Apprendimento

Come stimolare ogni giorno l'intelligenza dei bambini, secondo il metodo Feuerstein

scuolamontessori
14 Ottobre 2014 | Aggiornato il 07 Aprile 2016
Parlategli guardandolo negli occhi, fate in modo che la sua camera sia sempre in ordine, abituatelo ad ascoltare Mozart, assegnategli piccoli compiti quotidiani, raccontategli la storia della vostra famiglia. Ecco alcuni suggerimenti tratti dal metodo Feuerstein per stimolare l'intelligenza del vostro bambino.
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L'intelligenza non è solo innata, ma può essere anche insegnata.  E' questo il risultato a cui era giunto dopo anni di ricerche Reuven Feuerstein, fondatore di un metodo per lo sviluppo del  potenziale di apprendimento dei bambini (il metodo Feuerstein).

 

La giornalista Nessia Laniado nel libro "Come stimolare giorno per giorno l'intelligenza dei vostri bambini" (edizioni Red) propone alcuni suggerimenti che ogni genitore può applicare nella vita di tutti i giorni per potenziare le doti del bambino e portare alla luce i suoi talenti.

 

"Non si tratta di dare lezioni di intelligenza, ma di saper cogliere nei gesti quotidiani le infinite occasioni per arricchire di pensieri, conoscenze, emozioni, ricordi, domande, simboli, parole, dunque la vita dei nostri figli" dice l'autrice.

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1 Insegnate l'attenzione: quando dovete dire qualcosa di importante guardate il piccolo negli occhi

L'intelligenza dipende dall'attenzione. Uno studio della Washington University di Saint Louis ha scoperto che l'intelligenza fluida, quella cioè che permette di trovare soluzioni creative, dipende soprattutto dalla capacità di attenzione. E l'attenzione non fa parte del patrimonio genetico, ma si impara.

 

Fin da quando è neonato la mamma deve il più possibile stare vicino al piccolo, guardarlo negli occhi quando gli parla. In questo modo insegna al neonato a concentrarsi sul suo volto. "L' interazione della mamma con il neonato è fondamentale per lo sviluppo  affettivo e della capacità di apprendimento."

 

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Anche con i bambini più grandi dovete cercare di catturare la loro attenzione quando dovete insegnargli qualcosa. Se ad esempio dovete spiegare a vostro figlio di non rubare il posto sullo scivolo a un altro bambino, prima di tutto mettetevi alla sua altezza, guardatelo negli occhi e annunciate le vostre intenzioni: “Adesso voglio dirti una cosa importante”; poi motivate quello che volete dire: “Se rubi il posto a un bambino, lo fai arrabbiare. Ti piacerebbe se lui lo facesse a te?”; Infine concludete, guardandolo sempre negli occhi, ribadendo la regola che volete insegnare: “Quando vuoi salire sulla scivolo, aspetti il tuo turno”. In questo modo avrete esercitato la sua attenzione e favorito la memorizzazione della regola.

 

2 Fatelo vivere in un ambiente ordinato

Un ambiente disordinato e confuso favorisce la disattenzione. Cercate di tenere la sua camera ben in ordine. In modo che ogni oggetto abbia il suo posto e il bambino possa scegliere intenzionalmente e senza perdersi nella confusione il gioco che vuole. 

 

3 Motivatelo a esprimersi con le parole

“Insegnare il linguaggio a un bambino è fornirgli lo strumento indispensabile perché possa sperimentare i più alti livelli di astrazione del pensiero".

 

Abituatelo fin da piccolissimo ad esprimersi a parole e non con pianti. Ad esempio, se piange perché vuole un succo di frutta, anziché darglielo e basta, provate a stimolarlo in questo modo, in una mano tenete il succo e nell'altra un bicchiere d'acqua e chiedetegli: "Vuoi acqua o succo?". In questo modo sarà fortemente motivato a imparare la parola succo. “La parola diventa il mezzo più adatto per esprimere ciò che vuole”. 

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4 Per aumentare il suo vocabolario proponetegli il gioco dell'albero

Per arricchire il linguaggio del bambino proponetegli, ogni volta che si presenta l'occasione, il gioco dell'albero. Si parte con una parola (il tronco) e via via la si arricchisce di particolari (i rami).

