Scienza

La musica che emoziona ci fa ricordare meglio

Di Emilia Giudici
ascoltaremusica
22 Ottobre 2015
Una musica che emoziona aiuta a ricordare meglio il volto di uno sconosciuto, mentre una musica allegra o i rumori ambientali, come la pioggia, disturbano la memorizzazione. E' quanto emerso da uno studio condotto dall’università di Milano Bicocca. "Probabilmente l’ascolto di un certo tipo di musica produce una codifica della memoria più profonda" spiega  Alice Mado Proverbio, docente e coordinatrice dello studio. 
Facebook Twitter Google Plus More

Si ricorda meglio il  volto di uno sconosciuto, se quando lo si è visto per la prima volta c'era in sottofondo una musica emotivamente toccante. È il risultato di un esperimento condotto dall’università di Milano Bicocca, i cui risultati sono stati appena pubblicati su "Nature Scientific Reports". Ne dà notizia un comunicato dell'Università. 

Leggi anche: Musica in gravidanza: emozioni più forti per le donne in attesa

 

Lo scopo dello studio è stato quello di indagare quale influenza ha ciò che ascoltiamo, sia musica o rumore di fondo, sui processi percettivi e cognitivi.

 

La ricerca, realizzata dal "Milan Center for Neuroscience" dell’Università di Milano-Bicocca (Dipartimento di Psicologia) e coordinata da Alice Mado Proverbio, docente di psicobiologia e psicologia fisiologica presso l’ateneo milanese, si è svolta su un gruppo di 54 studenti universitari non musicisti ai quali è stato proposto un esercizio di memoria: riconoscere dei volti  tra i 448 che gli venivano mostrati dopo una sessione di apprendimento.

 

Nella prima parte dell’esperimento sono state mostrate ai partecipanti 56 immagini di volti di uomini e donne in associazione a un sottofondo sonoro (musica jazz e suoni naturali come onde marine).

 

Nella fase di studio successiva sono state mostrate loro altre 300 facce sconosciute con un sottofondo di musica commovente, gioiosa o con il sottofondo del rumore della pioggia, oppure ancora in silenzio.

 

Nella fase di test, i partecipanti vedevano altri 300 volti (200 vecchi e 100 nuovi) senza alcun sottofondo musicale e veniva loro chiesto di usare alternativamente il dito indice per “dire” se si trattava di facce nuove e il medio per quelle già viste. Durante l’ascolto della musica ai partecipanti veniva inoltre misurata la pressione sanguigna e il battito cardiaco.

 

I risultati hanno indicato che il riconoscimento più efficiente e veloce dei volti si è verificato in condizioni di silenzio, o quando i partecipanti ascoltavano musica emotivamente toccante.

Al contrario, un sottofondo fatto di suoni come pioggia o musica allegra ha interferito con la memorizzazione delle facce. Oltre a migliorare la memoria, l'ascolto di musica emotivamente toccante ha coinciso con un significativo aumento della frequenza cardiaca.

 

"L’ipotesi che ci porta a fare questo esperimento è che l’ascolto di musica toccante sia in grado di modificare la percezione visiva dei volti legando le caratteristiche del viso a informazioni uditive e carica emotiva generata dalla musica. Ciò potrebbe voler dire che l’ascolto di un certo tipo di musica produce una codifica della memoria più profonda.

È quello che accade tipicamente con la musica da film: cosa sarebbero l’agente 007 James Bond, Indiana Jones, la Pantera Rosa, il Padrino senza i loro famosi sottofondi sonori?" dice  Alice Mado Proverbio.