Giochi in inglese per bambini

Giochi e attività per insegnare l'inglese ai bambini

Di Giulia Foschi
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24 novembre 2017 | Aggiornato il 3 aprile 2018
Letizia Quaranta, fondatrice di Learn with Mummy e di Bilingue per Gioco, suggerisce alcuni giochi per insegnare l'inglese ai bambini, ricordando cosa non deve mai mancare: la relazione e il divertimento.

Imparare l’inglese giocando si può, anche quando i bimbi sono molto piccoli. L’importante è sempre creare la giusta relazione tra il bambino e i genitori: solo da un momento di gioia e condivisione può nascere l’apprendimento. Ce lo spiega meglio Letizia Quaranta, mamma di un bambino bilingue, fondatrice di Learn with Mummy e di Bilingue per Gioco, gruppi di gioco per bambini e genitori che aiutano le mamme e i papà a sviluppare gli strumenti e la motivazione necessari per portare avanti questo percorso insieme ai bambini, in un contesto di socialità.

 

 

Sì al gioco, no ai giocattoli

 



La prima distinzione, valida per tutte le fasce di età, è quella tra gioco e giocattolo: «È il gioco che aiuta a imparare la lingua, non il giocattolo», chiarisce Letizia Quaranta. «Il bambino apprende attraverso l’interazione con una persona, non con una macchina. Il giocattolo che schiacciando un tasto dice cat/gatto e fa miao non è uno strumento per imparare la lingua.

 

 

Filastrocche e libri

 

«Il gioco nasce dalla relazione: canzoncine e filastrocche da mimare insieme con le mani vanno benissimo. In particolare, esiste una ricchissima tradizione di filastrocche in lingua inglese alla quale attingere. Si possono poi leggere dei bei libri, ad esempio di fiabe, in inglese o nella lingua che si vuole insegnare».

 

 

 

 

Giochi per insegnare inglese ai bambini: genitori, preparatevi!

 


«Inutile girarci attorno – continua Letizia –: per insegnare l’inglese bisogna saperlo. Un genitore che conosca poco la lingua deve prepararsi bene, ad esempio imparando con la pronuncia corretta una canzone prima di cantarla insieme al bambino. Senza strafare: il genitore non è un insegnante e non deve farsi prendere dall’ansia o esagerare con la programmazione; le attività devono essere molto semplici, devono trasmettere calore e divertimento».

 

Stabilire un rituale

Stabilire un rituale

«È molto utile stabilire un rituale: un oggetto di riferimento, come un pupazzo che parla solo inglese, oppure un momento preciso della giornata: si può cantare in inglese tornando da scuola in macchina. La ritualità è fondamentale affinché il bambino attivi il sofisticato meccanismo del passaggio da una lingua all’altra. Inoltre è bene che questa attività resti nel suo spazio circoscritto: non va bene, ad esempio, obbligare il bambino ad ascoltare le fiabe della buonanotte in inglese ogni sera prima di dormire, la nanna è un momento importante».

 

 

 

 

Un percorso che cresce con l’età

 



«Nei primi anni di vita i bambini sono delle spugne: sfruttare questa propensione è un’opportunità importante, ed è indispensabile iniziare da subito questo percorso, che dev’essere costante e condiviso da tutta la famiglia. Dopo un lavoro sul gioco relazionale portato avanti nei primi anni, si può integrare anche la visione di cartoni animati o programmi selezionati in lingua inglese per favorire l’apprendimento passivo: pensiamo ai Paesi del Nord Europa, dove la trasmissione di programmi e film in lingua originale contribuisce alla conoscenza diffusa dell’inglese».

 

Cartoni in inglese per bambini

Cartoni in inglese per bambini

Mai lasciare i piccoli da soli davanti alla tv ad ascoltare passivamente: «anche in questo caso è importante mantenere l’aspetto relazionale, guardando i cartoni insieme e commentandoli in inglese. Io sconsiglio la Walt Disney, difficile da comprendere anche per un adulto che conosca la lingua: meglio partire sempre da proposte elementari».