 

Ad esempio, partendo dalla parola "uva" si elencano prima le parti che compongono il frutto: acini o chicchi, buccia, grappolo, picciolo; poi si nominano tutti gli aggettivi che vengono in mente: tonda, dolce, aspra, bianca, nera... poi i verbi che si possono riferire a quella parola: lavare, raccogliere, mangiare spremere, pigiare...; gli avverbi: si mangia lentamente...  e infine chiedetegli di dire le categorie: cibo, vegetale, frutto...

 

Quest'ultima è la parte più stimolante dell'acquisizione della parola. "Attraverso le categorie i bambini imparano a mettere ordine nell'universo del linguaggio, stabiliscono delle gerarchie, fanno associazioni". 

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5 Se sbaglia, non correggetelo in pubblico


Gli errori vanno corretti, ma mai di fronte agli altri: il bambino si sentirebbe umiliato e potrebbe perdere la voglia di comunicare. Quindi se vostro figlio commette un errore, aspettate il momento di essere soli,  prendetelo da parte e con dolcezza spiegategli dove ha sbagliato. Ricordategli anche i suoi miglioramenti. Ad esempio, se ha sbagliato a pronunciare una parola, ditegli come si dice correttamente, poi aggiungete: "Ti ricordi quando non riuscivi a dire 'arrosto', ora invece lo dici bene...". Sottolineando il precedente successo, non perderà la fiducia in sé.

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6 Ascoltate i suoi racconti senza interromperlo


Se il piccolo vi sta raccontando un aneddoto sulla sua giornata a scuola e nel farlo si esprime male, ad esempio sbaglia un verbo,  e voi lo correggete,  rischiate di fargli perdere il filo del discorso e di chiudere la comunicazione. “E' importante non reprimere i bambini nella loro spontaneità espressiva, soprattutto quando raccontano qualcosa che li tocca emotivamente. Per correggere la sintassi avremo altre occasioni.”

 

7 Lasciatelo fare da solo tutte le volte che ve lo chiede


I bambini hanno grande capacità di osservazione e di imitazione, strumenti formidabili per  lo sviluppo intellettivo e la capacità di concentrazione. Quindi se vi chiedono di fare qualcosa: aiutare a lavare i piatti, sparecchiare, vestirsi da soli.... lasciateli fare, anche se ci impiegheranno più tempo, se saranno approssimativi, o faranno dei pasticci, avranno modo di imparare. Se vi sostituite sempre a loro nel fare le cose, non solo non impareranno, ma si sentiranno sottovalutati e perderanno fiducia nelle loro capacità.

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8 Fategli ascoltare Mozart e la musica barocca


Da tempo si sa che la musica influisce positivamente sul benessere fisico e mentale. Ma secondo recenti ricerche scientifiche è soprattutto la musica barocca (Vivaldi, Bach, Haendel...) e quella di Mozart ad avere i maggiori vantaggi.

 

Infatti queste musiche sono ricche di simmetrie e modelli ricorrenti, in grado di favorire il potenziamento della mente. Le loro composizioni riescono a stimolare sia l'emisfero destro che l'emisfero sinistro, e inducono nei bambini calma e concentrazione. Tecniche diagnostiche hanno dimostrato che ascoltare musica barocca nei primi anni di vita rafforza i circuiti neuronali e stimola la creatività e le aree del cervello specializzate nel favorire la motivazione. 

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9 Lasciatelo giocare al  “far finta di”


“Facciamo finta che io sono una principessa e tu una fata?”. Quante volte avete sentito i vostri bimbi inventare e interpretare personaggi astratti. Bene, lasciateli giocare il più possibile a questo tipo di giochi. Infatti, giocare a travestirsi e a "far finta di essere qualcun altro, favorisce lo sviluppo del pensiero astratto, l'empatia e l'intelligenza emotiva (cioè la capacità di immedesimarsi nell'altro) e stimola la creatività.


