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Chi studia musica da bambino invecchia meglio

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03 Marzo 2014
Il cervello rimane più reattivo ai suoni e quindi più giovane rispetto a chi non ha avuto educazione musicale. I risultati sono stati positivi anche nelle persone persone che non suonavano più da 40 anni. E' quanti emerge da una ricerca Usa

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Lezioni di musica fin da bambini da bambini fa invecchiare meglio. Almeno questo è quello che emerge dalla ricerca pubblicata sulla rivista americana Journal of neuroscience da Nina Kraus, neurobiologa presso la Northwestern University (Illinois).

«La velocità con cui il cervello elabora e discrimina i suoni è una delle prime abilità a essere intaccata dall’invecchiamento» spiega la Kraus, per questo ha valutato la salute del cervello di 44 adulti fra i 55 e i 76 anni basandosi sulla loro capacità di riconoscere i suoni.

L'esperimento consisteva nel vedere come reagiva la regione del tronco encefalico che elabora i suoni mentre una voce pronunciava ripetutamente una sillaba.

Il risultato è stato sorprendente: chi da bambino (dai quattro ai 14 anni ) ha seguito lezioni di musica ha avuto una risposta cerebrale alla percezione del suono di circa un millesecondo più veloce rispetto a chi non aveva studiato musica da piccolo.

Sembra poco, ma moltiplicato per miliardi di neuroni "possono fare la differenza nella capacità di un anziano nel reagire ai suoni" dice la Kraus.

Inoltre i risultati sono stati positivi anche nelle persone che non suonavano più da 40 anni. Questo dimostra che i benefici dell'apprendimento musicale da bambini durano nel tempo.

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Benefici della musica anche sull'apprendimento

A questo studio si aggiungono altre ricerche, spiega il corriere.it, che dimostrano che la musica ha anche benefici sulla mente e sulla capacità di apprendimento.

Uno studio su una cinquantina di ragazzi cinesi ha infatti dimostrato che chi ha fatto musica ha una corteccia cerebrale più spessa.

Altre ricerche, una canadese e una svedese, hanno evidenziato che una mente musicale ha un più alto grado grado di connettività neuronale e, per questo, elabora meglio gli stimoli provenienti contemporaneamente da sensi diversi.

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