Educare all'ordine

Metodo giapponese: 10 consigli per insegnare l'arte del riordino ai bambini

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06 Luglio 2017
Abituare i propri figli a mettere a posto non significa voler crescere bambini ordinati, ma serve per insegnar loro a star bene con gli altri e con se stessi. I consigli della scrittrice ed educatrice giapponese Nagisa Tatsumi nel suo libro "L'arte di insegnare il riordino ai bambini". 
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Quanto tempo passiamo a urlare ai nostri figli di rimettere in ordine i giochi in camera o in sala? E quante volte cediamo e finiamo per mettere a posto noi?

 Eppure insegnare a riordinare è molto di più che educare i piccoli all'ordine.

 

"Rendere un bambino in grado di riordinare non significa renderlo amante della pulizia, bensì fargli apprendere le basi del vivere in modo generoso e felice insieme agli altri. E' per questo che è molto importante insegnare fin dalla tenera età il concetto di riordino" spiega la scrittrice ed educatrice giapponese Nagisa Tatsumi nel suo libro "L'arte di insegnare il riordino ai bambini" (Vallardi). 

 

Inoltre, sostiene Nagisa, far mettere a posto ai bambini significa stimolarli a muovere il corpo, braccia e gambe, e questo è molto importante per il loro sviluppo armonico e per il loro benessere. Infatti, niente come portare a termine un lavoro fisico dà una sensazione di realizzazione e soddisfazione di sé.  

"La mente e il cuore si rilassano non solo quando riordiniamo, ma, in generale, ogniqualvolta ci dedichiamo a un lavoro domestico. 

Leggi anche: Come insegnare ai bambini a mettere in ordine con il metodo Montessori

 

Ecco i suoi consigli per insegnare ai bambini a tenere in ordine.

 

 

1. Stabilire la sistemazione più adatta per ogni cosa e la giusta quantità

Prima di dire a vostro figlio di mettere in ordine, dovete stabilire le sistemazioni fisse di ogni oggetto e la giusta la quantità. E dovete essere pronti a buttar via ciò che non trova una collocazione.

Fate sempre in modo che il luogo scelto per ogni categoria sia facilmente raggiungibile, a meno che non si tratti di oggetti che non vengono quasi più usati.

 

2. Tenere in ordine il materiale scolastico 

Gli oggetti per la scuola si possono dividere in: libri di testo, quaderni, cancelleria, dispense... A ognuno di questi raggruppamenti dovete assegnare una collocazione e una quantità precisa.

Ad esempio: libri di testo sul primo scaffale sopra la scrivania. I quaderni nel primo cassetto. Le dispense nel contenitore appoggiato sul tavolo. L'astuccio e il portamatite sopra la scrivania.

Siate inflessibili nel dire che sopra la scrivania, oltre il materiale indispensabile, non ci deve essere nient'altro. La scrivania non deve assolutamente diventare il luogo dove parcheggiare gli oggetti che non si ha voglia di rimettere a posto. 

 

3. I giocattoli: divideteli per tipologia

Fino ai dieci anni i giocattoli cambiano continuamente. Per questo è importante stabilire uno spazio fisso che non deve aumentare.

Ad esempio, potete predisporre uno scaffale a più piani. I giochi che vostro figlio usa spesso li potete collocare direttamente sui primi due piani dello scaffale, in modo che il piccolo li possa estrarre e riporre con facilità. Nel ripiano più basso potete sistemare delle scatole senza coperchio con dentro i giochi che usa saltuariamente divisi per tipologia: "pupazzi", "costruzioni in legno", "macchinine". Potete anche creare una scatola "per le cose non usate". 

Questo spazio non deve aumentare anno dopo anno. Dopo un po' i giochi della categoria "non usati" possono essere dati via e sostituiti con altri.

Non fatelo di nascosto dai bambini. Se il piccolo proprio non vuole separarsi, metteteli in cantina, prenderete in esame la questione più avanti. 

 

4. Cartelle e grembiule appesi a un gancio

Solitamente questi oggetti vengono abbandonati all'ingresso o peggio in soggiorno. 

La cosa migliore sarebbe, invece, mettere un gancio vicino alla scrivania dove appendere la cartella. Poi comunicate a vostro figlio che quella è la collocazione definitiva. Imparerà presto a non lasciare più lo zaino in giro per casa. 

Poi un altro gancio, sempre nella sua cameretta, dove poter appendere il grembiule. 