Numerose ricerche hanno dimostrato che i bambini che fanno molti giochi di ruolo sono più sereni e collaborativi, hanno un vocabolario più ricco e meno problemi di apprendimento.
Diffidate invece dei cosiddetti "giochi intelligenti" proposti dall'industria. Anche se pensati per sviluppare la creatività dei piccoli, spesso mancano le caratteristiche più preziose: la spontaneità, la complessità e l'imprevidibilità.

“Giocare soltanto per giocare è uno dei diritti fondamentali del bambini, ed è qualcosa di cui al giorno d'oggi , con la mania dei giochi intelligenti, si sta derubando l'infanzia” dice il pediatra americano Berry T. Brazelton. 

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10 Assegnategli piccoli compiti quotidiani 


"Avere la responsabilità di svolgere un compito, se pur modesto, in modo continuativo e autonomo, esercita la memoria ed è il primo passo verso lo sviluppo del pensiero astratto. Ad esempio delegate il piccolo ad apparecchiare la tavola: la prima volta il bambino si porrà una serie di domande mettendo in atto complesse operazioni mentali come: contare, "Per ogni posto quante posate, bicchieri, tovaglioli e piatti dovrò mettere?"; pensare la sequenza giusta: "Porto prima i piatti o i tovaglioli?"; verificare di aver fatto giusto: "Che cosa manca?".

 

Ripetendo ogni giorno questa routine, le operazioni mentali impiegate per l'esecuzione del compito vengono ricordate più facilmente e diventano parte del suo patrimonio intellettivo. 

 

 

11 Quando vi fa una domanda, non rispondetegli subito, ma dialogate, imparerà di più


Anziché rispondere subito a una  domanda con una risposta pronta e finita, cercate di arrivare insieme al bambino alla risposta, dialogando e facendovi delle domande insieme, nell'ottica di cercare la risposta insieme a lui. Quindi mettete in secondo piano i propositi didattici, resistete all'ansia di correggere e di fornire la risposta giusta, vuotatevi la mente e trovate insieme i modi con cui si potrebbe rispondere. 


La domanda diventa un dialogo che non porta solo alla risposta, ma suscita nuove idee, fa acquisire informazioni, fa esplorare la conoscenza. E nel dialogo l'alunno e il maestro imparano insieme. Diventa così una ricerca in cui si stimola il pensiero e la creatività.
Ad es. se il bimbo vede un lombrico e vi chiede cos'è, anziché rispondere subito dialogate facendo altre domande: “Tu che cosa pensi che sia?”, vostro figlio potrebbe rispondere: “Ha la punta come quella di un pennarello...”; e voi potreste suggerirgli: “Allora lo puoi prendere e portarlo a casa per disegnare?”, “No?”, “Però sarebbe divertente avere l'astuccio pieno di animaletti...”. 

 

12 Esercitate la sua capacità di scelta


Scegliere significa valutare confrontare, decidere. Fin da piccoli potete esercitare la capacità di scelta dei vostri figli mettendoli di fronte a due o tre alternative. Ad es. “Oggi fa freddo, bisogna coprirsi bene. Decidi tu: quale tra queste due felpe preferisci?”. 
Vedendo che rispettiamo le loro decisioni, inizieranno a percepire se stessi come persone in grado di operare delle scelte autonome e saranno più inclini a rispettare le nostre.

 

13 Raccontategli la storia della vostra famiglia 


Un  bambino per essere sicuro di sé deve sapere che non viene dal nulla, che  alle sue spalle ci sono delle tradizioni, ricche di esperienze e saggezza, da cui lui, inconsapevolmente, ha ereditato delle caratteristiche. Inoltre le tradizioni e i riti sono momenti di grande insegnamento perché ricchi di emozione e di affetto, ad esempio un bambino imparerà facilmente che cos'è la luce e il buio guardando le candeline luminose sull'albero di Natale.

 

Oggi che le vecchie tradizioni sono quasi del tutto scomparse, cercate voi di costruire dei riti famigliari, come il pranzo della domenica, la visita al nonno e agli zii... Raccontategli la storia della vostra famiglia: sfogliate insieme vecchi album di foto, sollecitatelo a fare domande sul passato...

Trasmettetegli la consapevolezza di appartenere a una storia che viene dal passato, lo aiuterà a proiettarsi nel futuro. 

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