei bambini" spiega come educare i piccoli a comportarsi bene a casa, a tavola, al ristorante, nella cura del corpo e con gli altri
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Secondo uno studio dell'Ipsa (Istituto italiano di studi transdisciplinari) condotto dallo psicoantropologo Massimo Cicogna, i bambini italiani sono i più maleducati d'Europa. Questo dato deve fare allarmare i genitori. Infatti la maleducazione non è altro che il sintomo di un disagio: rivela l'incapacità di gestire i conflitti e di esprimere le proprie emozioni. Questa incompetenza, crescendo, si può trasformare in difficoltà di avere relazioni, inadeguatezza nel fare scelte appropriate e in disagio psicologico. "Inoltre, le buone relazioni sono alla base non solo dello sviluppo emotivo  e sociale del bambino, ma anche di quello cognitivo" spiega la scrittrice giornalista Nessia Laniado nel suo libro "Galateo per bambini" (Red Edizioni). 

 

Insegnare come comportarsi in ogni situazione e come adattarsi in modo efficace alle novità significa aiutare i bambini a sviluppare la loro intelligenza emotiva  che è alla base del successo personale nella vita e nella società. 

 

Come si saluta e come si ricevono gli ospiti


Il saluto è il biglietto da visita di una persona. "È presentandosi con un bel sorriso e stendendo la mano che i bambini generano simpatia e predispongono gli adulti nei loro confronti" dice l'autrice. È quindi importante, fin dai primissimi anni, presentare ai bambini chi avete di fronte, insegnando loro a fare ‘ciao’ con la manina e, poi, quando sapranno parlare, a guardare negli occhi e a salutare le persone per nome.

 

Dunque:

1. Abituate il bambino a salutare i docenti della scuola o dell'asilo quando esce e quando entra. Così come a salutare quando si entra in un negozio, in un bar o quando a casa viene un ospite.

2. Insegnate a guardare negli occhi quando saluta.

3.Quando è più grande insegnategli a dare la mano, che non deve essere né floscia né "tritasassi".

4. Quando viene gente a casa vostra, se è grandicello abituatelo a prendere cappotti e ombrelli. L’ospite va assistito sia quando si toglie il cappotto sia quando lo rimette. Il cappotto deve essere tenuto per il bavero e, se necessario, si deve aiutare la persona a trovare la manica in cui infilare il braccio.

5. Mai mostrare curiosità verso il diverso. Disabili o persone che vengono da altri Paesi possono attirare l'attenzione dei bambini: i piccoli li fissano, li indicano e manifestano il loro stupore. È opportuno spiegare in anticipo la situazione, facendo leva su sentimenti che il bambino conosce, ad esempio "Non è bello guardare le persone solo perché ti sembrano diverse. È come quando hai paura che i compagni ti prendano in giro quando cadi oppure entri in un posto dove nessuno ti conosce".

 

La conversazione educata

Saper parlare in modo educato è fondamentale per stringere rapporti interpersonali.

Dunque: 

6. Spiegategli che non si interrompe mai qualcuno che sta parlando.

7. Che non si deve parlare nell'orecchio, escludendo altri dalla conversazione. 

8. Le parolacce non vanno mai usate. E se sfuggono a noi genitori, scusiamoci e impegniamoci a non dirle più.

9. Non si urla quando si parla al cellulare, soprattutto se si è in un luogo pubblico.

10. Proponete di scrivere lettere al posto di mail. "Scrivere lettere è un modo di comunicare ormai in disuso, ma proprio per questo ricco di fascino. Le lettere rimangono, non si cancellano. Inoltre scrivere una lettera ci aiuta a esprimere sentimenti che troveremmo difficili da dichiarare a voce: scuse, emozioni, richieste di spiegazioni, condoglianze. Tutte cose che il telefono e, ancor più, l’email renderebbero indiscrete o banali". Creare insieme al bambino una carta da lettere personalizzata, può anche essere un gioco divertente.

 

Comportarsi bene a tavola

Offrire e ricevere cibo è una delle più importanti prove di decoro e competenza sociale. Ecco perché le buone maniere a tavola sono molto importanti. E solo se si imparano da piccoli diventano un modo istintivo di comportarsi, un linguaggio corporeo che trasmette un messaggio impossibile da esprimere a parole.

