Lasciati ispirare

Decalogo semiserio per crescere un bambino felice

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30 Maggio 2012
Esiste una ricetta per crescere i bambini felici? nostrofiglio.it lo ha chiesto a esponenti di mondi diversi - della cultura, dell'arte, dell'imprenditoria, e delle accademie - secondo la loro sensibilità e area di competenza. Loro hanno accolto la sfida. Ecco la prima risposta di Bruno Tognolini, poeta, scrittore e autore tv, tra l'altro dell'amatissimo L'Albero Azzurro
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Se ci pensate, in fondo, poesia, amore, e tenerezza non bastano per dipingere, con una unica pennellata, l'immagine del cucciolo umano e le sue necessità. Ogni bambino è “un piccolo mondo”, delicato e complesso, che richiede, dal suo primo vagito, cure, attenzioni e stimoli conditi con affetto, fantasia (e forse un pizzico di pazienza). Un mondo in divenire, mai uguale a se stesso e, al tempo, fedele nel suo percorso evolutivo, alla sua irripetibile e inimitabile soggettività.

Perché ogni piccolo è unico e affronta la grande sfida della crescita a modo suo... C'è chi sputa la pappa piangendo e chi accoglie il cucchiaino con gioia, chi sembra voler gattonare all'infinito e chi muove già con (felice) determinazione i primi passi intorno all'anno. E poi ci sono quelli che “cinguettano” con occhi sgranati tutt'intorno e quelli che preferiscono tacere, almeno per un po', e stupire, all'improvviso, mamma e papà con una inattesa pioggia di parole...

Tabelle e schemi sulle tappe dello sviluppo (fisico, motorio e psicologico) sono utili punti di riferimento ma occorre sempre interpretare tutto con serenità e, soprattutto, poca rigidità. Crescere, vivere esperienze e acquisire nuove competenze non è una gara tra bimbi e tanto meno tra genitori (“Mio figlio si è tolto il pannolino a 15 mesi, e il tuo, no?”; “Ma come: a 4 anni, non l'hai ancora iscritto al corso di inglese o almeno a quello di pianoforte?”; “La mia bimba si veste da sola, va a nuoto e danza, per questo è così buona!”).

Ogni bimbo ha i suoi ritmi e tempi, mangia e dorme, assorbe e sperimenta quello che lo circonda, in un intreccio policromo di relazioni, emozioni, sensazioni, vissuti. Al centro di un intricato mosaico, scopre nuovi tasselli e manifesta (altrettanto) nuove esigenze durante il suo lungo percorso. Che dovrebbe essere felice - o quanto meno sereno - sperano sempre mamma e papà. Un desiderio profondo che non è però mai accompagnato da un libretto di istruzioni.

Ma come si può, allora, crescere un bimbo felice? Quali sono i segreti per garantire al proprio figlio benessere e felicità da tutti i punti di vista? In un'epoca in cui sembra esserci una scorciatoia – o un vademecum a punti – praticamente per ogni cosa (dalla pancia, all'illuminazione, passando per come diventare un genio in 5 giorni), la ricerca di “ricette ideali” è piuttosto gettonata. Peccato che un mix di ingredienti non produca quasi mai un risultato assolutamente identico. E in fatto di bimbi e felicità, le variabili sono innumerevoli. Certo, ci si può impegnare a fondo per essere un genitore quasi perfetto – come sosteneva lo psicologo Bruno Bettelheim, cercando, magari, confronto e ispirazioni.

E anche le parole possono essere una fonte di ispirazione, un modo per interrogarsi, mettersi in discussione o scoprire nuove prospettive. Con un pizzico di leggerezza, senza faciloneria.

Noi, una riflessione l'abbiamo chiesta a esponenti di mondi diversi - della cultura, dell'arte, dell'imprenditoria, e delle accademie - secondo la loro sensibilità e area di competenza. Abbiamo coinvolto (in alcuni casi con molta insistenza!) figure diverse in questa sfida senza una risposta univoca e assoluta che merita pensieri e considerazione: come crescere bambini felici? Buona lettura!

Marzia Rubega

Il primo Pensiero d'autore è di Bruno Tognolini

DIECI PUNTI PER FARE UN BAMBINO FELICE.

O NON TANTO INFELICE.

di BRUNO TOGNOLINI

1 . DIFFIDARE DEI DECALOGHI

Questo compreso. Capisco la tendenza del mercato a emulare il format di Mosè, ma temo che nulla di buono possa nascere davvero in dieci punti: i giorni, i continenti, le meraviglie e le fiasche di lacrime per esempio son sette, i mesi son dodici, i giorni trecento e sessantacique, gli anni sono infiniti, Stanlio e Ollio son due. Forse dal dieci non si cava grande cosa, se non le tavole del rogo in fiamme e la base dei conti occidentali.

