LA PRONUNCIA DELLA R

Linguaggio: ha problemi a dire la "R", 4 consigli della logopedista

Di Zelia Pastore
bambinormoscia
02 Agosto 2016
Intorno ai 4-5 anni si inizia a fare attenzione alla "R". Alcuni bambini hanno difficoltà a pronunciarla correttamente, ma quando è il caso di preoccuparsi? Lo abbiamo chiesto a Eleonora La Monaca, logopedista e titolare del blog Mamma logopedista
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«Mamma, oggi a scuola abbiamo visto un cViceto molto caVino…» alzi la mano chi non ha avuto almeno un’ombra di preoccupazione nel sentire il proprio figlio pronunciare la R in modo sbagliato (con brividi che aumentano in presenza di parole come “Ramarro Marrone”). Quando è il caso di preoccuparsi? «Come tutte le questioni riguardanti il linguaggio, la distinzione da fare è vedere se si tratta di un problema isolato o collegato ad altri», ci spiega Eleonora La Monaca, logopedista e titolare del blog Mamma logopedista.

 

  1. Quando si può presentare il problema


    «Si inizia a fare attenzione alla "R" attorno ai 4-5 anni», prosegue la dott.ssa La Monaca: «Tenendo conto che si tratta di un suono articolato, si deve intervenire nel caso si presenti in un contesto di più suoni pronunciati in modo alterato».
     
  2. Le possibili cause


    «Se invece la pronuncia non corretta della “R” è l’unica degna di nota, bisogna capire da cosa dipende». I fattori potrebbero essere molteplici: «Il figlio potrebbe avere un’immaturità nella deglutizione orale, oppure nei movimenti della bocca - illustra la dott.ssa La Monaca -. Per produrre la "R”, nella fattispecie, la lingua deve stare in alto: i bimbi che respirano con la bocca e non con il naso la tengono molto in basso».

     
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  3. Come si può intervenire


    I genitori possono dare una mano ai loro figli a migliorare la pronuncia di questa lettera: «Si può provare a suggerirgli spesso questo suono, fargli vedere come si mette la lingua sul palato e stimolare i piccoli ad esercitarsi insieme più volte nella giornata» suggerisce la dott.ssa La Monaca. «Un gioco divertente che si può fare insieme è quello di invitare i bambini a rispondere alla domanda ‘Come fa il motore?’: il rumore che riprodurranno, ‘Trrr trr’ li aiuta perché la ‘t’ è un suono di appoggio alla ‘r’». Per convincere i bambini a cooperare, potrebbe essere utile rivolgersi ad un logopedista. «L’intervento di uno specialista può essere utile soprattutto perché viene considerata la situazione dell’oralità del bambino in modo più ampio, e inquadra il singolo problema in una visione d’insieme. Con 7-8 sedute circa il problema della “R” potrebbe tranquillamente considerarsi risolto».
     
  4. Valutare caso per caso


    Nel decidere se intervenire o meno, bisogna tener conto del fatto che se il piccolo non prova disagio e non è deriso dai compagni d’asilo non è necessario preoccuparsi: «Con l'approccio alla lettura e alla scrittura i bambini potrebbero risolvere il problema da soli: bisogna valutare caso per caso».

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