Molestie

Molestie: come mettere in guardia i nostri figli

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27 Novembre 2017
Parlare a un bambino delle molestie non è facile, ma è importante farlo. Si è visto infatti che in molti casi i piccoli si rendevano conto di essere in pericolo, ma non sapevano come comportarsi perché nessuno glielo aveva mai spiegato. E' quindi fondamentale dare indicazioni chiare e semplici e adeguate all'età. Ce ne parla  Alberto Pellai, medico e psicoterapeuta dell'età evolutiva e autore del libro "Le parole non dette".
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Come si fa a mettere in guardia un bambino sul pericolo di molestie e abusi? Quali sono le parole giuste da usare per non creare ansie e paure?

Lo abbiamo chiesto ad Alberto Pellai, medico e psicoterapeuta dell'età evolutiva e autore del libro "Le parole non dette" (Franco angeli Editore).

 

Innanzitutto la famosa raccomandazione "non accettare caramelle dagli sconosciuti" è inutile, sia perché nella grande maggioranza dei casi chi compie abusi non è affatto una persona sconosciuta, ma è qualcuno che il bambino conosce bene, sia perché è un'affermazione troppo astratta e generica: per un bambino piccolo basta che una persona gli rivolga la parola e sia gentile con lui e non è più uno sconosciuto.  

 

Indicazioni chiare su come comportarsi davanti a una molestia


E' invece importante che i genitori diano indicazioni chiare sul come agire.
Le  vittime, infatti, raccontano che quando si sono trovate in queste situazioni, hanno avvertito il pericolo, ma non sapevano come comportarsi. 
"I piccoli davanti a un adulto che chiede loro cose "strane" come guardare i genitali o toccarli, si sentono fortemente disorientati e confusi ma non sanno (perché nessuno glielo ha spiegato) cosa devono fare". 

 

Ecco quello che bisogna insegnare a un bambino:

Primo: dire no 
Si è visto che in molti casi i bambini non sanno opporsi alle molestie. E' quindi importante spiegare a un bambino che se qualcuno viola la regola del costume da bagno deve dire no.
Le parole possono essere: "Se qualcuno ti dice di fare qualcosa nelle parti che vengono coperte dal costume da bagno, tu devi dire di no" e poi si può aggiungere "quelle sono le parti intime e le può toccare solo la mamma e il papà quando ti lavano o il pediatra quando ti visita". 
Secondo: andare subito via
Terzo: correre a dirlo a qualcuno

Questa è la parte più difficile, infatti in presenza di abusi i bambini hanno vergogna a parlarne. Se fuori dalla scuola c'è un signore che gli dà uno schiaffo, lo raccontano subito, se c'è un esibizionista, invece, non lo dicono. 

 

Educazione affettiva e sessuale

E in questi casi la miglior prevenzione è una buona educazione affettiva e sessuale. Che significa: essere sempre disponibili a rispondere (usando parole adeguate in base all'età) quando i piccoli fanno domande sulla sessualità e non bloccarli o dirgli "sei troppo piccolo per queste cose".
Utili sono i libri: tra i  quattro e i sei anni si può incominciare a guardare insieme un libro che spiega come nascono i bambini; tra i sei e i nove anni prendere dei libri che raccontano le differenza tra maschi e femmine, anche dal punto di vista anatomico; tra i nove e gli undici anni libri che raccontano lo sviluppo corporeo e la pubertà; tra gli 11 e 14 anni libri sulla relazionalità e la sessualità in modo che i ragazzi imparino a differenziare il fare sesso dal fare l'amore. 

 

 

Insegnare che il corpo è importante, unico e speciale

Nel libro "Le parole non dette" Pellai attraverso filastrocche spiega ai bambini concetti importanti, come il rispetto del corpo:

"Il nostro corpo è un tesoro insostituibile. Proprio come un tesoro, va conservato e reso importante per il suo valore. Il tuo corpo è così importante che pochissime persone possono “toccarlo”: tu, prima di tutto, i tuoi genitori quando ti lavano, ti vestono o ti fanno le coccole, il pediatra e i medici quando ti devono visitare o sei ammalato. Eventualmente anche altre persone possono toccare il tuo corpo, per esempio i nonni o la baby sitter se ti devono fare il bagno, ma è importante che la tua mamma e il tuo papà sappiano sempre quello che ti succede. Se qualcuno ti fa male o ti dà fastidio, perché tocca il tuo corpo in un modo che non ti piace, digli subito di smettere e poi parlane con la mamma e con il papà.