Sviluppo

Lo sviluppo del bambino tra i quattro e i cinque anni

Di Simona Regina
bambinotreanni
03 Agosto 2017 | Aggiornato il 03 Dicembre 2018
Le fatidiche tappe dello sviluppo scandiscono la crescita dei bambini e delle bambine, rappresentano dei traguardi da raggiungere per poi raggiungerne degli altri. Delineano un percorso, ma non sono appuntamenti a cui tutti arrivano contemporaneamente.
Ecco, indicativamente, le caratteristiche dell' età prescolare
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Sembrava ieri che cominciava a muovere i primi passi e a pronunciare le prime paroline, ed eccolo alla scuola dell’infanzia. Corre, salta su un piede, usa le forbici per fare lavoretti, conosce tutti i colori e ha il suo preferito.

 

Le fatidiche tappe dello sviluppo scandiscono la crescita dei bambini: ne battono il tempo, rappresentano dei traguardi da raggiungere per poi raggiungerne degli altri. Delineano un percorso, ma non sono appuntamenti fissi per tutti, perché c’è chi prima e chi dopo acquisisce la capacità, per esempio, di saltare su un piede solo e di fare le capriole.

 

Indicativamente, in età prescolare bambini e bambine diventano più indipendenti e più aperti al confronto con gli altri, scoprono le differenze tra maschi e femmine, sviluppano la manualità fine (per esempio imparano a usare in sicurezza le forbici), sanno guidare il triciclo e c’è chi impara ad andare in bicicletta (con o senza rotelle).

 

"Tra i 3 e i 5 anni - puntualizza Anna Oliverio Ferraris, psicologa, psicoterapeuta e professoressa di Psicologia dello sviluppo all'Università della Sapienza di Roma - i bambini fanno una enorme quantità di apprendimenti che pongono le basi per gli apprendimenti successivi. Imparare a parlare, a muoversi, a socializzare e relazionarsi con gli altri, sono i "compiti" fondamentali di questa età. E' bene perciò che essi possano giocare e svolgere attività sia in casa che all'aperto, che possano parlare con persone in carne e ossa invece di limitarsi a guardare video e programmi televisivi, e che possano giocare e relazionarsi con altri bambini non soltanto con gli adulti. Il contesto relazionale creato dalla presenza di altri bambini è infatti completamente diverso da quello che si crea in presenza di soli adulti. Giocando tra loro con una certa regolarità i bambini prendono più iniziative, si stimolano vicenda, imparano difendersi e a trovare punti di accordo".

 

Mamme e papà, ecco cosa fare per supportare la crescita del bambino in questo periodo:


• Continuate a leggere insieme libri ad alta voce. Alimentate e coltivate l’amore per i libri, andando in libreria o biblioteca. E chiedetegli di raccontarvi la storia appena letta.

• Coinvolgete il vostro bambino in semplici lavori in casa.
• Incoraggiatelo a giocare con altri bambini. Lo aiuta a imparare il valore della condivisione e dell'amicizia.
• Siate chiari e coerenti nel gestire la disciplina e nel dare i limiti a vostro figlio. Spiegate (e date il buon esempio) quale comportamento vi aspettate.

• Favorite lo sviluppo di buone conoscenze linguistiche parlando con lui usando un linguaggio ricco e corretto. Aiutatelo a formulare le frasi corrette.
• Supportatelo nella gestione della rabbia e di altre emozioni.
• Date al vostro bambino la possibilità di scegliere tra un numero limitato di scelte possibili, lasciando per esempio che decida (tra un ventaglio di opzioni) cosa indossare, cosa mangiare a merenda.
 

Per la sua sicurezza

 

• Educate vostro figlio a muoversi consapevolmente in strada: ad attraversare sulle strisce pedonali, a rispettare le indicazioni del semaforo, a non giocare in mezzo alla strada (se non pedonale) e a non correre oltre gli spazi consentiti esclusivamente ai pedoni.
• Quando va con il triciclo fategli indossare sempre il casco.
• Controllate i giochi all’aperto. Assicuratevi che non ci siano parti lente o bordi taglienti.
• Vigilate su di lui, soprattutto quando gioca all'esterno.
•Insegnate a vostro figlio a nuotare, ma non abbassate la guardia: che si tratti di mare, piscina, fiume, lago o vasca da bagno: non lasciatelo solo in acqua.
• Insegnate a vostro figlio o figlia che esistono confini personali e norme sociali da rispettare (per esempio, non si può toccare chiunque si desideri). E, elemento ancora più importante, insegnate a riconoscere ed esprimere i propri confini (si può dire no; si può chiedere aiuto).

 

 

• Per gli spostamenti in automobile usate gli appositi seggiolini o rialzi.
 

Per il suo benessere


• Condividete i momenti del pasto, quando possibile. Offritegli una dieta sana e variegata, ricca di frutta e verdura. Limitate cibi e bevande contenenti zuccheri, grassi o sale.
• Limitate il tempo davanti alla tv a non più di 1-2 ore al giorno.
• Offritegli attrezzature da gioco adeguate all'età, come palloni e mazze da baseball in plastica…

 

Quando andare dal pediatra

 

Se a 4 anni

o Non sa saltare sul posto
o Non mostra alcun interesse per giochi interattivi

o Ignora altri bambini o non risponde alle persone esterne alla famiglia
o Non sa eseguire istruzioni che richiedano tre passaggi
o Non sa raccontare la sua storia preferita
o Non parla chiaramente e non usa Io e tu correttamente
 

Se a 5 anni

o Non mostra una vasta gamma di emozioni
o È eccessivamente pauroso, aggressivo, timido o triste
o Non risponde alle persone, o risponde solo superficialmente
o Non riesce a distinguere la realtà dalla fantasia
o  Non sa riferire il suo nome e cognome
o Non utilizza correttamente i plurali o il passato
o Non sa vestirsi da solo, lavarsi e asciugare le mani  

o Perde abilità che sembrava avesse acquisito

 

Ancora una volta, però, ricordiamo le parole rassicuranti di Alessandro Ventura, direttore del dipartimento di pediatria dell’Ospedale Burlo Garofolo di Trieste.  La paura di sbagliare, l'ansia da prestazione, di non essere all'altezza possono essere sempre in agguato nelle piccole-grandi "sfide" che un genitore si trova ad affrontare.

"Saranno soprattutto gli occhi dell'amore ad aiutarci a fare "tutto giusto", senza bisogno di molte lezioni, e a garantire al bambino o alla bambina il meglio possibile anche e soprattutto sul piano dello sviluppo cognitivo, sociale e psicologico". Un bambino amato "sarà invariabilmente oggetto di investimenti positivi perché tutto ciò che di bello pensiamo che esista lo offriremo spontaneamente a lui, nei limiti delle nostre possibilità: che si tratti di storie raccontate o lette insieme, di cibi di alta qualità nutrizionale, di insegnanti e ambienti protettivi e anche di sogni e fantasie per il suo futuro".

E non ha dubbi: sentirsi amati "è la migliore garanzia del suo benessere, la cosa più importante per la sua migliore maturazione". E in quest'ottica, solo "in un rapporto che vive in questa dimensione potrà essere utile alle mamme e ai papà sapere qualcosa di più sulle tappe fisiologiche, sui segnali di allarme o sulle cose che conviene o non conviene fare".

 

Fonti

Preschoolers

Your child at 4 years...

 

 

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