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CRESCERE SENZA PUNIZIONI

Come educare i bambini senza punizioni

Di Zelia Pastore
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24 Maggio 2016 | Aggiornato il 18 Dicembre 2017
Il grandissimo slancio d’amore che accompagna l’arrivo di un bambino spesso porta con sé anche tanti dubbi relativi a come educarli al meglio, conservando l’autorevolezza propria dei genitori. In loro aiuto arriva il libro “Crescere Senza Punizioni Né Minacce - Liberi dalla violenza educativa di ieri e di oggi”, (Natura e Cultura editrice) di Catherine Dumonteil-Kremer, autrice, formatrice e ambasciatrice dell’accompagnamento positivo dei bambini.

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Amore, ma anche tanti dubbi. È quanto porta con sé l'arrivo di un bimbo. Gli esperti di educazione sono concordi nel criticare il ricorso a punizioni, minacce e alla violenza in generale, espedienti che in passato erano alla base del concetto di “autorità”. Ci sono nuovi strumenti per conservarla, basta sapere quali e come utilizzarli.

 

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In aiuto arriva un bel libro, “Crescere Senza Punizioni Né Minacce - Liberi dalla violenza educativa di ieri e di oggi”, (Natura e Cultura editrice) di Catherine Dumonteil-Kremer, autrice, formatrice e ambasciatrice dell’accompagnamento positivo dei bambini. Dal testo abbiamo estrapolato un vademecum per fornire ai genitori consigli pratici da mettere in atto.

 

 

1. Adattate le vostre richieste allo stadio di sviluppo del bambino.
Modificate le regole (come si sta in casa, i compiti che il bimbo deve svolgere) man mano che il piccolo cresce, ma cercate di mantenere sempre il mondo “alla sua portata”. Per esempio, mettetegli la minestra in una ciotola dimensionata per lui, cucinategli delle mini tartine, fatelo partecipare alla cucina dei pasti con uno sgabellino: l’apprendimento avviene per gradi e in un’atmosfera rilassata avviene più velocemente. Ricordate poi che un bambino impara per imitazione, un potente vettore di apprendimento.

 

2. Prevenite i disastri con piccoli stratagemmi
Provate a raccontare a vostro figlio come si svolgerà la giornata: molte problematiche si verificano perché non li mettiamo mai al corrente di ciò che gli accadrà nella giornata e loro si trovano a vivere situazioni inattese. Di conseguenza, manifestano il loro malessere in vari modi “non convenzionali”. Prevenite i problemi con piccoli stratagemmi: ad esempio, se andate a trovare amici o parenti che i bambini non hanno mai visto, munitevi di un sacchetto di giochi “nuovi” (basta farli precedentemente sparire dalla circolazione) che faranno la prima comparsa in quell'occasione, per rendergliela più gradevole.

 

3. Per passare da un'attività a un'altra usate sveglie o timer
Spesso i piccoli fanno fatica ad abbandonare un’attività per un’altra: smettere di giocare per andare a cena, smettere di leggere un libro per fare il bagnetto e simili. Questo perché loro sono molto più concentrati sul momento presente rispetto agli adulti e non hanno molto sviluppata la nozione del tempo che passa. Per evitare scontri in queste fasi, mandate sempre dei messaggi chiari (e rispettateli), magari aiutandovi con sveglie luminose o clessidre: “mangeremo tra un’ora”, “usciamo tra dieci minuti”, ad esempio, non vanno urlati da una stanza all'altra ma spiegati bene al bambino magari dal vivo.

 

4. Evitate i "no" secchi e fate proposte alternative
Quando il suo comportamento non corrisponde ai vostri criteri, fategli proposte alternative. Il muro contro muro non è sempre una soluzione vincente. Esempi di escamotage da poter riutilizzare: “Questi fiori sono stati piantati per decorare la città, non possiamo raccoglierli. Ma se vuoi li possiamo fotografare e fare un album a casa”. Fate la lista della spesa con lui, e dategli dei compiti precisi (digitare il numero del bancomat, prendere le bottiglie d’acqua). Non dimenticate che un bambino concentrato su quello che sta facendo sta contemporaneamente apprendendo, e quindi in quel momento non dà nessun problema.

 

5. Affrontate la collera ascoltandolo
A tutti i bambini capita di avere delle crisi di rabbia: fate in modo che in quei momenti non si faccia del male (portatelo sul letto matrimoniale) e non vi faccia del male (permettetegli di colpirvi solo sul palmo delle vostre mani). Imparate ad ascoltare. Soprattutto con i figli adolescenti, è importante imparare a tacere e lasciare spazio all'altro. Siamo stati cresciuti a suon di interventi frequenti, giudizi, consigli e di conseguenza stare in ascolto dell’altro e basta senza esprimere la nostra opinione ci è davvero difficile. Per approfondire una situazione difficile (come ad esempio quando i figli dicono “Non ne posso più di andare a scuola”), le domande che si possono porre sono: “Cosa intendi dire?”, “Di cosa avresti bisogno?”, “Cosa posso fare per te?”, “Secondo te, qual è la soluzione?”.

 

6. Lasciate che sperimentino le conseguenze delle loro azioni

Quando vostro figlio si impunta di voler fare un’azione che a voi appare insensata, aiutatelo ad assumersi le conseguenze delle sue azioni: se ad esempio non vuol mettersi le scarpe, lasciate che esca a piedi nudi. Specie se siamo in inverno, queste uscite saranno sorprendentemente brevi.