 

11. Insegnategli ad apparecchiare la tavola:  non è solo un compito per aiutarvi nella gestione della casa, ma è soprattutto un modo con cui impara diversi concetti di organizzazione spaziale come: ‘destra e sinistra’; di sequenza: ‘sopra-sotto’, ‘davanti e dietro’… 

Come si apparecchia la tavola
- I piatti si dispongono in modo che l’eventuale decorazione sia nella giusta posizione rispetto al commensale.
- La forchetta va a sinistra, con i rebbi rivolti verso l’alto.
- Il coltello va a destra, con il taglio della lama rivolto verso il piatto; accanto va messo il cucchiaio, appoggiato sul tavolo con la parte concava in alto.
- Le posate per il dolce o la frutta vanno poste orizzontalmente sopra il piatto; la forchettina col manico rivolto a sinistra, il coltello e il cucchiaino col manico rivolto a destra.
- Il tovagliolo, piegato a triangolo o a rettangolo, va messo accanto alla forchetta.
- I bicchieri si mettono a destra; il primo è quello dell’acqua e poi, alla sua destra seguono in ordine: quello del vino rosso, del vino bianco e quello del vino da dessert. 

 

 

12. Appena il bambino può fare a meno del bavaglio spiegategli come usare il tovagliolo.

Quando si inizia il pasto, il tovagliolo va posato sulle ginocchia. Prima e dopo aver bevuto ci si pulisce la bocca con il tovagliolo.

 

13. Come si impugnano le posate. Quando si ha il coltello in mano, il coltello si tiene con la mano destra e la forchetta con la sinistra (per i mancini è il contrario) e non vanno impugnate come armi da combattimento.

 

14. Come si usa il coltello. Non va mai portato alla bocca. Quando si taglia, l’indice va tenuto lungo il manico, per imprimere la forza necessaria al taglio. Il suo uso va limitato all’indispensabile: solo per tagliare i cibi che non possono essere spezzettati con la forchetta.

 

15. Le posate a fine pasto: quando il bambino ha terminato di mangiare, spiegategli come disporre le posate: forchetta e coltello vanno messe sul piatto nella posizione delle lancette dell’orologio quando sono le 6 e 30. Proibito lasciare le posate sopra il cibo avanzato.

 

16. Come si sta seduti a tavola.  La corretta posizione è con la schiena diritta e i gomiti stretti vicino ai fianchi e con le mani sopra la tavola, senza invadere lo spazio vitale del vicino. È vietato mettere i gomiti sul tavolo e circondare il piatto col braccio. Quando non si è impegnati nel maneggiare le posate, mentre si aspetta tra una portata e l’altra, sul tavolo è permesso appoggiare gli avambracci, mai i gomiti.

 

"Correggete la postura del piccolo senza rimproverarlo né far commenti per non metterlo in imbarazzo. Alla fine del pasto lodatelo se è riuscito a osservare le regole," consiglia Nessia Laniado.

 

17. Abituatelo ad aspettare che tutti siano seduti a tavola per cominciare a mangiare.

 

18. Come si deve esprimere se una pietanza non gli piace. Proibitegli di usare espressioni come "Fa schifo!"; "Lo odio!"; "Puzza!" Inoltre, stabilite la regola che si assaggia tutto quello che viene portato in tavola e poi, se non è di proprio gradimento, ci si può servire di altre portate.

 

19. Come comportarsi con alcuni cibi. 

- Pane: va spezzato con le mani sul piatto, in modo da evitare che le briciole cadano sulla tovaglia.

- La ‘scarpetta’: si può fare ma con pane e mani, mai con la forchetta.

- Frittata e torte. Si tagliano con la forchetta e non con il coltello.

- Olive. Si deposita il nocciolo sulla forchetta e poi lo si mette sull’orlo del piatto.

