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Educazione bambino

Le 7 idiozie sulla crescita dei figli (e come superarle)

Di Roberta Cavallo Antonio Panarese
bambina3anni

12 Novembre 2014 | Aggiornato il 29 Marzo 2018
Capricci, pianto, socializzazione, cibo, apprendimento e adolescenza. Gli autori del libro 'Le 7 idiozie sulla crescita dei bambini', formatori dell'infanzia e consulenti per genitori, smontano 7 credenze diffuse nell'educazione, non in linea - secondo loro - con i bisogni emotivi dei bambini 

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"E se tu non fossi un genitore “sbagliato”? E se non fosse tuo figlio ad avere qualcosa che non va? Ma fossero i metodi che stai utilizzando ad essere lontani dalla natura di tuo figlio e per questo inefficaci? 

Proprio così, quotidianamente, quando si tratta di educare i bambini, senza volerlo, mettiamo in pratica consigli avuti da parenti, amici o sentiti dagli esperti, abitudini e condizionamenti assorbiti durante la nostra infanzia che, invece di essere risolutivi, peggiorano le cose e spesso ledono il rapporto che abbiamo con i nostri figli, la loro autostima, la sicurezza e la fiducia che nutrono nei nostri confronti.

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Per fortuna tu hai tutte le carte in regola per essere un genitore esemplare, tuo figlio ha la stoffa per essere un bambino meraviglioso (e lo è) e i metodi che utilizzi, se trovi che portino a poco, si possono migliorare.

 

Roberta Cavallo
Roberta Cavallo

Chi è l'autrice dell'articolo: Roberta Cavallo è la Consulente Genitoriale nel Programma TV “4 Mamme”, in onda su FoxLife (Sky). Con i suoi 5 libri best seller è l’autrice più letta e seguita in Italia dai genitori negli ultimi anni, conquistando oltre 100.000 famiglie italiane e diverse classifiche di vendita, come quelle di Amazon e Ibs e registrando il tutto esaurito nei suoi tour in giro per l’Italia. Aiuta i genitori a osservare e a decifrare il comportamento, "gli indizi" dei figli per risolvere le incomprensioni e le difficoltà di educazione in ogni fascia di età.

 

Vediamo allora insieme 7 credenze diffuse (e non in linea con i bisogni emotivi di tuo figlio) che puoi aver ricevuto dalla tua infanzia o da conoscenti e le relative soluzioni efficaci secondo natura che puoi applicare nella pratica di tutti i giorni.

 

Prima idiozia: i capricci sono solo capricci. Quando “fa i capricci” ti dicono che “sono solo capricci”, che prima o poi la smette, che devi farlo sedere in un angolo a riflettere perché possa capire ed elaborare.

 

Se invece vuoi rispettare la sua natura e renderti davvero utile puoi:

  • Non considerarli “capricci”: tutti i bambini hanno sempre una motivazione profonda per cui si comportano in un certo modo. Riuscire a osservarla, ascoltarla e risolverla evita l’innescarsi di lotte di potere e fa sentire tuo figlio compreso e sostenuto.
  • Osserva la tua reazione: molto spesso se i capricci si accendono, il nostro nervosismo e la nostra tensione che ne consegue sono benzina che fa di una fiammella un vero e proprio incendio. Quindi, puoi domandarti come mai ti stai innervosendo, come mai ti infastidisce il comportamento di tuo figlio. Se trovi la tua responsabilità e fai il possibile per porvi rimedio, riuscirai a essere più neutrale dinnanzi alle sue richieste e a risolvere più velocemente “il conflitto”. 

Seconda idiozia: lascialo piangere, prima o poi smetterà. Quando non dorme o si sveglia piangendo forse ti hanno detto di lasciarlo piangere perché si deve abituare a dormire da solo oppure di mettergli vicino più ciucci e pupazzi che gli facciano compagnia. Ma quanto a lungo un bambino che ha paura o è agitato potrà compensare con un succhiotto? Quanto potrà sentirsi difeso da 2 o 3 piccoli orsacchiotti?

 

Se vuoi essere efficace puoi:

  • Anche se può essere più faticoso, renderti sempre disponibile per stargli accanto o per portarlo con te nel lettone e facendo il possibile per risalire alla causa del suo disagio: forse ha paura e vuole stare con te perché è troppo piccolo per stare solo anche di notte, forse vive degli stress di giorno che gli impediscono di rilassarsi di notte, forse assorbe le tensioni dell’ambiente esterno.
  • Tutti i bambini vivono seguendo un ritmo fatto di espansione e contrazione che si alternano in modo regolare. Se durante il giorno può avere momenti di massima espansione (giochi all’aria aperta, correre, farsi il solletico, ecc.) alternati a momenti di calma (lettura di un libro, giocare con le costruzioni o pettinare le bambole, coccole, sonnellino, ecc.) potrà arrivare la sera senza aver accumulato troppe energie. Se il suo corpo è invece carico di energie che non è riuscito ad evacuare durante il giorno, per lui sarà più difficile riuscire a prendere sonno. 

Terza idiozia: fallo socializzare così impara a stare con gli altri. Quando tuo figlio è in fase egocentrica (da 0 a 7 anni circa) e ha bisogno di te, ti hanno detto che deve imparare a stare con gli altri, deve socializzare e condividere. La sua natura di questi anni prevede invece che lui senta di avere uno spazio privilegiato con l’adulto e che non sia costretto a sentire il suo territorio “invaso” dai coetanei, così da poter mantenere una buona autostima e non diventare egoista e egocentrico da adulto.