 

5. Sacca sportiva e porta merende

Tornati da scuola o dal corso sportivo i piccoli spesso mollano le cose sporche in giro. Invece è importante abituarli a tirarle fuori dallo zaino e metterle a lavare.

Potreste predisporre fuori dal bagno o dalla lavanderia uno spazio dove vostro figlio possa lasciare facilmente la sacca con gli indumenti sportivi usati.

Per il porta merenda l'unica è ricordare continuamente al bambino di tirarlo fuori dalla cartella e di metterlo in cucina. Se glielo si fa presente tutti i giorni, alla fine interiorizzerà il comando. 

La praticità deve essere sempre il criterio base.

Se ad esempio, il bambino fa un corso di pianoforte, la borsa di musica  andrà riposta vicino al pianoforte. 

 

6. Lavoretti fatti a scuola

Spesso scaffali e cassetti si riempiono di lavoretti, soprattutto quando i bambini sono alla materna. Un consiglio per non accumulare un'infinità di lavoretti, è quello di fotografarli e creare un album dei ricordi, così da poter buttare via gli originali. 

State tranquilli: ai bambini non interessa tanto conservare all'infinito il prodotto realizzato, quanto mostrarlo a mamma e papà e sentirsi lodati e apprezzati per il lavoro svolto. 

Se poi ci sono degli oggetti che proprio si vogliono conservare, potete fare una "scatola dei ricordi" da sistemare in qualsiasi posto difficile da raggiungere. 

 

 

7. Educate alla cura dei vestiti

E' molto importante insegnare fin da piccoli le tecniche del riordino degli indumenti.

Dai tre ai sei anni dovete far capire ai bambini che esiste una collocazione precisa per ogni indumento: magliette, mutande, calze... Quando ripiegate il bucato date in mano ai bambini i vestiti e chiedetegli di riporli nel luogo giusto. 

Dai sei ai dieci anni, invece, lasciate che i piccoli gestiscano da soli i propri vestiti. Insegnategli a piegare (o arrotolare come suggerisce il metodo giapponese).

E controllate che il volume all'interno di cassettiere e armadi non superi mai il 70%.

Un'altra cosa da insegnare ai bambini è il cambio di stagione. Fatevi aiutare a piegare i maglioni e a riporli nelle scatole con l'anti tarme. Poi tirate fuori i vestitini estivi e trasmettete l'entusiasmo di ritrovare vecchi abitini. Le fondamenta della cura dei vestiti vanno gettate quando i bambini sono piccoli.

 

8. Trovate il momento giusto per fargli mettere a posto

Una volta stabilita la sistemazione degli oggetti, sarà più facile abituare il bambino a rimettere in ordine. Cercate il momento giusto, se per esempio sta guardando un cartone o è assorto nella sua immaginazione, difficilmente sarà collaborativo. 

Quando c'è un amichetto a giocare, non aspettate che questo torni a casa, ma ogni tanto entrate in camera e dite ai bambini di riordinare insieme i giocattoli che non stanno più usando.

 

9. Il riordino nella vita di tutti i giorni.

Tutta la famiglia si deve abituare a riordinare nel flusso della vita quotidiana.

Le due regole base sono: "mettere le cose nel posto in cui devono stare e nella quantità che devono mantenere (vuol dire buttare se superano un certo livello)"; 

"facile da estrarre, facile da riporre"; 

Finito di mangiare abituate il bambino a portare il suo piatto nel lavandino. 

Se vi aiuta a preparare una torta, dopo aver sbattuto le uova, ditegli di buttare via i gusci; quando prende il latte, ricordategli di riporre il cartone in frigo. 

Un'altra regola da stabilire è che non si lasciano sparse le proprie cose per il soggiorno.

Nella maggior parte dei casi le madri pensano di far prima a rimettere a posto loro. Ma così non si insegna ai bambini (e a volte al marito) a fare quello che invece sarebbero in grado di fare.

Abituate il piccolo con frasi come: "va bene giocare in soggiorno, ma alla sera i giochi devono tornare al proprio posto". 

Sicuramente fareste prima voi, ma è necessario che i genitori abbiano l'amore e la pazienza di far fare le cose ai bambini. 

 

10. Le pulizie della cameretta

E' importante anche abituare i bambini a partecipare alle pulizie della sua cameretta. Fino ai sei anni aiuterà in piccoli compiti, dai sei ai dieci potrà fare quasi tutto, dai dieci in poi dovrà fare tutto da solo. Educare i figli a questi compiti significa aiutarli a crescere e a diventare autonomi. 

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