Salute e benessere

Infezioni ricorrenti: quando il bambino è sempre ammalato

Di Valentina Murelli
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28 febbraio 2017 | Aggiornato il 16 settembre 2019
Raffreddore, tosse, mal di gola o d'orecchio: alcuni bambini si ammalano molto spesso. Succede soprattutto ai più piccoli, che non hanno ancora un sistema immunitario maturo, ma non solo: ecco perché, e come cercare di prevenire le malattie ricorrenti.

 

Raffreddore, tosse, mal di gola o d'orecchie, febbre. Magari anche bronchite o polmonite. Ci sono bambini che, per tutta la stagione fredda, saltano da una malattia all'altra.

 

Si parla di infezioni respiratorie ricorrenti: sono fastidiose, ma in genere innocue e tendono ad attenuarsi con l'età.

 

[Leggi anche: Malanni di stagione, le risposte alle domande più comuni]

 

 

Bambini sempre ammalati: ecco chi rischia di più

 


“I più colpiti sono i bambini in età prescolare, perché hanno un sistema immunitario immaturo, che sta ancora imparando a difendersi" spiega Alberto Villani, responsabile del reparto di Pediatria generale e malattie infettive dell'Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma e presidente della Società italiana di pediatra.

 

Questo vale soprattutto se frequentano nidi e scuole materne, ambienti chiusi dove gli agenti patogeni circolano con facilità: un recente studio norvegese, pubblicato sulla rivista PLoS One, ha trovato virus potenzialmente patogeni nelle vie respiratorie del 43% dei bambini delle scuole d'infanzia.

 

Ma ci sono anche altri fattori di rischio, a partire dalle condizioni ambientali nelle quali vive il bambino: "Smog cittadino, esposizione a fumo passivo, appartenenza a famiglie numerose di certo non aiutano, e neppure il fatto che la mamma abbia fumato durante la gravidanza" sottolinea il pediatra. E ancora, sono un po' più a rischio i maschi e i bambini con allergia. Tra i fattori protettivi, invece, l'allattamento al seno per almeno sei mesi. [Leggi anche: Latte di mamma, una medicina universale]

 

 

Come prevenire le infezioni ricorrenti

 


"Intanto va prestata attenzione alle condizioni di vita" raccomanda Villani. "In casa, per esempio, niente fumo, e ambienti sempre ben aerati. Anche un'alimentazione varia ed equilibrata, una buona igiene del sonno e il lavaggio frequente delle mani aiutano". In generale, secondo l'esperto già il fatto che il bambino possa fare una "vita da bambino" è un valido strumento preventivo: spesso ci sono in gioco esigenze differenti, ma il bambino che passa fuori casa tutta la giornata, tra asilo o scuola e varie attività, rischia di essere più debole dal punto di vista immunitario.

 

Negli ultimi anni, inoltre si è capito che alcune sostanze possono essere utili nella prevenzione: vitamine C e D, probiotici, estratti fitoterapici con echinacea e i cosiddetti immunostimolanti o immunomodulanti, composti sintetici o derivati da batteri che, appunto, stimolano certe funzioni immunitarie. "Non fanno miracoli, ma in alcuni casi sembrano ridurre frequenza e durata degli episodi". Meglio comunque evitare il fai da te e consultare il pediatra, che consiglierà il prodotto migliore a seconda della situazione. Idem quando le infezioni si manifestano, soprattutto per quanto riguarda gli antibiotici, da usare solo in casi specifici indicati dal medico. [Leggi anche i 10 consigli per migliorare le difese immunitarie dei bambini]

 

 

Quando allarmarsi

 

Nella grande maggioranza dei casi, le infezioni ricorrenti - che pure risultano molto fastidiose e incidono negativamente sulla qualità della vita famigliare, con i genitori che perdono giorni di lavoro o coinvolgono nonni e tate nella gestione dei piccoli malati - sono sostanzialmente innocue. Tendono inoltre a risolversi spontaneamente con l'età: quando il bambino arriva a 7/8 anni, smettono di manifestarsi così spesso. [Leggi anche: Bambino sempre ammalato, perché?]

 

A volte, però, possono essere spia di qualcosa di più serio, e il primo segnale d'allarme è se sono davvero troppo frequenti o gravi. "Se il bambino si ammala più di due volte al mese per tre mesi di fila, o ha più di una broncopolmonite in una stagione è il caso di fare qualche accertamento approfondito" spiega il dottor Villani. Un esame del sangue fornisce informazioni utili, ma può servire anche una radiografia. "In questi casi le infezioni potrebbero dipendere da una malformazione anatomica delle vie aeree, dalla presenza di un corpo estraneo o da un'immunodeficienza (compromissione delle difese immunitarie). Quest'ultima è spesso segnalata anche dalla presenza di ascessi cutanei".