Educazione

Maschio o femmina: chi è più difficile da educare?

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28 Ottobre 2014
Maschio o femmina: chi è più difficile da educare? Sembra che i maschi siano più impegnativi da piccoli. Le femmine invece, dalla pre-adolescenza in avanti.  Vediamo in quali campi e come sono differenti bambini e bambine.
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Ci sono genitori che dicono di spendere un sacco di energie nel crescere e stare dietro al proprio figlio maschio. Tra giochi, litigi, corse perenni. Ci sono però anche mamme e papà di figlie femmine che sostengono di non essere da meno. Anche le loro bimbe danno del filo da torcere. Dove sta il giusto mezzo?

E' vero che ogni bambino è un individuo a sé stante, con la sua personalità e il suo carattere. E che non ha senso generalizzare. Bisogna però aggiungere che società, genitori e i geni giocano il loro ruolo e influiscono sulla crescita del bambino. "Già dalla nascita trattiamo maschietti e femminucce in modo diverso. Per esempio tendiamo a rivolgerci con un tono più dolce alle bimbe. E a fare giochi più attivi e di movimento con i bimbi, per esempio lanciandoli in aria" rivela al sito americano per genitori parenting.com David Stein, professore di psicologia al Virginia State University in Petersburg, negli Stati Uniti.

E la mente stessa dei bambini si sviluppa, cresce e matura in stadi differenti a seconda del sesso di appartenenza. Lo sostiene Leonard Sax, autore del libro Boys Adrift (Ragazzi alla deriva). Lo studioso sostiene che i genitori crescano maschietti e femminucce in modo differente, perché effettivamente sono differenti dalla nascita.

Quindi, quale dei due sessi è più difficile da educare? Secondo il sito parenting.com dipende dal campo che si analizza e dall'età del bambino. Vediamo come sono differenti maschi e femmine nella disciplina, sicurezza, comunicazione, autostima e apprendimento.

Disciplina. Più difficili con i maschi

 

Perché sembra che i maschi non ci ascoltino mai? Perché effettivamente, alla nascita, l'apparato uditivo dei maschi non è sviluppato come quello delle femmine. Questa differenza aumenta man mano che i piccoli crescono. L'udito delle femmine è molto più fine e le zone del cervello interessate dal linguaggio si sviluppano più velocemente. Questo significa che le femmine sono più brave a rispondere e percepire ordini come "Non farlo" o "Usa le tue parole".

"I maschietti tendono ad essere più tattili" sostiene Michael Gurian, autore del libro Boys and girls are each harder in different ways (Ragazzi e ragazze, ognuno difficile in modi differenti). "Sono anche meno verbali e più impulsivi - aggiunge - e questo è particolarmente visibile nei bambini tra i due e i tre anni e nella fascia pre-scolare. (Leggi anche: linguaggio bambini, come arricchire il vocabolario)

Sicurezza. I maschi sono più spericolati

 

Ci sono mamme che lottano per rendere il loro soggiorno un luogo tranquillo e non un ring da wrestling. Altre che tra continui litigi tra i figli non sanno più che cosa inventare per farli smettere. In generale. secondo gli esperti, i maschi tendono a essere più aggressivi, rumorosi e vivaci. Nella loro mente, correre un rischio significa... sfida. Qualcosa che dà piacere.

Per aumentare l'autostima e l'indipendenza dei bimbi, ma anche per formare il loro carattere, occorre lasciarli sperimentare, anche a costo di qualche graffio. Lo sostiene Wendy Mogel, autore del libro The blessing of a skinned knee (la benedizione di un ginocchio sbucciato).

I maschietti, spericolati per natura, a volte avrebbero bisogno di essere calmati un po'. Le femmine invece, hanno bisogno di essere incoraggiate a rischiare di più. Potete aiutarle stimolandole a saltare dal muretto, a tuffarsi nell'acqua alta o a scendere dallo scivolo più alto del parco. (Leggi anche: litigi tra bambini, 9 consigli ai genitori)

Comunicazione. Con le femmine il gioco si fa duro dalla primaria

 

Fin dalla nascita, le bambine tendono a essere più interessate ai colori, ai tessuti. Per esempio sono attratte da un viso umano. I bambini sono invece più indirizzati al movimento, dice Leonard Sax, autore del libro Boys Adrift (Ragazzi alla deriva).

Queste differenze sono visibili anche nel modo in cui i bambini disegnano. Le femmine tendono a usare i colori dell'arcobaleno e disegnano persone. I maschietti preferiscono sfumature tendenti al blu, nero o argento e adorano immagini di veicoli e guerre.

Le bimbe sono quindi più orientate più alle persone. I bimbi all'azione.

