Educazione e psicologia

4 consigli per non essere "genitori elicottero", iperprotettivi e ansiosi

Di Sara De Giorgi
padreansioso
07 Maggio 2019
Molti genitori sono talmente ansiosi, ambiziosi e iperprotettivi da diventare un ostacolo alla crescita dei figli. Si tratta dei cosiddetti "genitori elicottero". Le scrittrici tedesche Lena Greiner e Carola Padtberg, che hanno da poco pubblicato il libro Genitori elicottero. Come stiamo rovinando la vita dei nostri figli (Feltrinelli Editore in Italia), hanno voluto fare luce su questo fenomeno e sugli eccessi dell'essere genitore.
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Sempre più presenti, sempre più ansiosi, sempre onnipresenti: sono i "genitori elicottero". Finalmente educatori, insegnanti, medici, allenatori, insieme a padri e madri, e ai figli stessi di genitori elicottero, hanno vuotato il sacco e hanno raccontato le proprie esperienze con questi adulti superdeterminati, completamente devoti ai loro figli. A raccogliere le loro testimonianze ci hanno pensato le scrittrici tedesche Lena Greiner e Carola Padtberg, che hanno da poco pubblicato il libro Genitori elicottero. Come stiamo rovinando la vita dei nostri figli (Feltrinelli Editore in Italia), con l'obiettivo di fare luce sugli eccessi dell'essere genitore.

 

Il risultato è una satira realistica che suscita grandi risate, ma che, sicuramente, indurrà più di qualcuno a mettersi le mani nei capelli, stimolando comunque a ragionare. Abbiamo intervistato le due autrici del libro, chiedendo loro di spiegarci qualcosa in più sul fenomeno, tanto discusso al giorno d'oggi, dei "genitori elicottero".

 

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"Genitori elicottero”, perché?

 

Le autrici hanno spiegato che i "genitori elicottero" sono così soprannominati perché girano sempre attorno ai loro figli proprio come elicotteri, monitorando tutto ciò che fanno e atterrando in qualsiasi momento per aiutarli con ogni piccola cosa.

 

«Sono ansiosi, ambiziosi e vogliono controllare tutto e farsi coinvolgere in tutto, sia che si tratti del cibo nella scuola materna, della gita scolastica o delle materie di studio dei loro figli. È già il secondo libro che scriviamo su questo argomento, perché il primo volume ha ovviamente fatto "centro", tanto da finire al primo posto nella classifica dei bestseller tedeschi».

 

«Tutto è iniziato con un testo su Spiegel Online - per il quale entrambe lavoriamo come giornaliste - su come alcuni genitori "particolari" oggigiorno agiscono nelle università. Infatti, molte università offrono i cosiddetti "giorni dei genitori": madri e padri vengono alle conferenze e accompagnano persino i loro figli a discutere compiti con i professori».

 

«Dopo questo articolo, molte persone che hanno a che fare con questa tipologia di genitori ci hanno contattato: ostetriche, educatori, insegnanti, medici, allenatori sportivi, poliziotti, ecc. ci hanno raccontato tutti di questi padri e di queste madri, per i quali non c'è mai sosta. Anche nel loro tempo libero, non mettono mai fine all'azionismo: è accaduto che, persino durante la notte, un genitore abbia mandato 25 messaggi di WhatsApp a 25 genitori perché una ragazza non riusciva a trovare il libro della sua amica. E la cosa più sbagliata in questa situazione è che tutti rispondono».

 

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Perché persone normali, dopo aver avuto un figlio, spesso si trasformano in “genitori elicottero”?

 

«I sociologi o gli psicologi sono sicuramente più capaci di rispondere a questa domanda. Noi possiamo dire che quello che abbiamo osservato è che due emozioni sono importanti: paura e ambizione. Molti genitori provano oggi paura e insicurezza nel trattare con i bambini e la vita in generale è percepita come orientata al deficit. Ciò inizia in gravidanza, la quale viene spesso trattata più come una forma di malattia. Si può anche dire che i genitori, in particolare le madri, si contagiano a vicenda con la loro paura e il perfezionismo».