  • Puoi rendere di qualità ogni momento che trascorri con lui: ascoltalo, guardalo negli occhi quando gli parli, se ti riporta un suo vissuto o se ti fa una richiesta, qualsiasi essa sia, evita di banalizzare, giudicare o giustificare l’esterno. Per esempio se ti dice che la maestra lo ha rimproverato, invece di ribattere dicendo che avrà avuto le sue ragioni, puoi accoglierlo così: “Davvero amore? E tu come ti sei sentito? Cosa è successo secondo te?”.
  • Renditi disponibile ad aiutarlo e a consolarlo. Osservandoti mentre prendi in mano la situazione si sente sostenuto e nello stesso tempo può imparare come si risolvono i problemi e al momento opportuno lo metterà in pratica. 

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Quarta idiozia: devo sempre ripetergli le cose 100 volte! Perché non mi ascolta? Forse quando eri tu bambino ti ripetevano mille volte le cose per farti imparare le regole, ti manipolavano (se fai questo sei bravo, se non lo fai ti voglio meno bene o ti metto in castigo). A volte ti capita magari, involontariamente, di fare la stessa cosa con tuo figlio, facendolo sentire esattamente come ti sentivi tu (e non credo ti piacesse…).

 

Se vuoi puoi:

  • Fare in modo che tuo figlio passi più tempo possibile con te e che possa aiutarti, possa fare le cose che fai tu, divertendovi e giocando. Se il clima è gioioso e rilassato diventa il terreno ideale perché i bambini possano essere desiderosi di imitare l’adulto quando si lava sempre i denti, quando riordina, quando apparecchia la tavola, quando cucina, ecc.
  • Evita di insistere e domandati la motivazione profonda del suo rifiuto, del perché non ti ascolta. Il motivo c’è sempre e si può risolvere. 

Quinta idiozia: mangia solo schifezze. Quando tuo figlio non vuole mangiare la frutta o la verdura, quando mangia “solo schifezze” o quando non vuole mangiare ti dicono forse di insistere o che deperirà o che gli mancheranno le energie.

 

Devi sapere che:

  • Per tuo figlio, come per tutti noi, il legame tra cibo e affettività è molto stretto: quando ci sono difficoltà con il cibo è molto probabile che ci siano anche difficoltà nella relazione tra bambino e genitori (incomprensioni, bambino arrabbiato o deluso, carenza di coccole e attenzioni almeno secondo quanto il bambino percepisce). Osserva la vostra relazione e fai il possibile per sanare i vuoti affettivi o le incomprensioni.
  • Abituati fin da piccoli a cibo preconfezionato, i bambini non hanno oggi la possibilità di fare “amicizia” con il cibo, di prendere confidenza con esso. Se invece riesci a dedicare qualche momento perché anche tuo figlio possa cucinare con te, vederti mentre fai una torta, mentre pulisci l’insalata, mentre fai la pasta fresca e divertirvi insieme, il cibo uscirà dall’anonimato e sarà più facile per tuo figlio apprezzarne le qualità e il valore.

​​Sesta idiozia: ripeti più volte così impari meglio la lezione. È probabile che ti abbiano abituato durante la tua infanzia a ripetere la lezione per l’interrogazione, a paragonarti ai tuoi compagni per vedere chi ha preso il voto più alto, a stare seduto ore sui libri, a vivere la scuola come un peso, soffocando totalmente la tua creatività e le tue potenzialità.

 

Se vuoi che per tuo figlio sia diverso puoi:

  • Fare il possibile per rendere le attività legate all’apprendimento divertenti e pratiche: quando deve studiare storia puoi raccontargliela prima tu sotto forma di storia avventurosa e solo dopo fargliela leggere eventualmente sui libri. Quando deve imparare le equivalenze portalo prima al mercato, fate la spesa insieme imparando le unità di misura e solo dopo fagli aprire il quaderno degli esercizi.
  • La vita è la nostra prima insegnante: fai in modo che tuo figlio possa sperimentare, provare, sbagliare, chiederti perché, chiederti come funziona, fare delle ipotesi e verificarle. Questi saranno i più grandi insegnamenti, quelli che rimarranno nel tempo, quelli che non avranno bisogno di ripassi o di verifiche. 

Settima idiozia: è arrivata la crisi adolescenziale. Se tuo figlio è già un ragazzo, si trova nella fase adolescenziale e non sempre riesci a capirlo o lui non riesce a capire te, se spesso siete in crisi, ti hanno detto che è normale perché entrano in gioco gli ormoni. Ti hanno detto che non ci sono più i giovani di una volta.

 

Sappi che:

  • Le radici: se oggi c’è un momento di crisi, è probabile che le radici siano da ricercare negli anni precedenti durante i quali ci può essere stata qualche falla nella vostra relazione, sia dal punto di vista affettivo che comunicativo. Trovarla e sanarla (è sempre possibile farlo) aiuta a sciogliere le incomprensioni del presente.
  • La tua casa non è un albergo ma i nostri figli non sono clienti di passaggio: anche se sembrano super emancipati non sono ancora adulti e hanno bisogno di tutto il nostro sostegno. Sii comprensivo anche se tuo figlio è diverso da te, sii fermo e autorevole per evitare che si senta allo sbando, permettigli di irrobustirsi le ali (cosa che la paghetta e l’auto nuova in garage ancor prima della scuola guida a volte non fanno, ma che un buon lavoretto nel fine settimana, spesso sì).

Quando agisci con i tuoi figli domandati sempre se quello che stai facendo ha un senso, se quello che stai facendo ha un fine utile a lungo termine, se tuo figlio si sente rispettato e compreso e fai il possibile per domandarti: “e se fossi io al suo posto come mi sentirei?”

Perché non sei tu ad essere sbagliato, non è tuo figlio a essere sbagliato, sono solo i metodi che a volte utilizzi a essere del tutto inappropriati. E i metodi si possono sempre migliorare…"