Dato che le bambine studiano i volti con attenzione, sono più brave a comprendere i segnali non verbali (per esempio le espressioni del viso e il tono della voce). I bimbi non solo imparano a parlare più tardi, ma usano anche un vocabolario più limitato e hanno più problemi a collegare i sentimenti con le parole.

Importante: mamme, papà, non pensate subito all'autismo e non vi allarmate se il contatto visivo del vostro bimbo con voi non è lungo come vorreste. Può essere più sfuggevole infatti rispetto alla durata del contatto visivo delle bimbe.  "E' un sollievo per le mamme quando dico loro che è normale ed è dovuto a come è fatto il cervello dei bambini", spiega Gurian, autore del libro Boys and girls are each harder in different ways (Ragazzi e ragazze, ognuno difficile in modi differenti).

Intorno agli otto anni, le cose iniziano però a complicarsi anche con le bambine. Le bimbe sono più attente alla comunicazione? Il retro della medaglia è che ci spendono molta energia. E possono nascere piccoli drammi e incomprensioni su: "Chi è arrabbiato con chi" o "Chi ha detto che cosa", etc.

Un consiglio ai genitori: provate a instaurare una comunicazione aperta con la vostra bambina già quando è piccola. In futuro saprà di poter contare su di voi nel caso avesse bisogno di un consiglio. (Leggi anche: come crescere figlie femmine da 0 a 14 anni)

Autostima: le bambine sono più a rischio

 

Sviluppare una buona e sana autostima è importante per ogni bimbo. Ed è una fase critica che ogni bambino attraversa. Secondo i ricercatori in questo caso sono le bimbe ad avere più difficoltà: essendo di solito più obbedienti e orientate alle persone, tendono a crescere con meno stima di se stesse e con più insicurezze rispetto ai bambini. Carol Gilligan, studioso e psicologo specializzato nei generi sessuali, sostiene che sono le bimbe stesse ad essere educate ad accontentare le persone e a essere sempre dolci e carine. Definisce questa situazione "la tirannia del bello e gentile".

"Questa pressione culturale mette in primo piano i bisogni degli altri a scapito dei propri. Le bambine sono educate proprio a questo" sostiene Jenn Berman, terapista familiare californiano che ha scritto il libro The A to Z Guide to Raising Happy, Confident Kids, (La guida dalla A alla Z per crescere bambini felici e sicuri di sé). "Più una ragazza sotterra i propri bisogni e desideri per far piacere gli altri, più la sua autostima rischia di essere danneggiata." (Leggi anche: autostima, 7 regole per crescere bambini sicuri)

La percezione del proprio corpo  è un aspetto importante dell'autostima.  E la percezione distorta e negativa del proprio fisico riguarda spesso il genere femminile, nonostante ne soffrano sempre di più anche uomini e ragazzi. La naturale rotondità che compare nella ragazze durante la pubertà va contro all'estrema magrezza delle donne sulle copertine dei giornali e in televisione.

Occorre fare particolare attenzione ai messaggi che si lanciano alle proprie figlie su corpo, dieta ed esercizi: "E' doloroso pensare che l'immagine negativa di una ragazza nei confronti del proprio corpo possa derivare direttamente dal vedere la propria madre guardarsi e criticarsi allo specchio", dice Jenn Berman. "Insegna a tua figlia ad ascoltare i segnali che il suo corpo lancia, come fame e sazietà. Le ragazze che ascoltano il proprio corpo tendono ad ascoltare il loro istinto anche in altre aree."

Un buon modo per costruire l'autostima nelle ragazze e per esaltare il corpo in modo sano? Lo sport.

Scuola? I maschi tendono a fare più fatica

Maschi e scuola. Non sempre sono un connubio idilliaco. Essendo più manuali e un po' più immaturi rispetto alle bimbe, non sempre per loro è semplice stare sui banchi di scuola, al chiuso e utilizzare un approccio didattico più che altro visivo-uditivo (opposto al loro essere più manuali). Nei primi anni poi, i maschietti rischiano di restare indietro rispetto alle bimbe nel linguaggio, nella manualità fine, nell'attenzione e nell'autocontrollo. (Leggi anche: come crescere figli maschi da 0 a 16 anni)

Le bimbe partono invece svantaggiate nelle materie legate alla percezione spaziale, come la geometria.  La soluzione è offrire ai propri figli delle opportunità per sviluppare le aree dove hanno più difficoltà. Il tutto senza troppa pressione.

 

A conti fatti, secondo parenting.com, sembra quindi che i maschi siano più impegnativi da piccoli. Le femmine invece, dalla pre-adolescenza in avanti.