EDUCAZIONE

Quali sono le leggi naturali del bambino e perché è importante rispettarle

Di Alice Dutto
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26 Settembre 2017
Nel suo nuovo libro, Céline Alvarez individua i bisogni fondamentali dei bambini. Rispettarli significa permettere un migliore e più corretto sviluppo dei piccoli. Ecco come fare
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Non date la colpa ai geni: stando a quanto scoperto da Céline Alvarez (www.celinealvarez.com), ricercatrice e coordinatrice di un progetto educativo sperimentale presso la scuola d'infanzia Jean-Lurçat di Gennevilliers di Parigi, lo sviluppo di un bambino sarebbe infatti poco influenzato dalla genetica.

«La genetica svolge solo un ruolo minoritario nel film della nostra vita: ciò che siamo è determinato essenzialmente dal nostro ambiente» si legge nel primo capitolo del suo nuovo libro “Le leggi naturali del bambino. La nuova rivoluzione dell'educazione”, edito Mondadori.
 


L'assunto di base descritto nel volume è che siano soprattutto il nutrimento fisico e psichico, le persone frequentate, le parole ascoltate e pronunciate, il modo in cui si gestisce lo stress, le esperienze vissute, la qualità del cibo ingerito, il tempo di esercizio fisico che ci si concede a fare di noi ciò che siamo.

LE LEGGI NATURALI DEL BAMBINO


Sarebbero questi, dunque, i bisogni fondamentali (o meglio, le leggi naturali) di ogni bambino. Bisogni che derivano dagli insegnamenti di Jean Itard, Édouard Séguin e, in particolare, di Maria Montessori, a cui Alvarez si è ispirata attualizzandoli e dando loro basi scientifiche. 

Assecondando questi principi si garantirebbe lo sviluppo migliore possibile per i piccoli: una tesi che l'autrice ha dimostrato grazie alla sperimentazione condotta con i ragazzi di Gennevilliers, un quartiere periferico e “problematico” della capitale francese.

«Nel momento in cui si rispettano queste leggi di base, si crea un ambiente confortevole, accogliete e ricco di stimoli, offrendo ai bambini tempo, fiducia, libertà e attività coinvolgenti, stimolandoli ai legami sociali, e mettendoli in “contatto con il mondo” e con se stessi, i piccoli imparano a leggere e contare, a sviluppare competenze cognitive come empatia, autodisciplina e capacità decisionale a prescindere dal contesto culturale ed economico di provenienza. Insomma, se smettiamo di intralciare la legge naturale e lasciamo che l'intelligenza si sviluppi naturalmente, accadono veri e propri miracoli».


COME ASSECONDARE I BISOGNI FONDAMENTALI DEI BAMBINI

Principi che non valgono solo per il mondo della scuola, ma che possono essere applicati anche a casa per il bene dei bambini. Ecco, dunque, cosa possono fare le mamme e i papà.
 

1. Creare un ambiente di qualità


«Il cervello si struttura grazie alle attività che viviamo in modo attivo o passivo. Per questo è fondamentale che i genitori offrano al piccolo un ambiente positivo con tutti gli stimoli necessari per il suo sviluppo, soprattutto linguistici, senza però esagerare con le proposte: anche il riposo, infatti, ha il suo valore».

2. Creare un'atmosfera serena


«Oltre ad avere tutti gli stimoli necessari per la crescita del piccolo, l'ambiente in cui è immerso dovrebbe essere sereno, senza stress. Nel bambino, infatti, le molecole attivate dallo stress, come il cortisolo, danneggiano le strutture mentali. Ciò provoca difficoltà non piccole nello strutturare competenze di vario genere: dall'empatia alla capacità decisionale. Evitare stress inutili, dunque, sia a casa che a scuola, significa garantire al piccolo una qualità di vita migliore e migliori possibilità di sviluppo e successo. In ambienti sereni, tutto il cervello e l'organismo rifioriscono e si rigenerano».
 

3. Assecondare la motivazione endogena

«Mamme e papà devono rispettare la motivazione interiore dei piccoli: nel momento in cui si è mossi da ciò che si sente dentro, il cervello si attiva maggiormente e lavora meglio e di più. Non a caso, siamo più predisposti a ricordare ciò che ci interessa».

4. Accogliere gli errori


«Un altro aspetto molto importante nell'adulto, ma anche nel bambino, riguarda l'accettazione degli errori. Questi non devono essere vissuti negativamente e non vanno sanzionati. Il cervello infatti emette delle ipotesi relative alla realtà: nel momento in cui queste si verificano errate il cervello si attiva e riorganizza i suoi circuiti. Gli errori devono dunque essere vissuti come un'occasione per imparare e progredire».

5. Stimolare l'autonomia del bambino


«Importantissimo per il bambino è quello di essere accompagnato nel fare cose da solo, raggiungendo la sua autonomia. È un bisogno che il piccolo ha e se viene rispettato può sviluppare le sue competenze cognitive superiori, importanti per raggiungere in futuro il successo professionale e sociale. Queste capacità, anche dette “competenze esecutive”, costituiscono le fondamenta della sua individualità. All'inizio gli adulti devono essere presenti e poi via via sottrarsi sempre di più, lasciando fare gradualmente da solo al bambino».