 

«Inoltre, sembra anche che ci sia una gara per genitori perfetti. Per esempio, se lasci che tuo figlio vada a scuola a piedi in prima elementare, sei irresponsabile. Inoltre, sembra che ci sia un aumento generale del desiderio di controllare la vita e ciò a causa del sentimento di insicurezza causato dalle crisi politiche ed economiche negli ultimi dieci o venti anni. In questi tempi incerti, i genitori desiderano che la vita e il futuro dei loro figli siano più belli e più comodi possibili. Questo desiderio è ovviamente comprensibile, ma sfortunatamente non sempre fanno un favore ai loro ragazzi».

 

Ci sono sempre più contrasti a scuola: I “genitori elicottero” non si fidano degli insegnanti?

 

«Sì, i "genitori elicottero" spesso non si fidano dei docenti. Supportano gli insegnanti, ma solo fino a quando i loro figli ottengono buoni voti. Invece, non possono accettare insegnanti che osano criticare i loro piccoli. Vivono le critiche nei confronti dei loro ragazzi come un insulto personale, perché non possono prendere le distanze dal loro figlio. Ma è ovvio che nessuno può educare un bambino senza, a volte, criticarlo e correggerlo».

 

«Conosciamo molti insegnanti e assistiamo spesso a conferenze genitori-insegnanti: trattare con madri e padri ambiziosi e ostinati è davvero difficile! Inoltre, i "genitori elicottero" non si fidano del sistema educativo, così iniziano a insegnare loro stessi ai bambini, a comprare materiale didattico aggiuntivo, a fare i compiti da soli. Alcuni addirittura scrivono le relazioni per gli stage, altri chiamano l'insegnante di matematica di domenica sera alle 21 perché non hanno ben compreso il compito a casa».

 

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Come crescono i figli di "genitori elicottero"?

 

«Sono dannosi i genitori che impediscono ai bambini di sviluppare una personalità sana invece di supportarla. Alcune madri e alcuni padri sono così timorosi o ambiziosi da impedire ai propri figli di apprendere le lezioni della vita e di diventare persone autonome. Come può un ragazzo imparare a muoversi in una città quando la madre si comporta come un autista personale?  Inoltre, può capitare che alcuni bambini sviluppino aspettative molto elevate sul loro ambiente. Un esempio: c'era una madre che voleva che gli insegnanti della scuola materna servissero cibo speciale a suo figlio mentre questo cantava. Un'altra mamma ha persino chiesto all'infermiera dell'asilo di riscaldare il sedile del water per sua figlia con un asciugacapelli, perché la nonna faceva così e altrimenti la ragazzina non avrebbe usato il bagno!».

 

«Come detto prima, ci sono anche genitori che accompagnano i loro figli all'università e siedono con loro in classe. Alcuni addirittura accompagnano i loro figli adulti a lavorare! E abbiamo sentito anche parlare di comportamenti quasi criminali di alcuni genitori che cancellano le risposte sbagliate nei test della classe, annotano le correzioni e poi chiedono voti migliori agli insegnanti. Altri addirittura consultano avvocati perché i loro figli abbiano punteggi migliori. Non riescono a capire il messaggio implicito che mandano così ai loro figli: i buoni punteggi non sono una questione di sforzo, ma una questione di denaro e di inganno».

 

«Un recente studio dell'Università del Minnesota ha dimostrato che il controllo esagerato delle madri inibisce lo sviluppo dei loro figli. I bambini, se controllati, sono meno in grado di regolare i loro sentimenti e i loro impulsi. Non imparano ad andare d'accordo con la frustrazione, la delusione, la paura o l'invidia perché i loro genitori cercano costantemente di evitare in anticipo sentimenti negativi».

 

Consigli essenziali per non diventare "genitori elicottero"

 

  1.  Fidatevi dei vostri figli. «Se vogliono fare le cose da soli, lasciate che le facciano».
  2. «Non cercate di evitare che i bambini provino sentimenti negativi, come, ad esempio, delusioni, tristezza, solitudine, fallimento».
  3. Non trattate i vostri figli con i guanti. «Non cercate di essere i loro migliori amici. Tutti hanno bisogno di sperimentare vari sentimenti durante l'infanzia e l'adolescenza, è essenziale imparare come affrontarli«.
  4. Rilassatevi. «Ricordate che se vostro figlio va a fare una gita scolastica per tre notti, non morirà a causa della privazione del cibo o del sonno. Passerà dei bei momenti con i compagni di classe, purché i genitori non intervengano».

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