 

20. Alcune regole del bon ton:

- Stuzzicadenti: non vanno mai usati!
- I piatti da portata si passano al vicino che siede a destra.
- Al momento di servirsi si deve tener conto che rimanga abbastanza cibo per  gli altri.
- Si porta il cibo alla bocca, e non viceversa.
- I bocconi devono essere piccoli, masticati con grazia, a bocca chiusa, senza far rumore, evitando i due estremi: la voracità e la lentezza esasperante.
- Alla fine del pranzo la zona attorno al proprio piatto dovrebbe essere pulita, senza macchie, resti di cibo, stuzzicadenti, bustine vuote, pepe, sale e zucchero sparpagliati.
- Vietato dondolarsi sulla sedia.

 

Buone maniere al ristorante

21. Quando si va al ristorante con i bambini è importante non disturbare i vicini di tavolo con urla e schiamazzi.

22. I posti a tavola: li decidono mamma e papà e non si cambiano nel corso della cena.

23. Non ci si alza senza chiedere permesso.

24. Insegnate a salutare i camerieri quando si arriva e quando si va via.

25. Vietato giocare con le posate, la saliera, la zuccheriera, gli stuzzicadenti o l’oliera.

26. Non si osservano i tavoli dei vicini, né si indicano gli altri avventori.

27. Si parla a bassa voce, non si urla; non si litiga con fratelli e cugini.

28. Si spengono i telefonini o si silenziano.

29. Si inizia a mangiare dopo che tutti sono stati serviti, a meno che uno dei piatti ordinati richieda un tempo molto lungo per la preparazione. 

30. Nel caso in cui il bambino faccia una scenata, portatelo fuori dalla sala da pranzo, e rimanete con lui ribadendo con calma le regole del comportamento a tavola. Soltanto quando si sarà calmato rientrate in sala. Leggi anche: Al ristorante con i bambini

 

Il galateo del corpo

"Presentarsi agli altri puliti e in ordine è il primo suggerimento pratico per farsi amare".

 

31. E' importante fin dai primissimi anni di vita educare i piccoli all'igiene personale: bagni, docce, pulizia dei denti e lavaggio delle mani, prima e dopo i pasti.

32. Come gestire il raffreddore: insegnate al bambino a tenere sempre un fazzoletto

pulito a portata di mano, in modo da potersi coprire la bocca ed evitare di diffondere germi.

33. Spiegategli che quando sbadiglia deve mettersi una mano davanti alla bocca.

34. Evitare le gomme da masticare.

35. Mai parlare a bocca piena, sorbire rumorosamente il brodo, bere quando non si è ancora mandato giù il boccone.

36. Mai grattarsi la testa o le parti intime in pubblico.

37. Proibito infilarsi il dito nel naso o in un orecchio.

 

Regole per la televisione e videogiochi

Tv, computer, videogiochi fanno ormai parte dell'esperienza quotidiana. E' quindi importante che i genitori insegnino ai bambini a usarli, conoscerli e gestirli nel modo appropriato.

 

38. Mai usare la tv  come sottofondo, ma solo per vedere qualcosa di specifico.

39. Dopo che si è visto un programma è buona abitudine far parlare il bambino di ciò che ha visto. Il racconto del piccolo serve per creare una distanza tra ciò che ha visto e la realtà, aiutando a riflettere e ad allontanare eventuali paure.

40. Fate attenzione che i programmi siano adeguati all'età del piccolo (ad esempio, evitare di esporre un bambino piccolo a serie televisive adolescenziali). 

41. Evitare film e videogiochi violenti: alcune ricerche dimostrano che esiste una correlazione tra la visione di scene violente e comportamenti violenti e maleducati. 

42. No alla tv nella camera del bambino. leggi perché

43. Limitare l'uso della tv e dei videogiochi: se il bambino ha meno di 10 anni, gli psicologi consigliano di non superare le 2 ore al giorno; se ha più di 10 anni si fissa un certo numero di programmi e di videogiochi che può vedere abitualmente, li si elenca su un foglio e ci si attiene rigorosamente alle regole date. Questo tempo può essere diminuito o abolito se il bambino si comporta male, non ha buoni risultati a scuola, non contribuisce al buon funzionamento della casa… Leggi anche: I bambini sotto i 2 anni non dovrebbero guardare la tv

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