2 . DIFFIDARE DEGLI ESPERTI

Me compreso. Perché per motivi demografici, di disoccupazione, di terziario avanzato e braccia rubate al santo artigianato, gli esperti son troppi. Troppi di più dei presunti inesperti. Troppi più adulti – genitori zie nonni maestre istruttori mister coach chitarristi e ballerine – che bambini. Troppi per essere dei veri giusti, che come dice la Bibbia non si contano in grandi numeri in una città.

3 . FARSI LE PROPRIE IDEE

Pur rischiando che siano sbagliate. Ad avere le proprie idee educative si può sbagliare; a non averle per non sbagliare si sbaglia di certo. Detta in altro modo: a un bambino forse è più utile un genitore che ha le sue idee, alcune sbagliate, che un genitore che non ha idee e fa ciò che fan tutti.

4 . FARE SPESSO IL TAGLIANDO ALLE PROPRIE IDEE

Ascoltare, osservare, giudicare gli altri adulti. Cercare di capire quando contestano le tue idee educative perché tu le hai e loro no, e quando invece sono sinceri. Presupporre che siano sinceri. Ascoltare ciò che dicono, riflettere, e se ci paiono brave persone, chiederci con onestà se hanno ragione.

5 . ESERCITARE MEMORIA E GIUDIZIO

Memoria di se stessi bambini e giudizio di adulti. Memoria: io salivo sugli alberi più alti. Giudizio: mi ha fatto male? No, era bello e m’ha dato fiducia. Azione: vedo mia figlia che si arrampica su un albero, ricordo, giudico, reprimo il santo impulso a gridarle: scendi! Memoria: io da bambino le ho prese che le ho prese. Giudizio: mi han fatto male? No, altro m’ha fatto ben peggio. Azione: devo darle a mia figlia? No, non mi va.

6 . LEGGERE LIBRI, MANGIARE STORIE

Non lo dico come scrittore, ma come lettore. Le storie fanno venire bei muscoli all’anima. Le insegnano a raccontare, e poi a raccontarsi. Se sappiamo raccontarci le cose che ci accadono, ce le scrolliamo di dosso il tanto che basta, prendiamo il respiro che basta per tentare di governarle. Se non sappiamo raccontarci le cose che ci accadono, non ci accade niente. E questa forse è la sola vera infelicità.

7 . PROFONDERE BELLEZZA

I bambini da piccoli son belli. Hanno occhi enormi rispetto al viso. È un dolce trucco della natura per farceli amare. Però questo non vuol dire che tutti i cartoni che esibiscono occhi enormi siano belli per forza. La vera bellezza non è sempre a portata di mano. Però c’è. I libri per bambini, per fare solo un esempio, ne sono pervasi. Cercatela: approfittate dell’occasione. E mettete sotto gli occhi dei bambini una bellezza gratuita e generosa, come la loro.

8 . NON LO SO

Nel punto otto non so cosa scrivere. E quindi scrivo: accettare la propria ignoranza, inadeguatezza e sana e santa imbecillità. Come si fanno bambini felici? Non lo so. Nelle acque fangose di quello stato d’imbecillità transitoria covano le poche fragili chiaroveggenze che ci verranno donate. Un genitore che qualche volta è un po’ imbecille, e consapevole di esserlo, e capace di riderne col suo bambino, è un genitore quasi perfetto.

9 . ESERCITARE LA MEMORIA DEL DOLORE

Questo è il punto più difficile, che predico ma non so praticare, perché pare in straziante contrasto con l’essere umano: accettare il dolore dei propri figli. Anche se sembra inaccettabile. Ricordare il proprio dolore: ci ha ucciso? Alcuni dolori ci hanno sfregiato, altri ci hanno cresciuto, altri le due cose insieme. Perché negarli ai propri figli? Per stare in pace noi? E quindi…

10 . DECIMO PUNTO PER FARE I BAMBINI NON TANTO INFELICI

Non cercare di fare a ogni costo bambini felici.

 

 

Bruno Tognolini

 

Poeta, scrittore, autore di celebri programmi tv (L'Albero Azzurro, La Melevisione) con una decade alle spalle anche nel mondo del teatro (con Paolini, Vacis, Baliani). Dagli anni '90 ha scritto oltre 30 titoli, tra romanzi, racconti, poesie pubblicati da Salani, Giunti, Mondadori, Rai-Eri, Fatatrac, Carthusia, Artebambini, il Castoro, TopiPittori. Nel 2007 ha vinto Premio Andersen come miglior scrittore italiano e nel 2011 Premio Speciale della Giuria del Premio Andersen per "Rime di rabbia". Il suo ultimo libro è “L'Alfabeto delle fiabe”, edito da TopiPittori.

 

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